Da New York a Tokyo… Sempre di corsa: gli inverunesi Massimo Binaghi e Roberto Ravizza uniti dalla maratona

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Una passione nata in gioventù che non li ha più abbandonati, portandoli anche a Berlino, Boston e Londra. “Un viaggio che una volta cominciato vuoi solo portare a termine”. Al loro fianco c’è l’associazione sportiva Soi

Da sinistra, Massimo Binaghi e l'amico Roberto Ravizza

Da sinistra, Massimo Binaghi e l'amico Roberto Ravizza

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Inveruno (Milano), 6 settembre 2026 – Amici d’infanzia, vicini di casa, che condividono la passione per la pratica sportiva. Massimo Binaghi e Roberto Ravizza, entrambi tesserati per la Soi Inveruno, quest’anno hanno completato entrambi il circuito delle Six World Marathon Majors, diventando i primi atleti inverunesi in maglia gialloblù a raggiungere questo prestigioso traguardo. Hanno corso le maratone di New York, Boston, Chicago, Berlino, Londra e Tokyo. Sei maratone, sei città, sei esperienze profondamente diverse, unite da un unico filo conduttore: la passione per la corsa. E, nel loro caso, anche da una sorta di sfida a distanza, iniziata proprio dopo quella prima Major Marathon di New York che, nel 2018, Massimo e Roberto decisero di regalarsi per i loro 50 anni. 

Una passione cominciata nel 1999 

Per Massimo, la passione per la corsa era iniziata nel 1999, con le prime quattro maratone corse tra il 2004 e il 2006, prima di una lunga pausa dalle competizioni sulla distanza. Per Roberto, invece, la prima maratona era arrivata addirittura nel 1996, a Venezia, a 28 anni. Due percorsi diversi, dunque, ma destinati a incontrarsi nuovamente. Dopo New York, la scoperta del circuito delle Six Majors ha trasformato quella che poteva essere una semplice esperienza in un obiettivo vero e proprio. 

La “nemesi” 

"Correndo a New York sapevo di aver iniziato un viaggio che dovevo assolutamente portare a termine”, racconta Massimo. Un obiettivo condiviso con Roberto, la sua nemesi, come scherzosamente la definisce lo stesso Roberto, e portato avanti per otto anni, nonostante una pandemia e le non semplici difficoltà legate alla partecipazione alle gare. Un viaggio fatto di chilometri, allenamenti, fatica e anche qualche imprevisto. Per Massimo la più difficile è stata Boston, sia per il percorso sia per la difficoltà di conquistare un pettorale. 

Il sostegno della Soi 

Per Roberto, invece, Chicago, "corsa praticamente senza allenamento podistico a causa di una frattura da stress rimediata pochi mesi prima”. Le emozioni più grandi? Per entrambi New York e Boston, capaci di regalare un’atmosfera e un calore difficili da dimenticare, grazie anche al tifo del pubblico e, nel caso di Roberto, alla presenza lungo il percorso di moglie e figlie. Risultati conquistati anche grazie al supporto del gruppo Soi Master, eterogeneo per età e prestazioni, ma capace di accompagnare i propri atleti anche a migliaia di chilometri da casa.

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