Cosa succede al fegato se mangi pomodori ogni giorno: la scoperta che sorprende i ricercatori

Mangiare pomodori quotidianamente può aiutare a ridurre l’accumulo di grasso nel fegato? Una nuova ricerca ha provato a rispondere alla domanda e i risultati sono particolarmente curiosi.

Lo studio, pubblicato sulla rivista Nutrients nel luglio 2026, ha analizzato proprio il possibile rapporto tra consumo di pomodori e steatosi epatica associata a disfunzione metabolica, oggi indicata con l’acronimo MASLD. Si tratta della condizione precedentemente conosciuta come fegato grasso non alcolico e caratterizzata dall’accumulo di grasso nel fegato in presenza di almeno un fattore di rischio cardiometabolico.

La ricerca è interessante perché non si è limitata a osservare le abitudini alimentari delle persone, ma ha utilizzato un intervento dietetico randomizzato della durata di sei settimane.

Il risultato? Nel gruppo che consumava pomodori ogni giorno la riduzione del grasso epatico è stata maggiore rispetto al gruppo di controllo.

Ma attenzione: questo non significa che basti mangiare pomodori per “curare” il fegato grasso. Lo studio è preliminare e presenta diversi limiti. Ecco cosa hanno scoperto realmente i ricercatori.

Cos’è la MASLD e perché il grasso nel fegato è importante

La MASLD è una delle principali forme di malattia epatica cronica ed è strettamente legata alla salute metabolica.

Il nome può sembrare complicato, ma il concetto è relativamente semplice: una quantità eccessiva di grasso si accumula nel fegato in un contesto caratterizzato da fattori di rischio metabolici, come alterazioni della glicemia, pressione alta, colesterolo o trigliceridi elevati e sovrappeso.

La condizione può rimanere a lungo senza sintomi evidenti. In alcune persone, però, può evolvere verso forme più severe, associate a infiammazione e fibrosi.

Proprio per questo negli ultimi anni la ricerca si è concentrata sempre di più sul ruolo dello stile di vita, dell’alimentazione e dell’attività fisica.

Le indicazioni dell’American Association for the Study of Liver Diseases sottolineano infatti l’importanza della gestione del peso, dell’alimentazione e dei fattori di rischio metabolici nel trattamento della MASLD. Una dieta di tipo mediterraneo, ricca di verdure, frutta, legumi, pesce, frutta secca e cereali integrali, rappresenta uno dei modelli alimentari più studiati.

Lo studio sui pomodori: cosa hanno mangiato i partecipanti

La ricerca, chiamata POMOSANO Study, ha coinvolto 79 adulti di età compresa tra 18 e 65 anni con MASLD.

I partecipanti sono stati divisi casualmente in due gruppi. Il primo ha seguito una dieta senza pomodori. Il secondo, invece, ha aggiunto ogni giorno alla propria alimentazione 200 grammi di pomodori freschi e 50 grammi di salsa di pomodoro.

L’intervento è durato sei settimane e ai partecipanti è stato chiesto di mantenere sostanzialmente invariate le proprie abitudini di vita.

Prima e dopo il periodo di osservazione sono stati valutati diversi parametri, tra cui la quantità di grasso presente nel fegato, la composizione corporea, la rigidità epatica e alcuni indicatori metabolici. I risultati sono stati pubblicati su Nutrients nel 2026.

Il risultato più interessante riguarda proprio il grasso nel fegato

Alla fine delle sei settimane, il grasso epatico era diminuito in entrambi i gruppi.

La differenza, però, è stata nella dimensione della riduzione.

Nel gruppo che aveva consumato quotidianamente pomodori freschi e salsa di pomodoro, la diminuzione del parametro utilizzato per stimare la steatosi è risultata significativamente maggiore rispetto al gruppo che non consumava pomodori.

Una sintesi dei risultati riporta una riduzione mediana del parametro CAP, utilizzato per valutare la steatosi attraverso un esame non invasivo, di circa 35 dB/m nel gruppo dei pomodori contro 18 dB/m nel gruppo di controllo.

È un risultato interessante soprattutto perché la riduzione del grasso epatico non è stata accompagnata da una significativa diminuzione del peso corporeo.

In altre parole, secondo questo piccolo studio, il cambiamento osservato nel fegato non sembrerebbe essere spiegato semplicemente dal fatto che i partecipanti abbiano perso peso.

Il licopene potrebbe avere un ruolo?

pomodori
Il licopene potrebbe avere un ruolo? (blitzquotidiano.it)

Ma perché proprio i pomodori? Una delle ipotesi riguarda il licopene, un carotenoide responsabile del caratteristico colore rosso del pomodoro e dotato di proprietà antiossidanti.

Il licopene è stato studiato per il possibile ruolo nella protezione dallo stress ossidativo e nei processi legati al metabolismo dei grassi. Anche alcuni studi sperimentali hanno osservato effetti interessanti dei prodotti a base di pomodoro sulla steatosi epatica, ma non è ancora possibile stabilire con certezza che sia proprio il licopene il responsabile del risultato osservato nell’uomo.

C’è inoltre un aspetto interessante: il licopene può essere maggiormente biodisponibile dopo la lavorazione del pomodoro, soprattutto quando il prodotto viene consumato insieme a una fonte di grassi.

Questo significa che pomodori freschi e prodotti a base di pomodoro possono entrambi avere un posto in un’alimentazione equilibrata.

