Dal Maìa a Èros: quando la qualità attraversa tutta la gamma Siddùra - L'Unione Sarda.it

Superare quota mille riconoscimenti internazionali e, nello stesso momento, scegliere di presentare al mercato un vino destinato a rompere uno degli schemi più consolidati della cultura enologica italiana potrebbe apparire un azzardo. Per Siddùra, invece, è la naturale conseguenza di un percorso. I 1.044 premi conquistati dalla cantina gallurese rappresentano il punto più alto di una storia costruita sulla qualità, ma non hanno segnato un traguardo. Al contrario, hanno coinciso con l'avvio di una nuova sfida: Èros, il rosso creato per essere servito fresco: un progetto importante, consolidato dopo due anni di studio e ricerca. Lanciato recentemente sul mercato ha già raccolto il consenso di critica e consumatori. È proprio in questa scelta che si può leggere la filosofia della cantina. Perché una realtà che decide di innovare quando avrebbe tutte le ragioni per limitarsi a valorizzare ciò che ha già conquistato, dimostra di considerare la qualità non come un risultato da difendere, ma come un processo in continua evoluzione. I numeri raccontano un percorso difficilmente riconducibile a un singolo vino o a una singola annata. I 1.044 riconoscimenti ottenuti da Siddùra sono distribuiti lungo l'intera gamma, segno di una continuità qualitativa che rappresenta uno degli elementi distintivi della cantina. Maìa guida il medagliere con 163 premi, seguito da Spèra (143), Fòla (125), Bèru (107) e Nudo (105), mentre anche le altre etichette hanno contribuito, anno dopo anno, a costruire un patrimonio di riconoscimenti che oggi supera quota mille. Questa distribuzione racconta un dato tutt'altro che scontato. Siddùra ha costruito un'identità fondata sulla qualità complessiva della propria produzione. Ogni vino nasce con una propria personalità, ma tutti condividono lo stesso approccio: ricerca agronomica, attenzione al vigneto, precisione enologica e rispetto dell'identità del territorio. È su queste basi che si sono costruiti alcuni dei risultati più significativi della storia della cantina. Le tre medaglie di Platino conquistate nello stesso anno ai Decanter World Wine Awards, che hanno reso Siddùra l'unica cantina italiana a raggiungere questo traguardo nella stessa edizione, rappresentano uno dei passaggi più emblematici. Così come i numerosi titoli di miglior Vermentino ottenuti, negli anni, da Maìa, Spèra e Bèru nelle principali competizioni dedicate al Vermentino di Gallura. Negli ultimi mesi il percorso si è ulteriormente arricchito con i riconoscimenti attribuiti ai rosati. Nudo e A'Mare hanno ottenuto il punteggio di 96/100 dalla guida Rosa Rosati Rosé, conquistando rispettivamente la Rosa d'Oro e la Gran Menzione, a conferma della capacità della cantina di distinguersi anche in una tipologia oggi tra le più dinamiche del panorama enologico. A questi risultati si è aggiunto il riconoscimento dell'Indice Bigot, che ha certificato la qualità del lavoro svolto nei vigneti, ribadendo come l'eccellenza del vino inizi molto prima dell'ingresso in cantina. Ed è proprio a questo punto che torna Èros. Non come una semplice novità di gamma, ma come la dimostrazione che un'identità forte non limita la capacità di innovare. Ideare un rosso da servire fresco significava proporre una lettura nuova del consumo contemporaneo, senza rinunciare ai principi che hanno accompagnato Siddùra fin dalla sua nascita. Il riscontro ottenuto nel canale Horeca, dove il vino ha trovato rapidamente spazio nelle carte di ristoranti, wine bar e strutture ricettive, conferma che quella intuizione rispondeva a un'esigenza reale del mercato. In questa prospettiva, i 1.044 premi assumono un significato diverso. Non rappresentano soltanto la certificazione di quanto è stato fatto, ma la credibilità necessaria per continuare a sperimentare. Siddùra, oggi, ha dimostrato che la qualità non consiste nel ripetere ciò che ha già funzionato, ma nel trovare il coraggio di aprire nuove strade senza perdere il legame con la propria storia.

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