24 Hour Overnight Challenge, sfida social fatta da sorelle scomparse
Secondo quanto ricostruito, le bambine all’insaputa del padre, si sono intrufolate nel negozio dove poi sono state ritrovate, approfittando delle operazioni di chiusura, con il preciso intento di passare la notte all’interno
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Le indagini sul caso delle due sorelline scomparse a San Cataldo, in Sicilia, il 18 settembre e ritrovate quasi 24 ore dopo, stanno vagliando l'ipotesi che dietro la sparizione ci fosse l'idea di imitare una challenge vista su YouTube e sui social. Le bambine, che erano state ritrovate all'interno di un negozio poco distante dalla loro abitazione, restano in comunità insieme agli altri quattro fratellini, in attesa delle determinazioni del Tribunale per i minorenni.
La sfida social
Secondo quanto ricostruito, le bambine all’insaputa del padre, si sono intrufolate nel negozio dove poi sono state ritrovate, approfittando delle operazioni di chiusura, con il preciso intento di passare la notte all’interno. Ricostruita dai carabinieri anche la motivazione a fondamento del gesto, maturato, come dichiarato dalle stesse bambine, per emulare un'analoga pratica vista sulla piattaforma Youtube e sui canali social di diversi influencer. In questi video i protagonisti descrivono ai propri followers l’esperienza di nascondersi all’interno di negozi, magazzini o altre tipologie di luoghi eludendo le misure di sicurezza, restarvi tutta la notte e uscirne l’indomani senza essere scoperti. Alcuni di questi contenuti, come accertato durante l’analisi delle navigazioni effettuate sui dispositivi nella disponibilità delle minori, contano milioni di visualizzazioni. Proprio la reiterata visione di video su questo tipo di challenge da parte di una delle due bambine ha fatto maturare il proposito di riprodurre la "sfida" ed emulare gli influencer, coinvolgendo nella condotta anche la sorellina.
La titolare dell’esercizio, al momento della riapertura pomeridiana, si sarebbe accorta della presenza delle due minori allertando i Carabinieri.
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Cosa prevede la sfida
Secondo la cosiddetta "24 Hour Overnight Challenge" bisogna entrare in un negozio prima della chiusura e nascondersi in modo tale da non farsi trovare così da aspettare che il personale se ne vada e abbassi le serrande. A quel punto, si filma la propria sfida di una notte per poi pubblicare il video sui social. La challenge si sarebbe diffusa già dal 2016, riporta Il Corriere della Sera: il primo sarebbe stato Ireland Boys Productions, con un famoso video girato all'interno di un punto vendita Target. La sfida sarebbe poi diventata globale su YouTube. Il Wall Street Journal aveva raccontato la situazione in un articolo del 2018.
In Italia hanno replicato la challenge Vito Pirone (noto come PirlasV), Gianmarco Zagato, i TheShow. I Me contro Te hanno invece prodotto un video, in collaborazione, sulle 24 ore trascorse in un punto vendita di una catena di giocattoli.
L'appello del procuratore
Il procuratore per i minorenni di Caltanissetta Rocco Cosentino ha lanciato un appello ai ragazzi e ai genitori sui rischi della rete. "I social fanno parte della vita dei nostri ragazzi, sono luoghi di incontro, di espressione e di conoscenza, ma usarli richiede consapevolezza perché dietro uno schermo possono nascondersi rischi concreti: cyberbullismo, adescamento, diffusione incontrollata di immagini personali". "Dobbiamo aiutare i giovani a comprendereche ogni parola, ogni foto, ogni condivisione può avere conseguenze reali per sé e per gli altri. Il rispetto della persona vale online come nella vita quotidiana. Famiglie, scuole e istituzioni hanno il compito di ascoltare, educare e costruire fiducia". Infine l'appello diretto ai ragazzi: "Se qualcosa vi spaventa, vi umilia o vi mette a disagio, parlatene con un adulto di fiducia. Chiedere aiuto è un gesto di coraggio. Nessuno deve sentirsi solo davanti ai rischi della rete".