De Giovanni, i ventenni vivono guerra, topi a Gaza, il Mediterraneo tomba - Notizie - Ansa.it
I ventenni di oggi vivono "una guerra in Europa, con un Paese che ne ha aggredito un altro con le bombe; hanno visto Gaza: decine di migliaia di morti, bambini bombardati nelle loro case. Oggi Gaza ha il problema dei topi che aggrediscono i bambini, nessuno lo dice, ma i ragazzi di venti anni lo vedono. Hanno visto il Mediterraneo diventare una tomba, migliaia e migliaia di morti. Non fa più nemmeno notizia.
Dispersi...". Così lo scrittore Maurizio de Giovanni ha analizzato la condizione dei ventenni di oggi paragonandola a coloro che negli anni '70, '80 avevano la loro stessa età.
L'analisi è scaturita nel corso della presentazione del suo ultimo libro "Il tempo dell'orologiaio", alla libreria Lovat di Villorba (Treviso). Libro che si sofferma, tra l'altro, proprio sui giovani degli Anni di Piombo.
All'epoca, ha specificato de Giovanni, "l'impegno sociale era forte ed era condiviso. Era quasi obbligatorio schierarsi", oggi "quanti ragazzi conosciamo impegnati in politica?". Lo scrittore ha anche messo in evidenza una certa grossolanità nelle riflessioni degli adulti di oggi sui giovani: "Se penso, dalla mia veneranda età, ai ventenni e ai trentenni di oggi, mi sembrano tutti giovani", indistintamente, ma la differenza invece è enorme. "I trentenni di oggi hanno vissuto ancora con una immagine di mondo ottimista". Ai ventenni, invece, il Covid ha "amputato amicizia, amore, sesso, lo stare insieme, il divertirsi, lo spirito di squadra, il tradimento: quelle esperienze formative che abbiamo imparato al liceo, e che sono state sostituite con due anni davanti a un computer, chiusi in una stanza".
De Giovanni ha infine anche risposto, a titolo personale, a una domanda del pubblico proprio sull'impegno sociale: "Questo romanzo" ne è una testimonianza: una storia scomoda che tratta, oltre agli Anni di Piombo, soprattutto dell'Entità, il servizio segreto della Chiesa. Una storia ispirata da una vicenda vera.
"Sono un autore molto fortunato - ha aggiunto de Giovanni - vendo moltissime copie" e da alcuni libri sono state tratte "serie televisive che sono molto seguite. Se faccio Il commissario Ricciardi, I Bastardi di Pizzofalcone, Sara - più di un ciclo - posso alimentare la mia famiglia dei carboidrati giusti. Perché scrivo allora questo romanzo? Chi me lo fa fare, sapendo che sicuramente mi renderà meno simpatico a moltissimi lettori che invece amano molto Ricciardi? Questi lettori avranno dei dubbi su di me, mi è stato detto", ha ammesso l'autore napoletano. "Se sapeste che cosa mi hanno scritto, che cosa mi scrivono in privato, su Messenger e altrove, capite che non me lo faceva fare nessuno". Dunque qual è la ragione? "Io devo migliorare il metro quadrato intorno a me. Dobbiamo tutti migliorare il metro quadrato intorno a noi, perché se ci riusciamo, qualcosa succede, e cerchiamo di invertire la tendenza".
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