Di Pietro (Hisense): “Continuiamo a crescere a doppia cifra. I costi di produzione dei TV stanno andando alle stelle, ma il prezzo lo fa il mercato”
di Gianfranco Giardina -
24/07/2026 20:27 0
Ginaluca Di Pietro, amministratore delgato di Hisense Italia, traccia un bilancio per noi del primo semestre: risultati che in tutti i settori battono ampiamente un mercato che è in sofferenza, soprattutto per questioni macroeconomiche e geopolitiche. Ma nel frattempo Hisense continua ad aumentare le proprie quote di mercato, posizioni che, se mantenute per un annetto, tendono a diventare strutturali.
I Mondiali FIFA sono appena terminati con ascolti record, in considerazione del fatto che l'Italia, come purtroppo sappiamo, non si è qualificata e che alcuni match erano per noi in piena notte. L'ascolto medio delle partite RAI ha superato il 34% di share e la finale ha sfiorato il 70%: insomma, un ottimo risultato in una situazione certamente non favorevole, con l'Italia a casa. Una buona metafora della situazione di Hisense in Italia: la società continua a crescere a doppia cifra, malgrado un mercato difficile, a tratti addirittura ostile.
Per ricapitolare quanto successo nel primo semestre dell'anno, al mercato e ad Hisense, abbiamo incontrato Gianluca Di Pietro, amministratore delegato della filiale italiana, a margine della visione di una partita nel villaggio mondiale che la società, sponsor e partner tecnico della FIFA, ha allestito in un celebre locale estivo milanese.

Scelta azzeccata, non solo per la risposta del pubblico, ma anche perché la frequenza di ripetizione del logo Hisense è stata veramente altissima: impossibile vedere una partita intera senza essere veramente colpiti dalla presenza di Hisense, dal bordo campo alla sala VAR.
DDAY: Abbiamo appena perso alla challenge con lei per la migliore mira a calcio, qui al villaggio mondiale di Hisense. Insomma, è un periodo che le riesce tutto a meraviglia…Gianluca Di Pietro: "Se mi guardo indietro e rivedo me stesso, 15 anni fa, nel primo piccolo ufficio di Hisense nella campagna torinese, mi sembra tutto impossibile. Eravamo meno di 10 persone. Oggi più di 10 volte tanto, con tante sfide vinte. Ma preferisco concentrarmi sulle tante che ci si parano di fronte per il futuro…."

Di Pietro: "Il secondo trimestre si chiude con un altro dato positivo, quindi la crescita continua. Il cumulato del primo semestre dice che l'azienda cresce del 12%. È un 12% che si scompone diversamente a seconda delle linee di prodotto: il TV cresce del 6%, l'elettrodomestico da incasso del 37%, l'aria condizionata del 9%, il grande elettrodomestico a libero posizionamento del 14%. Sono tassi di crescita che, se rapportati ai mercati di riferimento, che fanno tutti peggio o molto peggio, dicono che in tutti i segmenti stiamo aumentando le quote di mercato".
DDAY: Partiamo dalla TV: che tipo di mercato è stato?Di Pietro: "Il mercato TV nel primo semestre è calato dell'1,8% a valore, mentre è cresciuto leggermente a quantità: il prezzo medio resta molto basso, a giugno chiudiamo a 355 euro. Quindi il mercato fa -1,8% a valore nei primi sei mesi e noi facciamo +6% con un peso di Hisense sempre in crescita…"
DDAY: E sull'incasso, dove il tasso di crescita è più alto?Di Pietro: "Sul built-in stiamo andando molto bene, con un +37%. Iniziamo a essere presenti nel mercato con quote significative: siamo tra il 5 e il 6% del totale business, non male per un brand ancora molto giovane in questo segmento".
