Corse in barca sotto costa, in due mesi 550 denunce: «Violate le aree protette»

Il bestiario di chi va per mare è lungo e vario. Basta dare un’occhiata ai verbali notificati dalla Guardia Costiera lungo la costa campana per rendersi conto che ci sono al timone vero e propri barbari che con estrema disinvoltura mettono a repentaglio la loro vita e quella degli altri. I militari dell’ammiraglio ispettore Giuseppe Aulicino, direttore marittimo della Campania, hanno avuto disposizioni ferree: quando la prevenzione non basta più, punire e punire con durezza. La condotta più sgradevole e più pericolosa è la navigazione ad alta velocità lungo la costa senza rispettare i limiti: 200 metri dagli arenili, 100 metri dalla costa alta. In pratica il campionario messo in pratica lungo la costa di Punta Campanella da un giovani che governava la barca lanciata a tutta velocità con i piedi. I marinai di Compamare Castellammare stanno ancora svolgendo indagini e interrogando charteristi: il bullo del mare, come lo ha dipinto la Presidente dell’Area Marina Protetta di Punta Campanella, Carolina Mazzella, dovrebbe avere le ore contate e non si esclude un provvedimento radicale al suo carico, come il ritiro della patente nautica. Intanto la Guardia Costiera in collaborazione con la Guardia di Finanza, Polizia e Carabinieri intensificheranno ulteriormente i controlli in vista del ponte di Ferragosto. Lo stesso prefetto, Michele di Bari, segue costantemente la situazione e vuole continui aggiornamenti.

L’informativa

I dati riassuntivi di Mare Sicuro sono, comunque, molto preoccupanti. Nel solo compartimento di Napoli della Guardia Costiera sono stati effettuate 427 verbalizzazioni per navigazione in acque protette perché riservate alla balneazione. La stessa infrazione è stata rilevata 288 volte nel compartimento di Salerno che arriva fino a Sapri; 123 volte da Comoamare Castellammare che va da Rovigliano ai confini con Positano. E, 4 volte nel compartimento di Torre del Greco. Insomma una enormità. Brividi provocati spesso da abusi di sostanze stupefacenti e alcool che, soprattutto nelle ore pomeridiane, viene versato continuamente agli ospiti. Comportamenti che fanno male e mettono in cattiva luce, come ha sottolineato la stessa presente dell’Amp di Punta Campanella, chi svolge il lavoro con serietà ed offre hai turisti l’opportunità di passare una giornata indimenticabile in assoluta sicurezza.

L’escalation

Il boom dei charter è diventato esponenziale negli ultimi anni. Le flotte si sono ingrandite a dismisura ed è stato necessario reclutare anche giovani inesperti, magari con l’esame della patente nautica appena superato. E qui si apre il solito tormentato capitolo delle patenti nautiche semplici che autorizzano a portare in barca anche dieci persone mentre un Ncc, che lavora su strada, per cinque persone deve aver sostenuto una prova abilitativa speciale. È più facile sfrecciare con una barca in mare che con un mini van in autostrada? Secondo noi no. Il legislatore prima o poi dovrà affrontare questo problema e sancire una volta per tutto che il charter è un servizio pubblico di trasporto e va regolamentato.

Queste indicazioni sono arrivate puntuali da molti osservatori dopo la morte di Adrienne Vaughan, 45 anni, turista britannica morta a Furore il 4 agosto 2023 perché tranciata da un’elica; dopo la tragedia di Cristina Frazzica, 30 anni, di Voghera travolta e uccisa mentre era in kayak a Posillipo il 9 giugno 2024; dopo il giallo della morte Luigi Belardo, 54 anni, operaio originario di Casandrino ma residente nel Ravennate: morto a Puolo il 12 luglio 2026 perché colpito da un’elica. Questo gli ultimi tre casi, ma l’elenco è lungo, lunghissimo. Il mare, gli spazi ampi, la gioia di una giornata di riposo si può trascurare in una tragedia in pochi secondi. L’ammiraglio ispettore Giuseppe Aulicino, con i capi di tutti i compartimenti raccomandano la massima attenzione è rivolto a tutti gli utenti del mare: bagnanti, diportisti, subacquei, pescatori e operatori del settore marittimo, affinché le giornate di vacanza rimangano un momento di sereno svago, evitando spiacevoli incidenti. Si ricorda che il primo e più efficace strumento di prevenzione è il senso di responsabilità, il rispetto delle regole e l'evitare qualsiasi forma di imprudenza. La maggior parte degli eventi critici, infatti, deriva spesso dalla superficialità, dalla scarsa conoscenza delle norme basilari di sicurezza o dalla mancata preventiva consultazione dei bollettini meteomarini. In particolare, le attività diportistiche, sportive e ludico-ricreative devono essere svolte nel pieno rispetto della vigente normativa che le disciplina, in osservanzadel comune buon senso e tenendo conto, altresì, che il mare è, di per sé, un elemento naturale che deve essere sempre rispettato, goduto e mai sfidato con superficialità, improvvisazione ed imperizia.