Cornacchia aggressiva, dopo la guerra al volatile scatta il piano per ridurre i piccioni: si inizia con il censimento

PORDENONE - Pordenone e gli uccelli di città continuano ad avere un rapporto a dir poco conflittuale. Chiusa la parentesi della cornacchia più famosa d’Italia, adesso tocca ancora una volta ai piccioni. Non c’è da preoccuparsi, per ora non è stata emanata nessuna ordinanza di abbattimento, solamente uno studio da 5.856 euro, affidato all’associazione udinese Acquirenti Aps. L’oggetto è un servizio di monitoraggio per il controllo dei colombi di città, i Columbia livia che da piazza XX Settembre a corso Vittorio Emanuele hanno preso possesso del centro storico. La determina che lo dispone non usa mezzi termini, e definisce la convivenza uomo-colombo ormai «difficilmente gestibile», con il volatile metropolitano visto come «crescente fonte di problematiche». Tra queste il guano, che corrode e imbratta le facciate degli edifici storici e il patrimonio artistico-monumentale. Ci sono poi gli aspetti economici e le conseguenze che l’ampia dispersione dei colombi di città nelle campagne vicine determina a carico di produzioni agricole, senza contare il potenziale rischio di patologie interspecifiche che possono interessare l’uomo, un rischio che il Comune vuole minimizzare soprattutto vicino a scuole e dehors. 

Il piano

Ma non è un problema che riguarda solo il pordenonese. Dietro l’affidamento c’è il piano di controllo del colombo di città approvato dalla Regione Friuli Venezia Giulia lo scorso ottobre, che punta alla tutela dell’igiene e del decoro urbano e vuole eliminare i possibili veicoli di diffusione di patologie, fornendo ai Comuni le linee guida tecnico-scientifiche per ridurre la densità dei piccioni nel rispetto del benessere animale e della salute pubblica. Per questo il Comune, in coerenza con il piano regionale, ha deciso di ripartire da un nuovo censimento, per poi individuare interventi di contenimento «con metodi ecologici e rispettosi della biodiversità». 
A inizio anno erano stati censiti circa 1.055 esemplari in soli 24 chilometri monitorati, pari a 1.370 colombi per chilometro quadrato, più del triplo della soglia di sostenibilità indicata dagli esperti. Nei mesi scorsi era già stato sperimentato un metodo di contenimento non cruento, a base di mangime anticoncezionale (l’Ovistop), che blocca la fertilità delle uova. Rispetto alla primavera, in estate la situazione sembrava essere leggermente migliorata. Non abbastanza, evidentemente. Anche i cittadini devono fare la propria parte. Resta il divieto di dare da mangiare ai piccioni, pena sanzioni da 50 a 500 euro, ed è importante anche la collaborazione dei baristi, che devono evitare di lasciare resti delle consumazioni sui tavolini dei dehors.