DDAY: Passiamo ai climatizzatori: con questo caldo, ci aspettiamo un mercato in crescita…Di Pietro: "Non ho ancora i dati completi del primo semestre, ma il primo trimestre diceva -1%. Un mercato del clima nei primi tre mesi leggermente negativo, quindi, con aprile e maggio che non sono stati particolarmente brillanti; poi da giugno c'è stata un'impennata importante, così come a luglio. Nonostante questo andamento altalenante del mercato, noi facciamo +9%: continuiamo a crescere le quote in tutti i segmenti, e questa è la cosa che ci fa più piacere, perché avere continuità di crescita negli ultimi tre-quattro anni significa che c'è una base solida".
DDAY: Come vi posizionate sul price index rispetto alla concorrenza?Di Pietro: "Nel TV siamo intorno al 92-93%, nel freestanding un po' più alti, intorno al 95-96%. Sull'aria condizionata non abbiamo un valore puntuale, perché la maggioranza del mercato è quello professionale, che copre più dell'80% e non è monitorato".

Di Pietro: "Il Q1 lo abbiamo chiuso in modo molto importante, il Q2 è stato un trimestre più difficile per condizioni di mercato non favorevoli, soprattutto tra aprile e maggio. Confesso che ci aspettavamo un tasso di crescita più alto nel semestre, ma alla fine chiudiamo comunque con il +12% di cui abbiamo parlato prima. Il terzo trimestre lo vediamo bene, perché il mercato si è risvegliato da metà giugno, sia sul TV che sugli elettrodomestici che sulla climatizzazione. La proiezione per il Q3 è quindi positiva, e vedo una chiusura del 2026 comunque in crescita costante, come nella prima metà dell'anno".
DDAY: Quali sono le sue spiegazioni per il rallentamento del secondo trimestre?Di Pietro: "Numero uno: i mercati sono partiti molto tardi, sia TV che elettrodomestici, e questo ha lasciato uno stock vecchio molto pesante sul canale distributivo. Noi probabilmente abbiamo pagato un po' lo scotto di essere arrivati presto sul mercato con le nuove gamme, quando il mercato era ancora bloccato dal punto di vista dei numeri e c'era ancora molta gamma vecchia dei competitor a prezzi aggressivi. Poi ci sono fattori macroeconomici: era il periodo delle tensioni sui dazi USA, e in periodi stagionali non favorevoli, quando arrivano notizie negative dall'estero, i consumatori tendono ad avere un atteggiamento più prudente e a ritardare la spesa. Detto questo, nel TV il primo semestre a quantità si chiude comunque a +4%: si sono venduti più pezzi, anche se il prezzo medio, l'abbiamo detto, continua a scendere".
DDAY: Ecco, appunto, com'è possibile che il prezzo medio dei TV, 355 euro a giugno, sia così basso? Siamo quasi i fanalini di coda in Europa…Di Pietro: "Spero che quel prezzo di giugno sia tra i più bassi dell'anno, perché è oggettivo che tutti i costi dei prodotti stanno salendo, e lo vediamo già sulle nuove gamme di tutti i competitor sul mercato. Questo probabilmente creerà forti pressioni sui margini, sia della distribuzione che dei produttori, ma almeno dovrebbe far invertire la tendenza del prezzo medio".

Di Pietro: "Onestamente, ci stiamo provando a trasferire a valle una parte di questi costi, ma non è facile. I rincari arrivano sia dalle memorie che da alcune componentistiche del TV; ma anche lo shipping ci sta dando turbolenza: riceviamo settimanalmente un report dalla Cina che ci segnala aumenti dei costi di trasporto di 100, 200, 300, 400 euro. Ma poi è il mercato a fare il prezzo, e in questo momento non ci sono grandi margini per scaricare gli aumenti a valle. Ne soffriamo nei nostri conti. E qui c'è la differenza: chi ha le spalle larghe sul mercato TV difficilmente sarà quello che alza i prezzi per primo; e se il leader di mercato non aumenta, il mercato si livella verso il basso. Infatti il warning per il 2026 non riguarda tanto il fatturato o la crescita delle quote, quanto la profittabilità del business: questa è l'area più critica. Per aziende come la nostra, però, questo è il campo di gioco: ci devi stare e devi fronteggiarlo".
