Difesa, polo campano ad alta tecnologia: mille addetti in cinque anni
La sfida è adeguare i sistemi per proteggere i cieli e farlo presto: le immagini che arrivano dai vari teatri di guerra degli effetti dei missili balistici e dei droni mostrano con una crudezza che non ha bisogno di altri aggettivi come la sfida per la difesa sia super tecnologica basata su sistemi d’arma e personale ultra specializzato. Oltre che essere urgente il suo rafforzamento. Per questo l’ampliamento del polo industriale campano di Mbda (la multinazionale controllata da Bae System, Airbus e Leonardo che produce sistemi missilistici complessi, tra cui il Samp-T specializzato nell’intercettazione di missili balistici) con il nuovo stabilimento di Pomigliano d’Arco è un passo importante: «Sostenere l’incremento della produzione e garantire con tempestività le capacità necessarie alla tutela della sicurezza e della sovranità nazionale, contribuendo al tempo stesso all’autonomia tecnologica dell’Italia e dei Paesi alleati», ha spiegato l’amministratore delegato di Mbda, Renzo Tosini. «L’evoluzione della domanda legata all’attuale contesto geopolitico ci porta ad ampliare la nostra capacità industriale in Campania - ha aggiunto - e, più in generale, il footprint produttivo di Mbda in Italia. La specializzazione e la complementarietà dei due stabilimenti consentiranno di consolidare ulteriormente il ruolo della regione come polo di eccellenza per Mbda».
I SEEKER
A Pomigliano - nel compound di Leonardo, che ha messo a disposizione i nuovi spazi e dove sono realizzate le aerostrutture per l’Atr e l’Airbus 220 - Mbda ha portato parte delle produzioni dello stabilimento del Fusaro (a sua volta verso il raddoppio). Il nuovo stabilimento di Pomigliano d’Arco concentrerà le proprie attività su tre aree principali: Weapon Systems, lavorazioni ceramiche per i radome dei missili (l’ogiva del missile che contiene i sistemi radar e la strumentazione di navigazione e puntamento) e produzione meccanica. Pomigliano D’Arco opererà in complementarietà con il Fusaro, destinato a consolidare la propria vocazione tecnologica attraverso nuove aree, anche grazie al prossimo adeguamento dell’autorizzazione unica Zes. Nel sito di Fusaro saranno sviluppate ulteriormente competenze di alto livello nella ricerca, progettazione e sviluppo, in particolare nei settori della seekeristica (cioè il sistema di guida autonomo montato sul muso di un missile per individuare, agganciare e seguire il bersaglio nella fase finale del volo) e della radiofrequenza, a beneficio dell’intero gruppo Mbda. Complessivamente l’occupazione del polo campano di Mbda che ora si attesta intorno a 800 addetti, con gli ampliamenti previsti, passerà a mille entro i prossimi cinque anni. Metà della produzione va ai Paesi alleati, l’altra è destinata all’Esercito a cominciare dal quarto reggimento di artiglieria contraerei “Peschiera” di stanza a Mantova che è l’unico attualmente in possesso dei lanciatori Samp-T (che sono schierati in Italia e ora in Turchia nella base aerea di Konya per la protezione dello spazio aereo del fianco sud-orientale della Nato). «Nessuno vuole la guerra», hanno ribadito all’unisono il viceministro degli Esteri Edmondo Cirielli, e il sottosegretario alla Difesa, Matteo Perego di Cremnago, «ma in un contesto geopolitico sconvolto rispetto ad alcuni anni fa, la capacità di interdizione è essenziale per rendere il paese più sicuro aumentando la forza di deterrenza». Cirielli ha poi ricordato come l’Italia sia tra i paesi produttori di armi il più attento al rispetto delle convenzioni internazionali e come questo lavoro «estremamente rigoroso sia condotto dalla Farnesina e sia costante con ogni governo e impedisce che le armi finiscano in paesi che hanno in corso conflitti». Per il vicepresidente della Regione Campania, Mario Casillo «lo stabilimento è un punto di sviluppo di tecnologia che avrà i suoi effetti anche in campo civile e permetterà l’occupazione di giovani tecnici che altrimenti avrebbero potuto trovare lavoro in altre regioni». Concetto ribadito dal sindaco di Pomigliano, Raffaele Russo. «L’investimento di Mbda è un fiore all’occhiello - ha sottolineato l’amministratore delegato di Leonardo, Lorenzo Mariani, che prima di assumere la guida della società aveva svolto l’analogo incarico proprio in Leonardo - e mostra come Leonardo sia fortemente radicato in Campania e intende introdurre a Pomigliano, dove operiamo in settori strategici come le aerostrutture, ulteriori settori». Mariani ha sottolineato quanto sia importante per il territorio avviare una nuova produzione del settore difesa nel sito di Pomigliano D’Arco. «Lavoriamo per favorire la crescita dei nostri siti produttivi generando occupazione stabile e qualificata nei territori in cui operiamo favorendo anche lo sviluppo della Supply chain», ha concluso.
IL CENTRO DI CONTROLLO
A Pomigliano viene assemblato il Samp-T che è un sistema d’arma molto evoluto ed integrato nella difesa aerea italiana: consta in un lanciatore che dispone di missili Aster 30, un centro di controllo connesso con la “catena” di comando della Forza Armata (giacché il lancio di un missile non è un’operazione che è demandata localmente) e un sistema radar (realizzato da Leonardo) per la copertura dello spazio aereo osservato, l’intercettazione di eventuali presenze ostili (missili, aerei, droni) e la cooperazione con il missile lanciato per raggiungere l'obiettivo ostile curandone la neutralizzazione.