Crisi idrica, Biancani contro la Regione: "Servono invasi, basta promesse"
Il sindaco: "Sì a scelte strutturali: altrimenti le bollette saliranno". Ma Consoli: "Collegate la diga di Mercatale"

Il sindaco: "Sì a scelte strutturali: altrimenti le bollette saliranno". Ma Consoli: "Collegate la diga di Mercatale"

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Sulla crisi idrica Andrea Biancani cala il tris: sfangamento degli invasi, collegamento del pozzo del Burano alla rete idrica e invaso. Il sindaco si Pesaro va diretto su temi che non sono più emergenze, ma problemi strutturali: "È il momento delle decisioni, anche impopolari. Non possiamo continuare ad affrontare ogni estate con autobotti, ordinanze e interventi tampone. Da anni si susseguono studi, analisi e allarmi. Bene, ma adesso basta non decidere, servono scelte che richiedono coraggio politico". Al primo posto lo sfangamento degli invasi: "Sono anni che chiedo alla Regione Marche di pretendere da Enel uno sfangamento vero dei tre invasi del Furlo, di San Lazzaro e di Tavernelle. Eppure, ad oggi, non è stato fatto nulla. La Regione è rimasta immobile e non ha mai imposto a Enel di intervenire. Solo Acquarolie in accordo con il governo, può avere la forza di smuovere Enel". Sul collegamento del pozzo del Burano alla rete idrica dell’entroterra Biancani rileva lo stesso immobilismo: "Non si è fatto praticamente nulla, perché per anni la politica non ha avuto il coraggio di decidere. Eppure, è proprio l’entroterra quello che da anni viene rifornito con le autobotti, con costi elevatissimi destinati a tradursi in aumenti delle bollette che supereranno il 10% tra non molto tempo. È assurdo continuare a immettere nel Metauro acqua di elevata qualità per poi trattarla diversi chilometri più a valle, invece di utilizzarla direttamente per alimentare la rete idrica". L’invaso, invece, fa riflettere: "L’AATO deve affidare un incarico vero a professionisti qualificati, non uno studio di fattibilità, ma un progetto che individui se un nuovo invaso è compatibile con il nostro territorio e dove può essere realizzato. Non può essere la politica a scegliere il sito: devono dircelo i tecnici e gli esperti.Se continuiamo a rimandare le scelte strutturali, quei costi ricadranno inevitabilmente sui cittadini; le bollette dell’acqua, sempre che l’acqua arrivi ancora nei rubinetti, subirà rincari che supereranno il 10% ogni 2 anni. Io sono pronto a votare e a metterci la faccia su tutte e tre queste decisioni. Mi auguro che anche il presidente della Regione, il presidente e tutti i sindaci dell’ATO siano pronti".
"Lo sfangamento degli invasi del Furlo, di San Lazzaro e di Tavernelle è una priorità della Regione anche se il tema della siccità nel pesarese si potrebbe risolvere con il collegamento alla rete idrica della grande diga di Mercatale: servono investimenti da parte di Marche Multiservizi". Così l’assessore regionale Tiziano Consoli risponde alle sollecitazioni del sindaco Andrea Biancani che chiede interventi strutturali per evitare, ogni estate, "autobotti, ordinanze e soluzioni tampone". "L’intervento di collegamento della diga di Mercatale all’acquedotto – insiste l’assessore Consoli – risolverebbero il problema della siccità e dell‘approvvigionamento idrico in tutto il territorio: il Comune di Pesaro, socio di Marche Multiservizi, dovrebbe spingere perchè la società realizzi le opere necessarie". E ancora Consoli: "La Regione sta tentando di risolvere l’emergenza idrica, anche nel pesarese, con progetti concreti, siamo in attesa di sapere se potranno essere finanziati, in tutto o in parte, dal ministero, ma servono anche gli investimenti delle Multiutility e delle società di gestione del servizio idrico". Per quanto riguarda il tema della pulizia dai fanghi degli invasi, Consoli ricorda che va fatta nei periodi in cui è previsto il minimo idrico. Quindi anche nel caso del Furlo, dove si attendono le autorizzazioni del Ministero, per lo svuotamento dell’invaso non si potrà procedere con lo sfangamento perché come tempistiche si parla di settembre-ottobre, siamo fuori del periodo della portata minima. "Alla rimozione dei sedimenti non si potrà procedere, anche a tutela di chi ci lavora, fino ad aprile 2027".
Andrea Angelini
Anna Marchetti
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