DDAY: OK, prevediamo grandi manovre sul mercato. Parliamo ora della tecnologia RGB LED, lanciata da Hisense in Italia a ottobre 2025. Che bilancio ne fate? Viene riconosciuta dai consumatori? O è presto per un bilancio?Di Pietro: "Siamo stati il primo brand in Italia a lanciare un prodotto con tecnologia RGB, anche se si tratta di un grandissimo 116 pollici. Oggi ha ancora quote molto basse nel mercato italiano, ma abbiamo visto che tutti i player si sono mossi dopo di noi per proporre questa tecnologia. Uno studio di Omdia proietta l'RGB al 13% del valore del business a livello mondiale entro il 2030, contro il 9% dell'OLED: se questi dati sono corretti, significa che sarà una delle tecnologie più importanti del segmento premium, e noi l'abbiamo lanciata per primi. In questi giorni siamo in distribuzione con la serie U RGB, che porta la stessa tecnologia RGB a un prezzo al pubblico più vicino alla pancia del mercato: è ancora presto per parlare di risultati di sell-out, ma l'accettazione da parte del retail è buona".
DDAY: C'è il rischio che l'innovazione RGB non venga percepita e quindi valorizzata dagli utenti finali?Di Pietro: "Nel mondo TV le innovazioni si sono sempre divise in due: quelle che riesci a far pagare e quelle che alla fine regali allo stesso prezzo di prima. Il problema dell'RGB è che non è come lo schermo piatto o lo schermo grande, che si vedono a colpo d'occhio: va spiegata, richiede formazione in negozio, tocca temi come fiducia e affidabilità del prodotto che non sono immediati da comunicare. Temo che siamo partiti da pionieri ma finiremo per subire la pressione competitiva quando la tecnologia arriverà nella fascia media. Per questo cercheremo di dare quanto più valore possibile alla comunicazione: abbiamo anche il dovere di fare un lavoro di formazione sul mercato, e lo faremo".
DDAY: Sui formati più grandi, pensiamo ai televisori da 100 pollici, che risposta state avendo?Di Pietro: "Le performance sui 100 pollici sono state inimmaginabili. È un segmento ancora piccolo rispetto ai circa 3 milioni e mezzo di televisori venduti ogni anno in Italia, ma il sell-out è stato qualcosa di molto importante, e credo che siamo il primo brand su questo segmento".
DDAY: Come si sta muovendo la distribuzione tra online e negozio?Di Pietro: "Per grandi numeri manteniamo un 80-20 a favore del negozio: è ancora la stragrande maggioranza degli italiani a comprare in un punto vendita fisico. Ci sono ovviamente picchi promozionali, penso al Black Friday, dove l'online si esprime con tassi più alti, ma la media resta 80-20. All'interno della distribuzione fisica, però, ogni catena e ogni singolo punto vendita ha le sue peculiarità: spesso il ragionamento va fatto proprio sulla base del singolo negozio, perché due punti vendita della stessa insegna, anche vicini geograficamente, possono avere mix di prodotto completamente diversi. È un tema che per noi resta molto caldo e su cui torneremo più avanti".
DDAY: Per chiudere, come vede l'evoluzione del settore nei prossimi mesi?Di Pietro: "Siamo focalizzati sulla nostra proposta e il team sta facendo un lavoro importante sul rafforzamento della parte commerciale. Vedo due grandi criticità nel mercato in questo momento: da un lato chi ha pensato di poter fare questo mestiere senza il controllo della produzione dei componenti fondamentali; dall'altro, sul fronte retail, il rischio di inseguire l'online perdendo di vista l'asset vero, che restano i negozi fisici. Sul nostro fronte, la sfida resta la stessa: crescere in modo costante su tutti i segmenti, difendendo per quanto possibile la marginalità in un contesto di costi crescenti lungo tutta la filiera".
© riproduzione riservata
Resta aggiornato sugli ultimi articoli di DDay.it
TV e Video Mercato
0 Commenti
Copyright © 2026 DDay.it - Scripta Manent servizi editoriali srl - Tutti i diritti sono riservati - P.IVA 11967100154