Data Center nel mirino dei residenti: “Enormi consumi di energia e acqua”
Raccolta di firme contro l’impianto di San Bovio (Peschiera). E a Lacchiarella pressing contro il futuro campus

San Bovio: il futuro impianto, “un edificio alto 19 metri e con camini di 25 metri”

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Peschiera Borromeo (Milano) – Data center: crescono preoccupazioni e perplessità, da parte della vox populi, di fronte al proliferare di questi impianti nel Milanese. “Enormi consumi di energia e risorse idriche, inquinamento acustico, eccessiva vicinanza alle case e al fontanile Gambarone”. Con queste motivazioni, ha già raccolto oltre 2.200 firme la petizione promossa da alcuni cittadini, sulla piattaforma change.org, contro il costruendo Data center di San Bovio, frazione di Peschiera Borromeo dove il futuro impianto per la gestione dei flussi informatici sorgerà sulle ceneri dell’ex Postalmarket.
La petizione
“Si tratterà di un grande edificio alto 19 metri e con camini di 25 metri - rimarcano i promotori della petizione -. Non dimentichiamo l’inquinamento acustico, l’illuminazione notturna e l’impatto visivo in un’area adiacente al Parco agricolo Sud Milano”. “È noto - proseguono i cittadini - che la costruzione di un Data center porta con sé un notevole consumo di energia e richiede una quantità significativa di risorse idriche per il raffreddamento dei server: è infatti previsto un enorme consumo di acqua dalla falda superficiale, che andrà a impattare anche sul fontanile Gambarone. Le emissioni di anidride carbonica derivanti dalla combustione del gasolio rilasceranno nell’aria anche un notevole calore misto a umidità. Questo contribuirà all’inquinamento atmosferico e al cambiamento climatico, con l’inevitabile innalzamento della temperatura circostante; un fattore che sarà devastante nel periodo estivo”.
L’altra mobilitazione
In fermento anche i cittadini del Sud-Ovest Milanese. Dopo il sit-in dello scorso luglio, proseguono le proteste di una parte della popolazione contro il futuro campus Data center che sorgerà tra Lacchiarella e Zibido San Giacomo. In prima linea il Comitato ciarlasco per la tutela del territorio; nel mirino consumo di suolo e sovraccarichi elettrici. “Siamo di fronte a una svendita totale dei territori, dell’ambiente e della salute - dichiarano i membri del comitato, estendendo il discorso anche ad altre aree geografiche -. In Italia, presso Terna, ci sono richieste di allaccio per 529 nuovi data center, per una potenza elettrica totale di oltre 95 gigawatt. Nella sola Lombardia le richieste di nuovi data center sono 166, per un totale di oltre 44 gigawatt. Sono numeri da spavento. Bisogna mobilitarsi”.Comitati e movimenti stanno sorgendo da più parti, in attesa della prima manifestazione nazionale, che si terrà il 10 ottobre a Milano-
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