Cosa dice (veramente) lo studio sulle creme solari di cui tutti stanno parlando

Paolo Aruffo

Non accenna a spegnersi il dibattito sulle notizie legate alla protezione solare e ai tumori della pelle dopo le discusse dichiarazioni di Debora Rasio. La dottoressa, specialista in Oncologia generale e diagnostica preventiva (nonché esperta di nutrizione e medicina integrata), si è lanciata in un'affermazione spiazzante, sostenendo che “una maggiore esposizione solare protegge dal melanoma”. Il tutto, sulla base di un'interpretazione di uno studio del 2023 pubblicato su Cancer Epidemiology, Biomarkers & Prevention.

A farle da eco anche Salmo. Nelle ultime ore il cantante - 2.6 milioni di follower solo su Instagram - non l'ha citata esplicitamente, ma ha rilanciato le sue teorie, rivelando di aver un tumore: “Purtroppo io, come tanti, ho messo le creme solari e il risultato è il cancro della pelle. Carcinoma basocellulare”, ha dichiarato. 

Durissima la replica della dermatologa Ines Mordente: “Sta lanciando un messaggio sbagliato”, spiega a Today.it. “Vi spiego io cosa dice veramente la medicina e come fare per prevenire tumori che possono espandersi ad altre parti del corpo. Abbiamo segnalato la dottoressa all'Ordine: ci ha dato l'impressione che avesse semplicemente bisogno di nuovi pazienti”.

sole melanoma raiso

Dottoressa, iniziamo da una delle dichiarazioni della sua collega Rasio, secondo cui ‘una maggiore esposizione solare protegge dal melanoma’.

“Tutto sbagliato. Il melanoma è un tumore con altissima incidenza legata al sole”.

Come si spiega, allora, una frase del genere?

“Io credo che sia stata una provocazione per raccogliere in maniera poco deontologica i consensi di persone che da ‘No Vax’ sono diventate ‘No Cream’. Questa è l'idea che mi sono fatta anche vedendo alcuni commenti sotto al mio post in cui mi esponevo sulla tematica. Quando, in realtà, non ha alcun senso parlare di vaccini in questo contesto. E poi, di base, la collega ha interpretato male il lavoro scientifico a cui lei stessa fa riferimento”.

Qual è l'errore più grande commesso in tal senso?

“Aver creato delle connessioni causa-effetto in modo sbagliato. Parliamo di fattori di confondimento. Per cui può accadere che, pur usando la crema solare, ci venga un tumore. Questo sì, ma ciò non significa che sia la crema a causarlo. Le faccio un altro esempio: è come dire che a persone che non hanno mai fumato viene il tumore al polmone. Ma insomma, nello studio viene spiegato tutto in modo chiaro”.

La dottoressa scrive anche che, secondo lo studio, le creme solari aumentano il rischio di tumori alla pelle.

“Altra cosa non vera. La crema solare va sempre utilizzata, ovviamente nel modo corretto. Per cui se pensiamo che, avendo messo un po' di crema solare al mattino, poi siamo a posto per tutta la giornata, ci sbagliamo. Infatti, va utilizzata ogni due ore e nella giusta quantità: per il viso bastano due dita, per il corpo di più, almeno come una pallina di ping pong”.

Spray, oleose, cremose: hanno tutte la stessa efficienza?

“Certamente. I vari formati rispondono a un'esigenza di mercato. Per esempio un conto è andare al mare, un conto magari è un vigile urbano che sta tutta la giornata sotto il sole. Dovrà mettere la crema solare ma sicuramente prediligerà una formulazione stick, poco oleosa, semplice da applicare. Tanti formati affinché nessuno possa avere scuse. E poi spesso la creme solari contengono anche degli attivi terapeutici oppure del make up, quindi rispondono a più esigenze”.

Anche i capelli vanno protetti?

“Sì, perché al sole si ossidano in quanto la struttura dei capelli ha dei ponti di zolfo. Quando vediamo i capelli che si schiariscono dopo il mare, andando magari verso il biondo vuol dire è avvenuta un'ossidazione. La protezione può aiutarci in questo e anche a non far rompere le punte, a causa della disidratazione. Ci sono delle apposite protezioni per il cuoio capelluto”.

dottoressa Ines Mordente

Torniamo alle asserzioni della dottoressa Rasio: secondo la sua collega, la crema solare non fa produrre la vitamina D. Come risponde?

“Falso anche questo. Con la crema solare, una quota di raggi solari comunque passa, per cui viene prodotta e sintetizzata la vitamina D. La dottoressa è un'oncologa, non una dermatologa. Dunque lei cura pazienti già malati di tumore. Chi fa il mio mestiere, invece, svolge un'attività diversa e soprattutto di prevenzione: evitiamo che un paziente sia costretto a rivolgersi a un oncologo, per l'appunto”.

Il sole può essere considerato una fonte di effetti esclusivamente negativi?

