Corea del Nord, blindati con i cannoni puntati verso Sud. E lo slogan sui veicoli militari è anche un messaggio a Trump
Obici nordcoreani vicini al confine, puntati verso la Corea del Sud. Le tensioni tra la Corea del Nord e Seul si sono di nuovo impennate dopo che Pyongyang ha inviato una lettera al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, ribadendo le accuse secondo cui Seul avrebbe inventato l'incidente della mina antiuomo di settembre. Da qui, forse, la dimostrazione di forza: l'impatto delle immagini è incredibile. Tre blindati posizionati in bella vista vicino alla frontiera e fotografati da un osservatorio in Corea del Sud che si affaccia sul confine militarizzato, con una scritta ben visibile: «Distruggete gli aggressori imperialisti statunitensi, i nemici giurati del popolo coreano».
L'agenzia di stampa sudcoreana Yonhap ha confermato lunedì la presenza dei tre veicoli militari come obici semoventi da 122 mm, affermando che il loro dispiegamento vicino al confine rappresentava una «rara dimostrazione pubblica di tale artiglieria». I tre veicoli blindati nordcoreani avevano le canne dei cannoni puntate verso sud e un testimone di Reuters ha anche osservato circa 20-30 soldati nordcoreani intenti a eseguire lavori all'interno della zona demilitarizzata. «È estremamente insolito per la Corea del Nord esporre in modo così evidente la propria artiglieria semovente», ha detto Lim Eul-chul, professore all'Università di Kyungnam a Seul. «Mostrandola deliberatamente, Pyongyang sta segnalando con i fatti, e non con le parole, la sua intenzione di imporre la propria politica di confine con la forza piuttosto che con il dialogo o la negoziazione». L'agenzia di stampa statale nordcoreana KCNA ha riferito che, nella lettera inviata domenica, il rappresentante del Paese presso le Nazioni Unite ha spiegato che Seul stava "usando" l'incidente della mina antiuomo per dipingere la costruzione del confine da parte di Pyongyang come un'incursione militare. Nella lettera, la Corea del Nord ha avvertito che le violazioni della sua sovranità potrebbero innescare misure di autodifesa e che la Corea del Sud sarebbe «pienamente responsabile di tutte le conseguenze che ne deriverebbero».

Le foto delle esercitazioni nordcoreane
La lettera è una risposta a un documento inviato la scorsa settimana dalla Corea del Sud al Consiglio di Sicurezza, nel quale si affermava che l'esplosione del 21 settembre nella zona demilitarizzata era stata causata da truppe nordcoreane e costituiva una violazione dell'accordo di armistizio della guerra di Corea.
Il Comando delle Nazioni Unite, che sovrintende alla DMZ, ha detto che una mina nordcoreana posizionata oltre la linea di confine ha violato l'armistizio. Pyongyang, dal canto suo, ha negato ogni responsabilità.
Nella sua lettera, la Corea del Nord ha inoltre ribadito le accuse secondo cui la Corea del Sud avrebbe aperto il fuoco contro il personale nordcoreano, definendo l'accaduto una violazione della Carta delle Nazioni Unite, che «vieta la minaccia o l'uso della forza contro l'integrità territoriale di un altro Stato». Seul ha dichiarato che il suo esercito diffonde messaggi e spara colpi di avvertimento per respingere i soldati nordcoreani oltre la linea di demarcazione militare, che divide in due la DMZ.
L'agenzia Yonhap ha inoltre riferito domenica che le truppe nordcoreane stavano conducendo esercitazioni sulla costa della contea di Kaepung, a circa 1,5 km dall'osservatorio da cui poi sono stati visti gli obici.
Nel 2015 si verificò un incidente simile in cui soldati sudcoreani rimasero feriti da mine nordcoreane. In seguito, Seul riprese le trasmissioni radiofoniche anti-nordcoreane attraverso la zona demilitarizzata, scatenando una situazione di stallo militare. La situazione di stallo si concluse poi con un accordo tra le due Coree.
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