Non significa però che una salsa industriale ricca di zuccheri, sale o grassi abbia automaticamente gli stessi effetti della salsa utilizzata nello studio.

Pomodori freschi o salsa di pomodoro: cosa conta davvero?

La ricerca ha utilizzato entrambe le forme: pomodori crudi e salsa.

Questo rende difficile stabilire quale delle due abbia contribuito maggiormente al risultato.

Potrebbe essere stato il consumo dei pomodori freschi, quello della salsa, la combinazione dei due oppure un insieme di componenti presenti nell’alimento.

È quindi troppo presto per dire che “la salsa di pomodoro fa bene al fegato” in senso generale.

Quando si parla di alimentazione e salute, inoltre, bisogna distinguere tra un semplice sugo di pomodoro preparato con ingredienti di qualità e prodotti molto elaborati, che possono contenere quantità elevate di sale, zuccheri aggiunti o grassi.

Il peso non è cambiato: perché è un dato importante

Uno degli aspetti più interessanti della ricerca è che la maggiore riduzione del grasso epatico nel gruppo dei pomodori si è verificata senza differenze significative nel peso corporeo, nell’indice di massa corporea o nella composizione corporea alla fine dell’intervento.

Questo dato ha attirato l’attenzione perché la perdita di peso rappresenta uno degli strumenti più importanti nella gestione della MASLD.

Secondo le indicazioni dell’AASLD, una riduzione del peso corporeo può migliorare la steatosi e, con perdite più consistenti, anche altri aspetti della malattia.

Ma questo non rende automaticamente il pomodoro un trattamento alternativo al dimagrimento.

Il risultato dello studio suggerisce piuttosto che specifici alimenti all’interno di un modello alimentare sano potrebbero avere effetti indipendenti dal peso, un’ipotesi che dovrà essere verificata da ricerche più ampie.

Non sono migliorati tutti gli altri parametri

Ed è proprio qui che bisogna evitare di esagerare con le conclusioni.

I ricercatori non hanno osservato differenze significative tra i due gruppi per diversi altri indicatori, tra cui rigidità del fegato, enzimi epatici, profilo lipidico, glicemia e alcuni parametri della composizione corporea.

Questo significa che lo studio ha dimostrato un segnale interessante sulla quantità di grasso nel fegato, ma non ha dimostrato che mangiare pomodori prevenga la progressione della malattia o migliori complessivamente la salute epatica.

Sono due cose molto diverse.

La riduzione della steatosi è certamente un risultato interessante, ma per capire se abbia conseguenze clinicamente importanti nel lungo periodo servono studi più grandi e soprattutto più lunghi.

Sei settimane sono sufficienti per parlare di beneficio duraturo?

No. Questa è probabilmente la principale cautela da tenere presente.

La ricerca è durata appena sei settimane e ha coinvolto un numero relativamente ridotto di persone. Inoltre, i partecipanti erano adulti con MASLD e indice di massa corporea non superiore a 30, quindi i risultati non possono essere automaticamente estesi a tutte le persone con fegato grasso.

Lo studio era inoltre condotto in un unico centro e i partecipanti sapevano quale tipo di alimentazione stavano seguendo.

Gli stessi autori considerano i risultati soprattutto generatori di ipotesi, cioè utili per indirizzare la ricerca futura ma non ancora sufficienti per modificare le raccomandazioni cliniche.

Quindi mangiare pomodori ogni giorno fa bene al fegato?

La risposta più corretta, oggi, è: potrebbe aiutare a ridurre il grasso epatico, ma non possiamo ancora considerarlo un trattamento della MASLD.

Il risultato dello studio è comunque interessante perché riguarda un alimento economico, facilmente reperibile e già presente nella dieta mediterranea.

Inserire regolarmente i pomodori in un’alimentazione equilibrata può quindi essere una scelta sensata, anche per tutti gli altri nutrienti che apportano. Ma non bisogna trasformare un singolo alimento in una soluzione miracolosa.

Per chi ha una diagnosi di MASLD, la strategia dovrebbe rimanere complessiva: alimentazione equilibrata, attività fisica regolare, controllo del peso quando necessario e gestione di condizioni associate come diabete, pressione alta e alterazioni dei lipidi.

La vera lezione dello studio potrebbe essere un’altra

Forse la notizia più interessante non è semplicemente che “i pomodori fanno bene al fegato”.

È che la ricerca sta iniziando a studiare con maggiore precisione il ruolo dei singoli alimenti all’interno della dieta e non soltanto quello delle calorie o del peso corporeo.

Il pomodoro è infatti uno degli alimenti simbolo della dieta mediterranea, un modello alimentare nel quale non conta un singolo ingrediente, ma l’insieme delle abitudini: abbondanza di vegetali, legumi, cereali integrali, pesce, frutta secca e olio extravergine d’oliva, con un consumo limitato di alimenti ultraprocessati.

Il nuovo studio aggiunge quindi un tassello interessante: mangiare pomodori ogni giorno potrebbe essere associato a una riduzione del grasso accumulato nel fegato, anche senza un significativo calo di peso.

Per trasformare questa osservazione in una certezza scientifica, però, serviranno studi più ampi, con più partecipanti e periodi di osservazione molto più lunghi.

Per ora, quindi, nessun miracolo nel piatto. Ma una buona notizia sì: il semplice pomodoro potrebbe avere ancora qualche sorpresa da raccontare alla scienza.