Crea, produzione industria alimentare +0,7% in primo trimestre, top del manifatturiero - Business - Ansa.it
Cresce dello 0,7% la produzione
dell'industria alimentare nel primo trimestre, risultato
migliore rispetto all'intero comparto manifatturiero (+0,3%). In
controtendenza, il settore delle bevande in calo del 2,9%. Una
situazione complessiva che fa scendere il fatturato del settore
del 2%, sia sul mercato estero (-1,6%) sia su quello interno
(-1,9%). Anche in questi caso è più marcata la contrazione del
settore delle bevande (-4,2%), che diminuisce sia sui mercati
esteri (-11,4%) che su quelli interni (-1,1%). È quanto emerge
dalla fotografia scattata nel I trimestre del 2026 da
CREAgritrend, il bollettino trimestrale messo a punto dal Crea,
con il suo Centro di Ricerca Politiche e Bioeconomia.
Rallentano rispetto allo stesso periodo del 2025 anche gli
scambi agroalimentari con -1% l'export e -5% l'import; un
andamento delle vendite che però varia in base alle destinazione
e ai comparti. A crescere sono prodotti lattiero-caseari (+4,3%)
e ortofrutta fresca, mentre scendono vino (-8%), prodotti
dolciari (-6%) e olio di oliva (-29%). Sul fronte dei mercati,
aumentano le esportazioni verso Spagna (+9,3%) e Polonia
(+10,6%), mentre diminuiscono per Germania (-1%) e Stati Uniti
(-17,8%) dopo quattro anni di crescita a doppia cifra; ad
aumetare sono solo le vendite di Grana Padano e Parmigiano
Reggiano, conserve di pomodoro e preparazioni per salse e
condimenti.
Anche le importazioni rallentano rispetto allo stesso periodo
del 2025, con una contrazione diffusa tra i principali
fornitori. Fa eccezione il Brasile, che cresce del 20,8% grazie
soprattutto ai maggiori acquisti di carni bovine e semi di soia.
In calo invece gli approvvigionamenti dalla Germania (-11%), con
riduzioni di prodotti dolciari, formaggi freschi, zucchero e
carni suine semilavorate. Sul fronte dei comparti, infine, il
calo degli acquisti è legato soprattutto alla diminuzione delle
importazioni di oli e grassi, prodotti lattiero-caseari, cereali
e, in misura minore, prodotti ittici; in crescono invece la
frutta secca (+18,6%), in particolare nocciole e pistacchi.
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