Cure a casa per 1,7 milioni di anziani ma le ore calano

Il bilancio

L’assistenza domiciliare supera il target del Pnrr: raggiunto l’11,3% degli over 65 rispetto al 5% pre Covid. Le ore annue a testa scendono da 18 a 15

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Completare la riforma dell’assistenza alle persone anziane avviata con la legge 33/2023 e aumentare l’intensità delle cure fornite a domicilio, puntando più sui servizi che sulle semplici erogazioni monetarie. Sono due sfide che rimangono aperte dopo il Piano nazionale di ripresa e resilienza, che ha gettato le basi per azioni innovative e ha raggiunto alcuni degli obiettivi previsti, ma non ha risposto completamente ai bisogni delle persone in età più avanzata. Bisogni destinati a crescere, se si considera che in Italia gli ultraottantenni sono 4,6 milioni, hanno superato il numero dei bambini sotto dieci anni, e potrebbero raddoppiare entro il 2050 (arrivando a rappresentare il 13,6% della popolazione).

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La dinamica demografica si riflette anche nella spesa pubblica. L’indennità di accompagnamento, ovvero la prestazione economica riconosciuta alle persone affette da invalidità totale, e che quindi hanno bisogno di essere aiutate in tutte le attività della vita quotidiana (551,53 euro al mese nel 2026), aveva un milione di beneficiari nel 2002, ma ne raggiunge oggi 2,18 milioni (fonte Inps). La spesa per questa prestazione, che è erogata a tutti senza distinzione per bisogno assistenziale, ha raggiunto i 15 miliardi annui (lo 0,7% del Pil). L’indennità può essere impiegata per remunerare una badante (almeno per una parte dei costi annui), e non esiste in Italia un incentivo a investirla in servizi.

LA FOTOGRAFIA

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L’assistenza domiciliare

Il Pnrr ha portato in dote la legge delega 33/2023, cioè le regole-quadro per riformare l’assistenza agli anziani, basata principalmente sulla semplificazione e sulla integrazione degli interventi e dei servizi sanitari. La riforma attende ancora una serie di provvedimenti attuativi, per i quali l’ultimo decreto Milleproroghe (Dl 200/2025) ha concesso più tempo, con l’obiettivo di arrivare a regime con il nuovo sistema dal 2028.

Dopo l’esperienza della pandemia da Covid-19, che ha avuto esiti drammatici per molti anziani ricoverati in istituto, il Pnrr ha destinato quattro miliardi al potenziamento della casa come primo luogo di cura e alla telemedicina. Effettivamente, l’obiettivo di estendere l’assistenza domiciliare integrata (Adi) al 10% della popolazione over 65 è stato raggiunto. Secondo gli ultimi dati disponibili del ministero della Salute, i beneficiari dell’assistenza domiciliare erogata nel territorio da infermieri, medici, terapisti della riabilitazione, sono 1,645 milioni (l’11,3% degli over 65), mentre storicamente, negli anni pre-pandemia, erano 650mila (5%).

Ciascun beneficiario, però, fruisce in media di 15 ore di assistenza all’anno, contro le 18 ore erogate nel 2019.