Coperion, fumata nera in Regione. Arrivano altre 40 ore di sciopero. Ma c’è l’advisor: reindustrializzare

La parola "reindustrializzazione" entra per la prima volta in modo esplicito nella vertenza Coperion. Ma lo spiraglio aperto ieri al tavolo regionale non basta a fermare la mobilitazione. La dirigenza ha prospettato l’ipotesi di affidare a un advisor un mandato per individuare una strada di reindustrializzazione del sito, mentre i sindacati continuano a chiedere come condizione di partenza il ritiro della procedura di licenziamento collettivo. E, al termine del confronto, i lavoratori hanno risposto confermando lo stato di agitazione e con altre 40 ore di sciopero.

È l’ultimo capitolo, per ora, di una vicenda che da settimane tiene con il fiato sospeso decine di famiglie e che ha mobilitato istituzioni, sindacati e politica. La crisi è esplosa a luglio con l’annuncio della società di voler procedere alla cessazione dell’attività e con l’apertura della procedura di licenziamento collettivo.

Da allora, attorno alla vertenza, si è sviluppata una fitta rete di iniziative per cercare di salvaguardare il presidio produttivo e l’occupazione. Il primo passaggio è stato quello sindacale, con l’apertura del confronto con l’azienda e la richiesta di fermare la procedura. Poi sono arrivati gli interventi delle istituzioni locali e regionali, fino al tavolo di crisi convocato in Regione il 3 agosto. In quella sede era emersa la disponibilità dell’azienda a proseguire l’attività ancora per alcuni mesi, ma il confronto sulla salvaguardia occupazionale non aveva prodotto il risultato atteso dai lavoratori.

Da qui la richiesta, rimasta centrale, di individuare un soggetto incaricato di accompagnare una possibile reindustrializzazione e di garantire continuità al sito. Le organizzazioni dei lavoratori avevano chiesto il ritiro dei licenziamenti e un mandato chiaro a un consulente in grado di lavorare alla ricerca di una soluzione industriale. Di fronte alla mancata intesa è arrivato lo sciopero del 9 settembre, con i lavoratori scesi nuovamente in presidio.

Ieri il nuovo tavolo regionale. E qui è arrivata la novità. La dirigenza ha prospettato "l’ipotesi di affidare un mandato di reindustrializzazione a un advisor", un consulente già conosciuto dalle istituzioni regionali per aver seguito altre crisi sul territorio. Per i sindacati, però, l’apertura non è ancora sufficiente. Perché, sottolineano, "i contorni e i reali termini di questo potenziale affidamento rimangono del tutto fumosi, ambigui e privi di concretezza".

Il punto è capire cosa dovrebbe fare concretamente l’advisor. "Quale sarà il vero mandato? Quali compiti gli verranno realmente assegnati?", chiedono le organizzazioni sindacali, che hanno formalmente domandato un incontro con il consulente per conoscere "gli incarichi specifici che gli verranno affidati e le reali prospettive industriali in campo".

Resta poi il nodo più pesante, quello dei licenziamenti. La posizione sindacale non è cambiata: "il ritiro immediato della procedura di licenziamento collettivo" viene indicato come "la precondizione indispensabile" per garantire la continuità del sito e consentire l’attivazione di un ammortizzatore sociale. L’azienda, invece, non avrebbe accettato di revocare la procedura, limitandosi a prospettare una "sospensione" temporanea di 60 giorni nell’invio delle lettere.

L’assessore regionale al Lavoro Giovanni Paglia, che ha chiesto formalmente alla società di riconsiderare le rivendicazioni sindacali e ha riconvocato il tavolo entro una settimana. Un passaggio considerato decisivo dalle organizzazioni dei lavoratori, che chiedono per il prossimo incontro "risposte chiare, definitive e non più rinviabili". Resta anche la richiesta di convocazione urgente al tavolo del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Intanto, sotto i palazzi della Regione, i lavoratori hanno atteso l’esito del confronto. Le aperture sulla reindustrializzazione non sono bastate a rassicurare una platea ormai esasperata dall’incertezza. L’assemblea ha quindi deliberato la prosecuzione dello stato di agitazione e proclamato "un nuovo pacchetto di 40 ore di sciopero da articolare nei prossimi giorni".