«Così autentica e selvaggia Vi svelo perché ogni volta in Sardegna perdo la testa»  - L'Unione Sarda.it

Playa, ritmo e coreografie da imparare al volo. L’estate di Baby K ha il sapore e il profumo della Sardegna. Questa sera Piazza Maria Ausiliatrice si accende per una nuova tappa a ingresso gratuito del suo “Oh Baby! Summer Tour”, con Arborea pronta a diventare per una sera la capitale del ballo isolano. All’anagrafe Claudia Judith Nahum, nata a Singapore da padre italiano e madre britannica e cresciuta tra Londra e Roma, Baby K non ha certo bisogno di presentazioni. È una delle voci più riconoscibili dell’urban pop italiano, e quest’estate la Sardegna sembra essere diventata la sua seconda casa. Dopo le tappe primaverili di Carloforte, Viddalba e Ottana e con Villacidro, Campanedda e Oschiri già in calendario, il countdown per Arborea è iniziato: piazze gremite, coreografie improvvisate e cori collettivi sulle hit più amate, da “Da zero a cento” a “Playa”, fino al recentissimo “Tucamacarena”. Abbiamo intercettato l’artista prima dello show per farci raccontare cosa aspettarsi dalla serata di Arborea, e per scoprire il segreto di questo suo amore, decisamente ricambiato, per l’isola.

Al via le tappe estive del tuo tour. Ancora una volta la Sardegna è protagonista delle sue esibizioni. Cosa rende per te così speciale tornare tanto spesso sull’Isola?

«Sono sempre stata legata alle isole, e alla Sardegna in modo particolare perché ha un fascino tutto suo, difficile da spiegare a parole. È una terra wild, selvaggia, che riesce ancora a sorprendermi ogni volta che ci torno. C’è la bellezza del suo mare, ovviamente, che è unico nel suo genere, ma per me conta tantissimo anche l’identità culturale fortissima che questa terra porta con sé. Tradizioni, storia, un’anima autentica che si sente ovunque tu vada. È proprio questo mix a farmi innamorare ogni volta di più dell’Isola. Un mio sogno nel cassetto è proprio quello di prendere casa qui. Lo dicevo già ai tempi dell’album “Donna sulla luna”, il cui video introduttivo era stato girato vicino a Bosa, e resta nella lista delle cose che vorrei».

A proposito di videoclip, ne ha girati molti sull’Isola, tra San Teodoro, varie località costiere e la spiaggia di Piscinas: luoghi diversi, che raccontano due anime opposte della Sardegna, quella selvaggia della costa occidentale e quella più mondana della Costa Smeralda. Quale delle due sente più vicina al suo modo di essere?

«Ma perché scegliere per forza? Io sono molto legata alla natura, quindi mi ritrovo tantissimo nella costa occidentale, più selvaggia e autentica; allo stesso tempo, però, adoro anche la costa orientale, magari per passare del tempo in compagnia e vivere un lato più mondano. Credo che la vera meraviglia della Sardegna stia proprio in questa varietà: puoi passare dal mare alla montagna, dalla riservatezza più assoluta a una serata glamour, e ogni volta trovi qualcosa di diverso. Ma quello che accomuna tutte queste anime, per me, è sempre la stessa cosa. L’autenticità, che sento in ogni angolo dell’isola, qualunque sia il volto che decide di mostrarmi».

Canzoni come “Da zero a cento” o “Playa"”sono ormai un classico delle estati italiane. Che effetto le fa vedere intere piazze, cantarle a memoria dopo tutti questi anni?

«Non ti ci abitui mai, sinceramente, ogni volta è un’emozione nuova. Trovo bellissimo vedere che ciò che creo riguarda tutti, senza distinzioni di età o generazione. Sul palco mi capita di vedere bambini, ragazzi, adulti e persone più grandi cantare insieme la stessa canzone, e per me è qualcosa di davvero speciale. Passano gli anni e continuo a percepire di riuscire a essere trasversale con il mio repertorio, quasi senza tempo e senza spazio, come se certe canzoni riuscissero a parlare a chiunque, indipendentemente da quando le ha ascoltate per la prima volta. Sentire il pubblico che canta con me, ad alta voce, è davvero qualcosa di molto emozionante, ogni singola volta»

Questa sera e nelle prossime tappe, cosa possiamo aspettarci dai suoi live? C’è qualche sorpresa che stai preparando per il pubblico dell’Isola?

«Il lato più bello del mio tour è la mescolanza tra brani conosciuti dal grande pubblico, quelli che tutti si aspettano e che cantano fin dalle prime note, e altri meno noti, più legati al mio lato da rapper. Mi piace portare sul palco entrambe le anime. Saranno spettacoli costruiti con tanto impegno e amore, pensati come un vero e proprio excursus di tutta la mia carriera, per permettere al pubblico di entrare per un po’ nel mio mondo musicale e scoprire, magari, anche un lato di me che non conosceva ancora. E in fondo penso che anche la Sardegna faccia parte di questo mondo. Quella libertà un po’ selvaggia, quel senso di fuga che si respira sull’isola sono esattamente le atmosfere che ritrovo ogni volta che faccio musica, specialmente in questo mio tour, che vuole parlare della gente, del popolo, di quei luoghi, Sardegna compresa, dove mi sento a casa».

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