Dario Fo, dieci anni dopo: largo intitolato all’artista sopra la fermata M4-Sforza
Milano – La regola parla chiaro: per intitolare un luogo della città a un uomo o a una donna bisogna aspettare 10 anni dalla sua morte.
La Giunta comunale guidata dal sindaco Giuseppe Sala si è annotata che Dario Fo è morto il 13 ottobre 2016 e il prossimo 13 ottobre è pronta a dedicare al Premio Nobel per la letteratura un largo in via Francesco Sforza, di fianco alla facciata posteriore dell’università Statale, in quello spazio che è stato creato dai lavori di superficie per la fermata M4 Sforza-Policlinico.
Un tributo considerato doveroso dall’amministrazione comunale di centrosinistra per l’autore di “Mistero Buffo“, uno degli artisti più poliedrici dell’Italia del Secondo Dopoguerra, un uomo che con le sue opere e con le sue parole, in teatro, sui testi, in televisione, ha caratterizzato la vita pubblica milanese e italiana dal punto di vista artistico ma anche politico.
Fo è stato fino all’ultimo un uomo di sinistra, anche se qualche detrattore ha continuato a ricordare fino all’ultimo il suo arruolamento volontario nelle file dell’esercito fascista della Repubblica sociale italiana, dopo l’8 settembre 1943, prima nel ruolo di addetto alla contraerea a Varese e successivamente come paracadutista nelle file del “Battaglione Azzurro” di Tradate.
Un fatto che l’artista, a posteriori, ha ammesso, ma sempre negando di essere stato fascista. Tant’è. A Fo e alla moglie Franca Rame, anche lei scomparsa, era già stata intitolata la Palazzina Liberty all’interno del parco di largo Marinai d’Italia il 13 ottobre 2017, nel primo anniversario della morte dell’attore, regista, scrittore e attivista politico.
Il primo passaggio ufficiale sarà la richiesta della Giunta comunale, con atto firmato dall’assessore alla Cultura, con delega alla Toponomastica Tommaso Sacchi, al Municipio 1 per un parere sull’intitolazione del largo in via Francesco Sforza, davanti ai civici 39 e 41, a Dario Fo. Il parere positivo da parte del “parlamentino“ del centro storico appare scontato. A quel punto, prima del prossimo 13 ottobre, Sacchi porterà in Giunta la delibera per far diventare la proposta realtà, cioè atto amministrativo approvato dall’esecutivo di Palazzo Marino.
La cerimonia di scoprimento della targa con il nome dell’artista milanese nato il 24 marzo 1926 dovrebbe svolgersi proprio nel giorno del decimo anniversario della morte, dunque il 13 ottobre. Il 2026 è anche l’anno del centenario dalla nascita di Fo, caduta lo scorso 24 marzo. Da quel giorno sono iniziate le celebrazioni dell’artista, a cui ora si sovrapporrà anche il decennale dalla morte. Nell’ambito del centenario, il 12 e 13 ottobre, a Milano, si svolgerà un convegno internazionale dedicato a Fo. Convegno che poi si sposterà a Pisa, a Roma e, infine, in Umbria.
Non solo. Sono in programma tre mostre sul Premio Nobel per la letteratura, in cui sarà raccontato e mostrato anche il Dario Fo pittore. il film “Lo svitato“ del 1956 – il cui protagonista è lo stesso Dario – è stato riproposto al Festival di Bari a Francoforte e al Festival di Montone e ha allargato lo sguardo sulla registrazione degli spettacoli per raccontare il rapporto di Dario e Franca con il grande schermo.