Cuba offre a Trump un’isola con resort di lusso per evitare l'invasione: ecco il piano della famiglia Castro sulla "Trump Island"

Tra Cuba e gli Stati Uniti non scorre buon sangue, non lo si scopre di certo oggi. E l’insediamento di Donald Trump non ha di certo alleggerito le tensioni tra i due Paesi. Anzi, avrebbe ulteriormente alzato il livello di allerta, con il rinnovo dell’embargo e le continue dichiarazioni non proprio amichevoli. Per stemperare gli attriti, Cuba starebbe pensando a una soluzione atipica, ma (forse) vincente. La famiglia Castro, alla guida del Paese, avrebbe infatti individuato in Cayo Santa Maria, località balneare sulla costa settentrionale, il luogo ideale per realizzare la cosiddetta “Trump Island”. La scelta sarebbe quella di concedere al presidente americano un’isola privata destinata a ospitare un resort di lusso.

Le tensioni tra Washington e L’Avana

La proposta arriva in un momento cruciale nei rapporti tra i due Paesi. L’irrigidimento creatosi tra la Casa Bianca e L’Avana ha portato a un generale senso di timore per lo scoppio di una guerra. Secondo i media locali, si tratta di una delle fasi più delicate tra Cuba e gli Stati Uniti dalla crisi missilistica del 1962. Il Pentagono avrebbe infatti già rafforzato la propria presenza nei Caraibi, schierando ingenti risorse navali, tra cui il gruppo d’attacco della portaerei Uss Nimitz e diversi cacciatorpediniere lanciamissili.

Il progetto “Trump Island” vuole quindi essere una mossa diplomatica di alleggerimento e de-escalation per evitare rischi maggiori. L’obiettivo finale è quello di smorzare l’elettricità di oggi per riaprire, in un futuro neanche troppo lontano, un canale di comunicazione aperto e tranquillo tra L’Avana e Washington.

Il progetto del resort di lusso

Il piano cerca di far leva sulla particolare passione del tycoon per gli immobili esclusivi di lusso. Complessi alberghieri, resort destinati all’élite, contornati da piscine, spa, campi da golf e tutto ciò che rappresenta lo sfarzo sfrenato hanno da sempre fatto brillare gli occhi a Trump.

L’isola di Cayo Santa Maria diventerebbe così un'ulteriore luogo di sfoggio associato direttamente al nome del presidente americano. Un gruppo con sede ad Abu Dhabi avrebbe già contattato la Trump Organization per discutere i diritti di denominazione del futuro resort, ma i funzionari dell’amministrazione statunitense sostengono che non siano state avviate trattative dirette né raggiunti accordi ufficiali.

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