Da Mancini a Pirlo, il nuovo Ct come Cavoli Tuoi
Sembra che stiano inventandosi anche loro un Campo Largo, stessi tempi e stessa chiarezza d’idee. E per fortuna che dopo il collasso azzurro ci avevano tenuti a bada promettendo massima rapidità: solo un minimo di pazienza fino al 22 giugno, giorno della nuova costituente, rottamazione per la gestione Gravina e il divino Malagò assunto in cielo. Nel frattempo, straziante richiesta al valoroso Baldini per tappare il buco sulla panchina azzurra nelle due amichevoli già programmate, tra parentesi entrambe vinte con i suoi ragazzini di primo pelo. Pazienza, solo un minimo di pazienza, poi cambierà tutto e Calcio Italia ripartirà in quarta, un uragano di cambiamenti che non guarderà in faccia a nessuno e non farà prigionieri. Il 22 giugno è passato via, sembrano già atmosfere seppiate da Istituto Luce, e ancora siamo qui senza ct, da tutti considerato il basamento del nuovo edificio. E meno male che Malagò era il decisionista agile e svelto, che pensa e agisce alla velocità della luce. Pensa se era un altro Quinto Fabio Massimo, il Temporeggiatore. Eppure sembra almeno un Sesto, perché proprio non se ne parla di venirne a una. E va bene, ha ripescato Maldini e con lui Leonardo, che non è esattamente da Vinci, ma al momento la mossa è servita solo ad incartarsi ancora di più, perché secondo i rumors la decisione già presa di un ct (compagno di merende) perdonato con tanto di vitello grasso (Mancini) è tornata in alto mare, dato che ai due direttori (di qualcosa) piacerebbe Pirlo, uno dei più grandi calciatori di sempre, bravo figlio certamente, ma come allenatore ancora tutto da dimostrare (se non è già dimostrato...).
La sindrome del Gattopardo
Ad ogni modo: andiamo a gustarci una nuova finale mondiale che non ci riguarda e il massimo che possiamo permetterci è festeggiare l’anniversario di un altro mese senza ct. Diranno: la fretta è cattiva consigliera, meglio muoversi con calma. Ma c’è anche un inevitabile problema di puro confronto, sul tavolo: gli altri disastrati d’Europa sono lì a farci specchiare nella nostra incertezza lumacona. I tedeschi vengono buttati fuori e il giorno dopo sono già a offrire la panchina a Klopp (lui si sbriga un attimo e subito accetta: fleggare, fatto). I francesi perdono la semifinale e prima ancora di tornare a casa hanno già il nuovo ct (Zidane dopo Dechamps: flaggare, fatto). Noi lo sfacelo lo abbiamo allestito in tempi ormai remoti, Gattuso sembra già Valcareggi, ma Malagò ancora sta lì col suo Manuale Cencelli in mano. Comunque vada, la speranza è che quanto meno la nuova Nazionale non giochi ai ritmi della sua federazione. Se però la tattica è quella ineffabilmente italiana del Gattopardo, fingere di cambiare tutto per non toccare niente, ditelo. A quel punto, bastava Gravina.
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