Davide Cavallo accoltellato e reso invalido, l'abbraccio con gli aggressori: «Noi sei legati da un evento orribile, possiamo starci vicini»
Un lungo abbraccio ha chiuso il nuovo incontro tra Davide Cavallo, lo studente della Bocconi rimasto paralizzato dopo l'aggressione subita in corso Como, e tre dei cinque ragazzi che quasi un anno fa lo hanno rapinato e accoltellato. La scena si è consumata nel cortile del Tribunale per i minorenni di Milano, al termine della seconda udienza del procedimento penale a carico dei tre imputati, minorenni all'epoca dei fatti.
«Legati da un evento orribile»
A margine dell'udienza, Cavallo ha provato a spiegare cosa lo lega ormai ai suoi aggressori: «Ormai non credo sia più un fenomeno mediatico», ha detto, come riporta il Corriere della Sera, «siamo legati da un evento orribile tutti e sei». E ha aggiunto: «Ogni volta che li vedo so che possiamo starci vicini, se vogliamo, e questo è il percorso che tutti mi sembra abbiamo deciso di intraprendere». Lo studente ha raccontato di aver colto, in ciascuno dei tre ragazzi, qualcosa in più rispetto al passato: «Un pochino di più le risorse, non la volontà, ma le risorse per affrontare un percorso come si deve e per parlarmi con sincerità e con presenza».
Sul significato che l'esperienza in carcere e in comunità sta avendo per i tre giovani, Cavallo ha aggiunto: «I ragazzi sanno che, dal punto di vista istituzionale e per la loro vita pratica, non sono criminali.
Non sono relegati a un contesto in cui vengono considerati come tali per sempre, e questo forse è il primo inizio di vedere la propria vita oltre questo avvenimento e oltre quel gesto».Accoltellato per una rapina da 50 euro
Cavallo fu aggredito nella notte del 12 ottobre 2025 e rischiò di morire dissanguato dopo essere stato accoltellato per un bottino di appena 50 euro. Dei cinque coinvolti, i tre minorenni si sono resi responsabili della rapina e delle percosse — calci e pugni — mentre il fendente che ha reso invalido lo studente sarebbe stato inferto da Alessandro Chiani, 20 anni, di Monza, già giudicato separatamente e condannato in primo grado a 20 anni di reclusione. Condannato anche l'altro maggiorenne coinvolto, Ahmed Atia, anche lui di Monza, a 10 mesi e 10 giorni.
Per il procedimento a carico dei tre minorenni, invece, il Tribunale ha disposto anche per l'ultimo dei tre il trasferimento dal carcere minorile Beccaria a una comunità protetta, come già avvenuto nei mesi scorsi per gli altri due. Cavallo, dal canto suo, si è detto disponibile a incontrare in sede protetta tutti e cinque i suoi aggressori nell'ambito di un percorso di giustizia riparativa.
Ultimo aggiornamento: giovedì 3 settembre 2026, 07:25
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