Crosetto: "Scontro sulle armi? C'è stata una riunione e basta, con questa crisi lo 0,3% del Pil va già bene"
ROMA – “Ho letto e ascoltato, come spesso accade, molte cose inventate di sana pianta sulle scelte di bilancio che riguardano la Difesa. Telefonate dai toni duri, scontri e discussioni tra me, il Presidente Meloni e il Ministro Giorgetti. Sapete quante telefonate di questo tipo ci sono state negli ultimi sette giorni? ZERO. Non una o due, che sarebbero anche normali. Zero”. Lo scrive sui social il ministro della Difesa Guido Crosetto.
“C’è stata una riunione– aggiunge-. E non avevo bisogno che qualcuno mi spiegasse cosa sta accadendo all’energia, ai carburanti, all’inflazione o ai debiti sovrani. Lo capisco benissimo. Per questo mi sono limitato a dire che ritenevo già importante poter contare, per la Difesa, sullo 0,3% del Pil previsto per il 2027, rinviando a tempi migliori il ragionamento sulle ulteriori necessità. Senza discussioni. Senza lotte. Senza obiezioni. Senza vincitori né vinti“.
La sicurezza, prosegue, “che oggi dobbiamo garantire è anche quella economica delle famiglie, di fronte a una crisi che arriva dall’esterno e colpisce tutti. Oggi, invece, scopro dalle parole di un sedicente leader dell’opposizione che il Governo avrebbe deciso di spendere ’14 miliardi in più in armi’. Il Governo proporrà al Parlamento di utilizzare la clausola di salvaguardia europea, nata per le spese di difesa e oggi estesa anche alla sicurezza energetica, per finanziare sia la sicurezza sia gli interventi contro il caro energia. La Difesa ha aperto la strada a una flessibilità che consente anche di aiutare famiglie e imprese. Una scelta intelligente e utile”.
“Ma sono utili anche le spese per la Difesa, presidente Conte- dice ancora Crosetto-. E ridurle tutte alla parola ‘armi’ significa ignorare, o fingere di ignorare, ciò di cui si parla. Su 100 euro destinati alla Difesa: 60 vanno al personale: donne e uomini di Esercito, Marina, Aeronautica, Carabinieri e personale civile. Complessivamente, 278.000 persone. 10 servono al funzionamento quotidiano: carburanti, manutenzioni, divise, mense. Risorse che alimentano il lavoro di migliaia di commercianti, artigiani e piccole imprese. 30 finanziano gli investimenti, che comprendono anche gli armamenti necessari ad assolvere il nostro compito: difendere i cittadini e la democrazia. Quegli investimenti sostengono un comparto che dà lavoro a oltre 300.000 persone. Non soltanto Leonardo, Fincantieri o Iveco, ma centinaia di grandi, medie e piccole aziende. E alimentano una crescita tecnologica e scientifica con ricadute fondamentali anche nella vita civile. Chi attacca in modo superficiale e indiscriminato le spese per la Difesa colpisce quindi il personale, il lavoro, le imprese e la capacità di innovazione del Paese. Soprattutto, dimentica il compito al quale queste risorse servono: quella difesa della Patria che la Costituzione definisce ‘sacro dovere del cittadino'”.
CROSETTO: “RISPETTO PACIFISTI SINCERI, DISPREZZO CHI STA CON I NOSTRI NEMICI”
“A questo punto, però, mi sia consentito distinguere. C’è chi si oppone per un pacifismo sincero o per profonde convinzioni morali. Ha il mio pieno rispetto. C’è chi lo fa per convenienza politica, perché essere contro, senza approfondire, può portare voti. Ne comprendo il calcolo, ma non condivido questo modo di fare politica. E poi c’è chi lo fa perché sta dalla parte dei nostri nemici. Per questi ultimi ho solo disprezzo”. Lo scrive sui social il ministro della Difesa Guido Crosetto.