“No, anzi io stessa dico che il sole ha una serie di benefici ma il sole con la protezione. Per esempio un paziente con psoriasi o vitiligine può trarne giovamento poiché il sole può svolgere un'attività immunosoppressiva che aiuta in queste patologie”.

Quali strumenti di prevenzione abbiamo per i tumori della pelle?

“La mappatura dei nei. Si tratta di un esame indolore e veloce. Lo facciamo utilizzando un apparecchio, il microscopio in epiluminescenza, che trasmette le immagini raccolte dei nei a un PC centralizzato. Lì vengono acquisite e mappate, così possiamo valutare se e come cambiano e prevenire un eventuale sviluppo di melanoma”.

Ogni quanto sottoporsi alla mappatura?

“Chi non ha problemi a livello familiare, può farla una volta all'anno. Altrimenti meglio ogni 4-6 mesi. Oggi l'80% di melanomi diagnosticati preventivamente possono essere guariti solo con chirurgia. Senza che il paziente diventi oncologico”.

I tumori della pelle possono diffondersi?

“Purtroppo può accadere, diffondendosi al cervello, alle ossa e ai polmoni”.

Il paziente, da solo, cosa può fare in via preventiva oltre alla visita?

“Prestare attenzione al proprio corpo. Consideri che ognuno di noi ha una memoria di osservazione. Magari notiamo un neo che prima non c'era oppure c'era ma ora è aumentato di dimensione, si è sollevato o, peggio ancora, sanguina. Questi sono dei campanelli d'allarme per i quali rivolgersi dal dermatologo”.

Non tutti possono permettersi il dermatologo privato, cosa prevede il Sistema sanitario nazionale?

“Oltre al medico di famiglia che può visitare e scrivere una impegnativa, ci sono gli ospedale attrezzati per problematiche di questo tipo. Ma anche le Asl con dermatologi o ambulatori convenzionati. Certo, il Ssn è in sovraccarico ma, specificando il motivo della visita, si può essere assistiti”.

La crema solare anche nei bambini, ma solo dopo una certa età, giusto?

“Fino ai 6 mesi c'è il divieto assoluto di esposizione al sole. Poi, si può passare ad alcuni filtri di ossido di zinco e solo successivamente alle creme solari. La regola è sempre quella: evitare le ore più calde. Con un bimbo piccolo alle 11 bisogna andare a casa, poi magari si torna nel tardo pomeriggio. Ci tengo a ribadirlo poiché sono proprio le scottature in età infantile e adolescenziale a poter causare i melanomi. Possono bastare 4-5 scottature”.

La crema solare va messa anche d'inverno?

“Sì, è consigliato".

Rimaniamo sulle creme. Se io leggo ‘protezione 50’ cosa vuol dire?

“Vuol dire che passa un 1/50 dei raggi solari. Ciò significa che non sei veramente protetto al 100%, infatti ci abbronziamo anche con la crema solare. Vorrei far capire questo a chi dice che poi torna dalla vacanza come una mozzarella: non è vero. E poi si parla spesso di medicina estetica, di trattamenti peri ringiovanire la pelle. La crema solare è la miglior difesa perché se ti proteggi bene da giovane, poi invecchierai con più dignità, avrai meno macchie”.

Quale protezione mettere?

“Il consiglio generale che do io è: mettere 50, poi ridurre a 30. Meno di 30 è inutile, in sostanza è una crema idratante. I bambini, invece, devono continuare con la 50”.

Dove acquistarle?

“In farmacia. Io mi affido sempre a quelle poiché si tratta solitamente di grandi multinazionali che devono seguire in modo rigoroso i protocolli di sicurezza”.

Anche il cantante Salmo, senza citare direttamente la dottoressa, ha espresso un parere analogo.

“Salmo, che appunto è un cantante e non un medico, evidentemente non mette correttamente la crema solare oppure ha una predisposizione genetica”.

Come facciamo a sapere se siamo predisposti?

“Innanzitutto informandoci se, in famiglia, qualcuno ha avuto un tumore della pelle. E poi con la mappatura dei nei di cui parlavamo poco fa”.

Lui ha parlato di carcinoma basocellulare. Cos'è?

“Un tumore che parte da altre cellulare, cioè quelle basali, ovvero cellule presenti tra epidermide e derma”.

Diversi medici hanno segnalato la dottoressa Rasio all’Ordine. Lei lo ha fatto o lo farà? 

“Certo. Io e tutta l'associazione Me.Di.Sci. (associazione divulgatori medici e sanitari italiani, ndr) l'abbiamo già segnalata, per il semplicissimo motivo che abbiamo reputato che il suo messaggio sia molto rischioso per la salute delle persone. Ci ha dato idea che lei avesse bisogno di altri pazienti. Siccome noi non abbiamo bisogno che i nostri pazienti diventino pazienti oncologici, abbiamo ritenuto opportuno farlo”.

Dossier è la sezione di inchieste esclusive in abbonamento di Today.it. Se vuoi sostenere il nostro lavoro giornalistico e abbonarti, clicca qui.

Leggi gli altri Dossier di Today.it

7 minuti di lettura