Controllore del bus accerchiato e aggredito: il dipendente Svt aveva ripreso un giovane che azionava l'uscita di emergenza

VICENZA - Controllore del bus riprende un giovane che continua ad azionare l'uscita di emergenza del bus e viene accerchiato e aggredito. È accaduto nella mattinata di ieri, lunedì 19 ottobre, cittadella degli studi a Vicenza poco prima del suono della campanella e dell'ingresso degli studenti in classe.

Il dipendente di Svt - Società Vicentina Trasporti - sarebbe stato circondato da una decina di persone e successivamente sarebbe stato aggredito. I giovani gli avrebbero persino schiacciato il volto sull'asfalto.

Il presidente Svt Marco Sandonà: «Non una bravata, ma un’aggressione»

«Si tratta chiaramente di un episodio inqualificabile, che mi auguro possa trovare la condanna ferma e unanime da parte di tutti. Non si è trattato di una bravata, ma di un’aggressione vera e propria - ha dichiarato il presidente Svt Marco Sandonà -. «Il richiamo al rispetto delle regole di viaggio, e nel caso specifico all’utilizzo appropriato dei dispositivi di emergenza, è un elemento basilare per il funzionamento stesso del trasporto pubblico locale. Come SVT provvederemo a sostenere il nostro dipendente vittima dell’aggressione e ad intraprendere tutte le azioni opportune a tutela sua, ma anche dell’Azienda e di tutti gli altri nostri dipendenti. In questi casi è importante evitare ogni forma di strumentalizzazione, ma penso sia condivisibile che questo episodio si innesta in un clima di crescenti tensioni nei confronti del trasporto pubblico locale, forse esacerbato anche da ciò che stiamo vedendo accadere in Italia e in Europa. Cii auguriamo che i responsabili possano essere identificati, ricordo a questo riguardo che tutti i nostri mezzi sono dotati di un sistema di videosorveglianza, ma auspico anche che quanto accaduto venga colto come un segnale circa la necessità di abbassare i torni»

Solidarietà della Filt Cgil di Vicenza 

Anche la Filt Cgil di Vicenza ha espresso solidarietà e vicinanza al lavoratore: «Come Filt di Vicenza, la quale rappresenta le lavoratrici e i lavoratori del trasporto pubblico sentiamo il dovere di evidenziare due questioni che non possono più essere ignorate. La prima riguarda il clima sociale che si sta deteriorando giorno dopo giorno. 
Chi opera nei controlli, nella verifica dei titoli di viaggio e nella vigilanza a bordo dei mezzi pubblici viene sempre più spesso percepito come un nemico da aggirare, insultare o addirittura aggredire. È un fenomeno che va ben oltre il trasporto pubblico: assistiamo quotidianamente a episodi di violenza e intolleranza nei confronti di chiunque eserciti un'autorità o chieda il rispetto delle regole. Un tempo chi veniva trovato senza biglietto protestava magari contro la sanzione, ma finiva per accettarla. Oggi assistiamo troppo spesso al tentativo di sottrarsi a qualsiasi responsabilità, con persone convinte che il rispetto delle regole sia facoltativo. Eppure gli stessi cittadini che pretendono di viaggiare gratuitamente o di pagare meno del dovuto non si sognerebbero mai di entrare in un bar chiedendo cappuccino e brioche al prezzo di un caffè, o pretendendo di consumare senza pagare. Sul trasporto pubblico, invece, sembra essersi diffusa l'idea che il biglietto sia opzionale e che chi lo controlla sia il problema.  La seconda questione riguarda l'organizzazione del servizio e la sicurezza dei lavoratori.  Da anni denunciamo l'assurdità di inviare due soli verificatori a controllare autobus che nelle ore di punta trasportano 130, 140 o addirittura 150 persone. Pensare che due lavoratori possano verificare efficacemente mezzi così affollati, gestire eventuali irregolarità, prevenire fughe, affrontare comportamenti aggressivi e garantire la propria sicurezza significa ignorare la realtà quotidiana. I lavoratori si trovano sempre più spesso a fronteggiare situazioni ingestibili: utenti che si sottraggono ai controlli, spintoni, persone che scendono forzando il passaggio o addirittura utilizzando gli sblocchi d'emergenza delle porte. È evidente che in queste condizioni il controllo diventa spesso una corsa ad ostacoli destinata a perdere efficacia e credibilità. 
Non è accettabile che il problema venga giustificato ogni volta con la mancanza di personale. Se il personale non è sufficiente, allora occorre assumere, investire e riorganizzare il servizio. Non si può continuare a chiedere ai lavoratori di compensare con il proprio sacrificio personale e con l'esposizione a rischi sempre maggiori le carenze strutturali di questo settore. La Filt Cgil chiede che siano individuati rapidamente i responsabili di questa aggressione e che vengano adottati tutti i provvedimenti necessari nei loro confronti. Chiediamo inoltre a SVT, alle istituzioni locali, al mondo della scuola di aprire immediatamente un confronto sulla sicurezza del personale viaggiante e dei verificatori.  Chiediamo inoltre a SVT di garantire la tutela legale al lavoratore e di aggiornare il DVR (Documento di Valutazione dei Rischi) per il riconoscimento dell’infortunio. Tale documento, oramai, deve inserire misure di prevenzione per ridurre o eliminare anche questi episodi. Perché la tutela del trasporto pubblico non può gravare esclusivamente sulle spalle dei lavoratori. Le lavoratrici e i lavoratori hanno diritto a svolgere il proprio lavoro in condizioni di sicurezza con strumenti adeguati e anche con il sostegno concreto dell'azienda e delle istituzioni. La solidarietà è doverosa. Ma la solidarietà, da sola, non basta più. Servono interventi concreti prima che il prossimo episodio abbia conseguenze ancora più gravi».