Bonus, quali sono quelli poco conosciuti e meno utilizzati in Italia
Introduzione
Tra i diversi bonus previsti nel 2026 ce ne sono alcuni che sembrano quasi "nascosti" o comunque che sono molto meno richiesti e presi in considerazione rispetto ad altri. Nell'ampia gamma di agevolazioni economiche rivolte ai cittadini esiste, infatti, anche una serie di contributi specifici che viene poco utilizzata, in parte a causa di una comunicazione istituzionale non del tutto efficace, anche quando possono essere fruiti in automatico e senza presentare domanda. Ecco, tra le altre, alcune delle misure attive meno conosciute.
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Quello che devi sapere
Il bonus Tari 2026
Le famiglie con Isee al di sotto dei 9.530 euro, o sotto i 20mila euro per i nuclei con quattro o più figli, hanno diritto in automatico al bonus Tari, riduzione del 25% sulla tassa dei rifiuti. Lo sconto viene riconosciuto una volta all'anno e le condizioni di accesso sono le stesse già previste per i bonus sociali di luce, gas e acqua. Il fatto che non sia necessario presentare domanda non significa che i cittadini non debbano fare nulla: essendo il bonus legato all'Isee, bisogna presentare ogni anno la Dsu. L'agevolazione viene poi riconosciuta l'anno successivo.
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Come si ottiene lo sconto sulla tassa dei rifiuti
Nella maggior parte dei casi lo sconto compare direttamente nell'avviso di pagamento della Tari emesso dal gestore. Ma può anche succedere che il bonus venga corrisposto con un pagamento diretto al beneficiario, ad esempio tramite bonifico bancario, assegno o altro strumento tracciabile.
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Il bonus affitto giovani (under 31)
I giovani che intendono prendere in affitto una casa possono beneficiare di una detrazione Irpef se soddisfano determinati requisiti. In particolare un'età compresa tra 20 e 31 anni non compiuti un reddito complessivo non superiore a 15.493,71 euro e un contratto di locazione registrato per un immobile diverso dalla residenza dei genitori. La detrazione si calcola applicando il 20% del canone annuo e riguarda un minimo riconosciuto di 991,60 euro all’anno (se il 20% è inferiore) e un massimo di 2 mila euro all’anno di detrazione. La misura si può utilizzare fino a 4 anni consecutivi, a condizione che continuino a sussistere i requisiti anagrafici, reddituali e contrattuali.
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I dettagli relativi al bonus giovani
La detrazione va dichiarata nella dichiarazione dei redditi nel quadro dedicato alle spese per canoni di locazione. Non è necessario allegare alcuna documentazione alla dichiarazione, ma i documenti vanno conservati in caso di controlli. È opportuno tenere da parte il contratto di affitto registrato, la ricevuta di registrazione, il certificato di residenza oppure ancora un’autocertificazione, oltre ai pagamenti effettuati. Tra l'altro gli studenti universitari che frequentano un corso di laurea presso un ateneo situato almeno a 100 Km dal Comune di residenza possono ottenere una detrazione fiscale per parte dei canoni di locazione. Possono ottenerlo solo gli studenti iscritti a università che non dispongono di residenze universitarie o che ne hanno un numero insufficiente rispetto alla domanda. Il bonus non si limita solo agli studenti delle università pubbliche; possono, infatti, beneficiarne anche coloro iscritti a università private, conservatori musicali e istituti coreutici, purché riconosciuti ufficialmente dal Ministero.
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Il bonus acqua potabile
C'è poi il bonus acqua potabile, credito d'imposta del 50% per l'acquisto e l'installazione di sistemi di filtraggio, mineralizzazione, raffreddamento o addizione di anidride carbonica per migliorare la qualità dell'acqua domestica. Incentiva la riduzione della plastica monouso, con massimali di spesa fino a mille euro per le persone fisiche e 5mila euro per le imprese. Possono ottenerlo i privati cittadini per la prima o la seconda casa, le imprese, enti e i professionisti. Tra le spese ammissibili ci sono filtri, depuratori, addolcitori, sistemi di raffreddamento e gasatura, oltre alle spese di installazione. Per ottenerlo serve comunicare le spese all'Agenzia delle Entrate (solitamente entro il 28 febbraio dell'anno successivo) e conservare fatture elettroniche e pagamenti tracciabili.
Il bonus animali domestici (per over 65)
Tra le varie agevolazioni fiscali previste c'è anche un bonus pensato per anziani over 65 che sostengono spese veterinarie per i propri animali da compagnia, che siano quindi detenuti a fini privati e non commerciali. È riconosciuto dal 1° gennaio 2024 sino al 31 dicembre 2026 direttamente dalla Regione di appartenenza e sino a esaurimento dei fondi. Con "bonus animali domestici 2026" si intende, dunque, un aiuto economico dedicato a chi ha oltre 65 anni e con Isee inferiore a 16.215 euro, volto a coprire le spese veterinarie sostenute per il proprio animale domestico regolarmente registrato. Il bonus viene gestito direttamente dalle Regioni, che decidono modalità, importo e scadenze. Il rimborso può oscillare tra i 200 e i 300 euro all’anno.
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La detrazione per animali domestici
Il bonus non va confuso con la più classica detrazione Irpef del 19% sulle spese veterinarie, a cui si applica la franchigia di 129,11 euro e un tetto di spesa massima di 550 euro.
Il bonus domotica 2026 (Ecobonus)
Attivo anche un incentivo per la domotica. Si tratta di un beneficio fiscale pensato per chi sceglie di utilizzare sistemi di automazione degli edifici, utili a gestire a distanza gli impianti domestici controllando in modo intelligente riscaldamento, climatizzazione e produzione di acqua calda, limitando gli sprechi e riducendo i consumi complessivi. Non si tratta di un bonus specifico, ma fa parte del più ampio Ecobonus. A partire da quest'anno, le aliquote sono state ridotte rispetto al passato e variano in base alla tipologia dell’immobile. Per l’abitazione principale la detrazione è al 50%, mentre per gli altri immobili si ferma al 36%. Anche in questo caso specifico la discriminante è legata al “quoziente reddituale” che ne può ridurre le spese. Per i redditi fino a 75mila euro non vi sono limitazioni, mentre per quelli fra 75mila e 100mila euro il tetto massimo detraibile viene ridotto in proporzione. Per i redditi superiori ai 100mila euro, invece, la detrazione massima subisce un taglio drastico fino a un limite di circa 8mila euro totali, mitigato solo dalla presenza di figli a carico.
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