Costretto a pagare le tasse sulla casa due volte per un errore. Ma non basta: arriva anche un altro sollecito. L'odissea lunga 6 anni di un sacilese

SACILE - Quando la burocrazia morde alla caviglia, si sa, difficilmente molla, ma certo il sacilese P.V. ha le carte dalla sua per spuntarla, lui spera, in via definitiva. Nei giorni scorsi si è visto recapitare uno di quegli avvisi che, mancando di cifre e motivazioni, spesso mettono in ansia chi li riceve. Dal Comune di Sacile - Ufficio Tributi, gli è stato recapitato un sollecito, un “Avviso di accertamento esecutivo” e a seguire legge e comma del caso.

Il testo riportava che «Dai controlli contabili effettuati risulta che l’avviso di accertamento esecutivo (numero di ruolo) - notificato nel settembre del 2024 - Ad oggi non risulta ancora pagato». A seguire, l’invito a provvedere a regolarizzare la posizione contributiva «Entro 30 giorni dal ricevimento della presente». Minaccia finale: in caso contrario il compito di riscuotere passerà all’ente preposto, che per Sacile (convenzione rinnovata da pochissimo) è l’Agenzia delle Entrate riscossione.

 
L’UFFICIO


Non capacitandosi di cosa potesse essersi dimenticato di pagare due anni fa, il sacilese è andato all’Ufficio Tributi, al terzo piano del Municipio. Tra l’altro osservando che «c’era un bel po’ di persone ad aspettare fuori dall’edificio l’arrivo delle 10.30. Un po’ tardino per aprire uno sportello pubblico». «C’erano donne che si lamentavano - racconta il sacilese - che di lì a poco sarebbero dovute rientrare per preparare da mangiare. Forse andrebbe valutato di aprire ben prima, almeno una volta alla settimana, tipo alle 9». (Fino all’anno scorso gli sportelli aprivano alle 10 ndr). Comunque, una volta scattato il suo turno, ecco la sorpresa «In pratica, mi si chiedeva di saldare 45 euro che, secondo l’accertamento, io non avrei pagato 2 anni fa. In realtà li ho pagati eccome. La cosa curiosa è che quei 45 euro sono figli di 28 euro di Imu che l’Ufficio mi accusava di non aver versato 6 anni fa. Una somma che dovevo per un piccolo terreno agricolo e che avevo saldato in 2 rate da 14 euro ciascuna, come mi aveva confermato a suo tempo la mia banca». Nel dubbio e data l’esiguità della somma «Avevo comunque deciso di pagare lo stesso, giusto per non dover correre avanti e indietro e prendermi nervosi per così poco».

 
LE CARTE


Era il 2019. Nel 2024 gli arrivò poi il primo avviso di morosità. «I 28 euro erano cresciuti negli anni per interessi e mora, diventando 45, che secondo loro io non ho pagato. Meno male che, scottato una prima volta, ho conservato la ricevuta di questo secondo pagamento». Ricevuta che ora esibirà allo sportello. «Però spero anche che si tratti dell’ultima volta» e sicuramente lo sarà, almeno come Imu, non fosse altro perché da allora quella tassa ha pure cambiato nome, diventando Ilia. «Una cosa che trovo poco corretta è l’avviso inviato a casa. Ho visto che molti di quelli che aspettavano fuori dal Municipio avevano un problema simile. Magari sarebbe più corretto indicare il motivo del richiamo in maniera chiara, così che uno capisce subito a cosa va incontro, o va alla ricerca delle ricevute del caso». Il suo è un episodio chiuso? «Immagino di sì, dato che ho la prova dell’avvenuto pagamento. Tra l’altro mi chiedo cosa venga comunque a costare, per la macchina comunale, un’operazione di recupero crediti come questa, se sia motivata da una somma così piccola».

 
IL SERVIZIO


Il servizio è stato confermato proprio da poco all’Agenzia delle Entrate riscossioni che, secondo fonti comunali, in effetti riesce abbastanza spesso a recuperare multe e tasse non pagate dai sacilesi e rappresenta un costo per l’amministrazione comunale solo quando riesce nel recupero. Talvolta le somme che i cittadini devono e non sborsano rappresentano veri e propri piccoli tesoretti, come 100mila euro di mensa non saldata ad esempio, o le multe per violazione del codice della strada.