Dazi, Trump rimborsa 100 miliardi di dollari a migliaia di aziende: vola l'utile di Nintendo

Il "Giorno della liberazione" è costato a Donald Trump e all'amministrazione statunitense già 100 miliardi di dollari in rimborsi. Il 2 aprile 2025 il tycoon aveva annunciato dazi indiscriminati per riequilibrare la bilancia commerciale o per imporre una svolta politica e geopolitica in determinati scacchieri. Le tariffe sono però state bocciate dalla Corte suprema statunitense e così Washington si è vista costretta a restituire, con gli interessi, quanto aveva guadagnato.

La base legislativa

La cifra al momento versata, equivalente a 86,6 miliardi di euro, rappresenta circa il 60 per cento di tutti i dazi incassati dall'amministrazione sulla base del pretesto legislativo utilizzato da Trump come base giuridica. Si tratta dell'International emergency economic powers act (Ieepa). Questa legge del 1977 permette al presidente di "regolare" il commercio in caso di determinate situazioni di emergenza. Un'eventualità che i giudici della Corte suprema non hanno riscontrato.

I rimborsi

Dal 20 aprile 2026 è stato attivato il portale Consolidated administration and processing of entries attraverso il quale migliaia di aziende hanno presentato le richieste di rimborso. Secondo le stime dell'Us Customs and border protection, Washington dovrà restituire 166 miliardi di dollari (circa 140 miliardi di euro) in totale. A questa cifra si dovranno aggiungere gli interessi. 

Le aziende che hanno fatto richiesta

Tra le aziende che hanno fatto richiesta perché colpite dalle tariffe illecite di Trump ci sono grandi multinazionali come Amazon e Nintendo. La società fondata da Jeff Bezos ha ottenuto circa 600 milioni di dollari (519,7 milioni di euro). Anche Nintendo, l'azienda giapponese che sviluppa videogiochi come Super Mario, ha battuto cassa. La società ha dichiarato che gli utili trimestrali (fino a giugno) sono aumentati del 53,5 per cento raggiungendo i 147,4 miliardi di yen (809 milioni di euro). Un risultato di gran lunga superiore alle aspettative e legato ai rimborsi ricevuti. Gli analisti, infatti, prevedevano utili pari a 77,8 miliardi di yen.