Denise Cosco, sentito il compagno (unico presente in casa): indagini sulle ultime ore della figlia di Lea Garofalo, sequestrati due cellulari

È stato sentito ieri (14 settembre) dal pm di Velletri Domenico Vicario, come persona informata sui fatti, il compagno di Denise Cosco, figlia di Lea Garofalo, la testimone di giustizia che pagò con la vita la scelta di ribellarsi alla 'ndrangheta. L'uomo era l'unico presente nell'abitazione di Ariccia quando la 35enne si è lanciata dal terzo piano.

L'inchiesta, coordinata dal procuratore capo di Velletri Carlo Villani, procede al momento per istigazione al suicidio contro ignoti, con le indagini affidate ai carabinieri del Nucleo Investigativo di Frascati. Gli inquirenti puntano a ricostruire nel dettaglio le ultime ore di vita di Denise, morta giovedì in ospedale a Roma a causa delle gravissime ferite riportate dopo la caduta di domenica scorsa.

Il sopralluogo e il sequestro dell'appartamento

Nei giorni scorsi i pm della Procura di Velletri, insieme ai carabinieri, avevano effettuato un sopralluogo nella casa di Ariccia dove Denise viveva con il compagno.

Il provvedimento di sequestro è arrivato al termine di un accurato sopralluogo dei carabinieri, che ha portato al ritrovamento di un secondo telefono cellulare, considerato un elemento chiave per ricostruire gli ultimi momenti della donna. Il dispositivo non era stato tracciato nelle prime fasi dei soccorsi e ora, insieme al primo telefono già acquisito, sarà analizzato dagli inquirenti per verificare gli ultimi contatti avuti dalla 35enne prima della tragedia.

L'appartamento resterà a disposizione della magistratura per permettere alla sezione investigativa di eseguire ulteriori accertamenti e rilievi tecnici all'interno delle mura domestiche.

L'autopsia

Venerdì è stato eseguito l'esame autoptico sul corpo di Denise, morta a 35 anni, la stessa età che aveva la madre quando fu uccisa.

L'esame serve a chiarire con precisione le cause del decesso e a verificare se vi siano eventuali responsabilità di altre persone nella vicenda. quotidiano

Il compagno e l'audizione

Come riferito, il compagno di Denise – l'unico presente in casa al momento del fatto – è stato ascoltato dal pm Vicario come persona informata sui fatti. Nei giorni scorsi gli inquirenti avevano scelto di rinviare l'audizione perché l'uomo si trovava sotto choc; la sua testimonianza è considerata fondamentale per ricostruire la dinamica e le ore precedenti alla caduta.

Il ricordo della madre e la voce della famiglia

A rompere il silenzio sulla vicenda è stata la zia di Denise, Marisa, che sui social ha pubblicato quella che di fatto è la prima immagine pubblica del volto della nipote, accompagnandola con un messaggio toccante sulla libertà ritrovata.

Anche il mondo della magistratura ha voluto esprimere vicinanza alla vicenda: i magistrati di Unicost hanno definito la scomparsa di Denise "una sconfitta per l'intera società".

Il legame con la storia di Lea Garofalo

Lea Garofalo aveva scelto di rompere con il contesto della 'ndrangheta nel quale era cresciuta, lasciando Carlo Cosco nel 1996 dopo il suo arresto, e dal 2002 aveva iniziato a raccontare agli investigatori ciò che sapeva di omicidi ed estorsioni legati all'ambiente criminale. Con lei, per anni, anche Denise aveva vissuto sotto protezione. La donna fu uccisa nel 2009: a toglierle la vita, secondo quanto accertato in sede giudiziaria, l'ex compagno e padre di Denise, Carlo Cosco, insieme ad altri complici legati alla cosca calabrese.

I prossimi passi dell'inchiesta

Gli inquirenti attendono ora gli esiti dell'analisi sui due cellulari sequestrati e i risultati dell'autopsia per chiarire l'esatta dinamica di quanto avvenuto nell'abitazione di Ariccia. L'inchiesta resta aperta contro ignoti, formula tecnica necessaria in questa fase per consentire ai pm di svolgere tutti gli accertamenti del caso, comprese eventuali intercettazioni e perizie informatiche sui dispositivi.


Ultimo aggiornamento: martedì 15 settembre 2026, 05:00

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