Diesel e benzina alle stelle: automobilisti in fila a San Marino per risparmiare. “Qui costa molto meno”
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La benzina ieri in provincia ha toccato i 2 euro in alcuni distributori. L’impennata del diesel è arrivata a 2,15 euro. Per Federconsumatori: “Oltre a guerra e accise ripristinate, c’è anche speculazione”

San Marino: la pompa di carburanti Ip, situato a Fiorina di Domagnano. È il distributore con i prezzi più bassi della Repubblica (foto Pruccoli)

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Rimini, 25 luglio 2026 - Negli ultimi giorni San Marino sta registrando un aumento delle visite. Ma la ricetta vincente più che nel turismo va cercata nell’aumento repentino del costo dei carburanti in Italia.
Con differenze di prezzo alla pompa, tra i distributori nella provincia riminese e quelli sul Titano, che si aggirano sui 25 centesimi, a cui aggiungere per chi ce l’ha l’ulteriore sconto della SMac card, fare il pieno nell’antica Repubblica mostra un vantaggio economico fin troppo evidente. Quanto basta ad alimentare le file ai distributori, dove pazientemente si attende il proprio turno per risparmiare cifre non secondarie che possono superare i 10 euro a pieno, a seconda della capienza del serbatoio.
Per Federconsumatori l’aumento fin troppo veloce dei prezzi negli ultimi giorni è un campanello di allarme per una situazione che potrebbe mostrare importanti ripercussioni già nel mese di agosto.
Questo perché se nella provincia di Rimini un litro di diesel si paga mediamente tra i 2,099 euro e i 2,159 euro, il peso del carburante in famiglia si fa sentire. Anche per la benzina i prezzi sono cresciuti in modo molto veloce e nella giornata di ieri trovare un distributore dove un litro non superasse 1,90 euro era una vera impresa.
Costi alle stelle
I prezzi per la ‘verde’ si aggirano tra 1,90 a 2 euro, e in rari casi si è persino superata la soglia dei due euro. Con queste cifre il costo medio indicato da alcuni siti dove vengono riportati i prezzi alla pompa dei distributori sul territorio, si aggirava ieri su 1,955 euro.
Sul perché ci si ritrovi con simili aumenti in pochissimo tempo, Federconsumatori offre tre motivazioni principali.

In fila a San Marino per risparmiare
“Innanzitutto stiamo assistendo a un peggioramento delle condizioni in Iran, con tensioni che sanno coinvolgendo pesantemente i mercati internazionali” premette Graziano Urbinati presidente provinciale dell’associazione dei consumatori. Il costo del greggio è tornato a salire in modo vertiginoso, le borse accusano il colpo, lo stretto di Hormuz rimane un terreno di guerra ed infine a pagare il conto è che si ritrova davanti alla pompa al distributore perché rischia di rimanere a secco e non può fare altro che pagare.
“Questa situazione è tornata a preoccupare. Gli effetti sono sotto gli occhi di tutti, e vengono aumentati da un ulteriore fattore: il peggioramento della crisi medio orientale arriva mentre l’agevolazione prevista dal governo con un ridimensionamento delle accise sui carburanti, è terminata. Dunque, se sommiamo la mancanza del taglio delle accise e l’incremento del costo del carburante, l’effetto diviene importante”.
Aumento prima dei grandi esodi per le vacanze
Ma c’è anche una terza motivazione su cui Federconsumatori invita a riflettere e porre un freno. “Purtroppo storicamente assistiamo in piena estate, prima dei grandi esodi, a un aumento dei prezzi dei carburanti anche in mancanza di situazioni internazionali problematiche. Riteniamo che questi aumenti siano speculazioni, ed anche quest’anno oltre alle situazioni contingenti potrebbe esserci questa ulteriore motivazione a spiegare l’aumento dei prezzi”.
Per le famiglie sarà un peso in più da considerare nel momento in cui si salirà in auto per partire per la vacanza. Ma questo accadrà per i riminesi ed anche “per chi le vacanze intende trascorrerle in Riviera. E’ prevedibile che questi aumenti abbiano una ripercussione sulla capacità di spesa delle famiglie, e possano, in alcuni casi, portare a una contrazione del periodo di vacanza. In altre situazioni potrebbero verficarsi ulteriori privazioni durante le giornate in riviera, per contenere i costi. D’altronde - chiude Urbinati – i dati statistici si mostrano in modo chiaro la difficoltà crescente delle famiglie a sostenere i costi della vacanza, tanto che una su tre ci rinuncia”.
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