Cure specialistiche in Valtellina, Morelli e Niguarda vanno in tandem: “Sinergia consente di affrontare percorsi terapeutici complessi”

Morelli e Niguarda insieme per garantire cure specialistiche e percorsi di recupero efficienti

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Sondalo (Sondrio) - Morelli e Niguarda insieme per garantire cure specialistiche e percorsi di recupero efficienti. Una prima assoluta per l’ospedale sondalino dove, nei giorni scorsi, è stata effettuata una seduta operatoria congiunta per il trattamento di due pazienti affetti da patologie vulnologiche, ovvero lesioni cutanee complesse che richiedono trattamenti chirurgici specialistici. I due pazienti, già seguiti presso Niguarda, sono stati accolti nel reparto di Chirurgia Generale di Sondalo, sottoposti alla valutazione preoperatoria chirurgica e anestesiologica e operati il giorno successivo da un’équipe composta da chirurghi dei due ospedali. Un’innovazione importante che ha consentito ai pazienti di essere dimessi già nel pomeriggio dello stesso giorno, grazie al modello organizzativo e assistenziale che prevede il coordinamento tra le diverse professionalità coinvolte. Una collaborazione virtuosa che valorizza l’ospedale Morelli e conferma l’importanza di costruire una sanità capace di superare i confini delle singole strutture, mettendo al centro il paziente, la qualità delle cure e il lavoro di squadra.

"Un risultato importante”

L’iniziativa rappresenta un ulteriore sviluppo della collaborazione avviata da quasi due anni tra la Chirurgia Generale e l’Unità Spinale di Sondalo e la Chirurgia del Prelievo e Terapie Tissutali di Niguarda, che già consente di trattare ogni anno una ventina di pazienti con lesioni da pressione particolarmente gravi, attraverso interventi di chirurgia maggiore e successivi percorsi riabilitativi. “Si tratta di un risultato significativo - commenta il direttore dell’Anestesia e Rianimazione e del Dipartimento di Emergenza Urgenza Matteo Zaniboni -, ottenuto grazie al lavoro di squadra, che ha coinvolto chirurghi, anestesisti, personale infermieristico e operatori sociosanitari del reparto di Chirurgia Generale e del Blocco operatorio del Morelli. Questa esperienza dimostra che la collaborazione tra ospedali consente di affrontare percorsi terapeutici complessi, valorizzando le competenze specialistiche delle singole strutture e riducendo i tempi di attesa e la durata dei ricoveri. Il futuro della cura delle lesioni complesse passa sempre più attraverso una sanità organizzata in rete, nella quale interventi chirurgici, trattamenti specialistici, assistenza domiciliare e riabilitazione si integrano in un unico percorso, costruito intorno alle necessità del paziente”. E questo mese si prosegue con una seduta operatoria.  Fulvio D’Eri

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