De Pascale: “Gaza come la Riviera romagnola? Ha offeso tutta la nostra regione, vergogna. Sappiamo cos’è la guerra”

Ancona, 16 ottobre 2026 – La consigliera comunale di Fratelli d’Italia, Maria Grazia De Angelis, ha paragonato la situazione della Striscia di Gaza con la Riviera romagnola. Lo ha fatto lunedì scorso durante una seduta consiliare per introdurre la sua mozione che impegnava il sindaco di Ancona ad assumere ogni iniziativa possibile per difendere i Cristiani perseguitati nel mondo: “Circa 388 milioni di cristiani sono attualmente perseguitati in tutto il mondo, uccisi, privati della libertà, stuprati e relegati in zone che Gaza a confronto sembra una Riviera romagnola” aveva detto. Un paragone incendiario su un argomento sensibile per l’opinione pubblica quello proferito al microfono dalla De Angelis che come primo effetto ha prodotto un notevole risultato politico: compattare per la prima volta in più di tre anni l’opposizione di centrosinistra, da Mandarano a Rubini, il primo a uscire dall’aula, seguito poi da Carlo Pesaresi e, dopo il dibattito, da tutta la minoranza. Parole che non sono piaciute almeno a una mezza dozzina di consiglieri di centrodestra, anche loro decisi a uscire dall’aula, ma poi consigliati a rientrare dai rispettivi coordinatori per garantire il numero legale e dunque votare quella mozione che alla fine è passata con 19 voti favorevoli e 1 astenuto (Andreani di Ripartiamo dai Giovani). Ma la frase incriminata ha passato i confini marchigiani infastidendo anche il governatore dell’Emilia Romagna Michele de Pascale: l’intervista.

Le parole di Maria Grazia De Angelis, consigliera comunale di Fratelli d'Italia ad Ancona hanno scatenato la protesta delle opposizioni di centrosinistra, che hanno abbandonato l'aula prima del voto

Le parole di Maria Grazia De Angelis, consigliera comunale di Fratelli d'Italia ad Ancona hanno scatenato la protesta delle opposizioni di centrosinistra, che hanno abbandonato l'aula prima del voto

Presidente de Pascale, lei ha preso subito una posizione critica, ma cosa ha pensato quando ha ascoltato le frasi della consigliera comunale di Ancona, De Angelis di Fdi?

"Ho dovuto riascoltarle tre volte perchè non mi capacitavo che fossero state davvero pronunciate”.

E quando ha capito che era tutto vero?

"Che non mi sembrava possibile riuscire a fare un simile accostamento. E poi con quale diritto questa consigliera tira in ballo la mia regione e in particolare la Riviera romagnola. Ha offeso due volte: offende Gaza, con oltre 80mila vittime documentate del massacro messo in campo dal governo criminale di Netanyahu. E offende l’Emilia-Romagna, la sua storia e la memoria di un territorio che conosce bene il dramma della guerra, dei bombardamenti e delle città semidistrutte. Non si permetta di pronunciare la parola Emilia-Romagna in maniera così vergognosa”.

L’ha colpita molto.

“Mi ha fatto male. Sono di Cervia e vengo da una provincia che sa cosa significa essere bombardati. Sulla costa ci sono ancora i bunker. Insomma sappiamo cos’è anche se riguarda le precedenti generazioni che hanno vissuto direttamente quella tragedia. E, comunque, è sempre brutto fare paragoni”.

L’ha colpita che quanto accaduto arrivi da una regione confinante e molto legata alla sua?

“La responsabilità è solo e soltanto di chi ha pronunciato quelle parole non certo dei marchigiani”.

Comunque la consigliera De Angelis poche ore dopo ha detto che si trattava solo di una battuta.

“E’ ancora peggio. Non si possono fare battute quando si parla di temi così delicati. Non si scherza su una tragedia umanitaria di questo tipo”.

Ha avuto modo di sentire il suo collega marchigiano Francesco Acquaroli?

“No. Con il presidente abbiamo un rapporto di cordialità visto che le nostre due regioni lavorano molto insieme su vari dossier. E poi bisogna distinguere il ruolo istituzionale da quello prettamente politico. In questo caso dovrebbe essere Fdi a scusarsi per quanto detto da una sua rappresentante”.

Presidente, restando in Medio Oriente, in parlamento si sta approvando il disegno di legge sull’antisemitismo: il Pd è diviso?

"Prima vorrei dire che è l’ennesima occasione persa. Si sarebbe potuti arrivare, con piccoli accorgimenti, a un voto unanime ma così non è. Anche in questo caso la maggioranza al governo non ha fatto nulla per carcare l’unità del parlamento. Io lavoro sempre per cercare, su determinati temi, di trovare un consenso bipartisan. Ripeto, bastavano piccole modifiche per essere tutti insieme”.

Questo non è accaduto e ora il suo partito è diviso.

"Davanti ad emendamenti non accolti alla fine possono venire fuori delle sensibilità diverse all’interno del Pd. Si è preferito, davanti a una possibile unità, giocare sui tatticismi”.

Forse scontato visto che si è ormai in campagna elettorale e il governo aveva sicuramente l’intenzione si far emergere le vostre divisioni.

"Se è per questo in Italia siamo sempre in campagna elettorale. E davanti a simili scenari preferiscono tenere da parte i tatticismi e puntare sull’unità soprattutto su certi temi. E comunque alla base di tutto sulla questione tra Istraele e la Palestina c’è stata una grande incapacità da parte dell’Italia e dell’Europa dove noi siamo in maggioranza. E’ mancata quella presa di posizione forte che si è vista nei confronti della Russia”.