Conte torna a sfidare gli alleati del campo largo: "Basta armi a Kiev, l’Italia guidi la svolta negoziale"

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Redazione 19 settembre 2026 18:29

Foto di repertorio (LaPresse)

"Con la guerra non andiamo da nessuna parte. Le armi allontanano la pace". Giuseppe Conte rilancia la linea del Movimento 5 Stelle contro l’invio di armamenti all’Ucraina e chiede che l’Italia si faccia promotrice di una nuova iniziativa diplomatica. Il presidente del M5s è intervenuto a Milano dal palco di “Nova”, il percorso partecipativo avviato dal partito per definire le proposte programmatiche da portare al centrosinistra. E le sue parole sono destinate a far discutere in un campo largo che, proprio nella politica estera, vede i suoi maggiori punti di frattura fra i differenti leader e le differenti sensibilità.

Il richiamo al "popolo europeo" e il no al riarmo 

Conte ha respinto il rischio che Roma possa rimanere isolata in Europa qualora decidesse di interrompere il sostegno militare a Kiev. "Sulla costruzione di percorsi di pace e di sicurezza vera, cioè quella cooperativa e non quella della deterrenza militare, non saremo mai soli", ha affermato. Secondo il leader pentastellato, una scelta italiana potrebbe anzi innescare un cambiamento più ampio: "La popolazione europea sono sicuro che ci appoggerà. Se l’Italia sarà capofila e protagonista di questa svolta, saremo contagiosi, perché quando hai coraggio e una visione chiara sai essere contagioso".

Per Conte, dopo quattro anni e mezzo di guerra è arrivato il momento di cambiare strategia. "La scommessa militare l’abbiamo vista", ha detto, sostenendo la necessità di imprimere "un valore aggiunto alla svolta negoziale". Il presidente del M5s ha quindi ribadito il no all’aumento delle spese militari: "C’è la necessità di investire dove davvero ci sono i bisogni dei cittadini, delle famiglie e delle imprese. No a un’economia di guerra, no al riarmo".

L’ex presidente del Consiglio ha contrapposto le risorse destinate agli armamenti agli investimenti realizzati durante la pandemia. "Nel momento di massima sofferenza del Paese abbiamo creato i presupposti per costruire cantieri di speranza, asili nido e scuole e per rafforzare la ricerca, le università e l’innovazione: non cantieri di guerra e arsenali pieni di armi".

La sfida per la leadership a sinistra 

Il palco di Milano è stato anche l’occasione per tracciare un bilancio di Nova. Secondo i dati citati da Conte, al progetto hanno preso parte 17mila persone attraverso circa duemila tavoli di lavoro organizzati in tutta Italia. Quasi la metà dei partecipanti non sarebbe iscritta al Movimento.

"Questo percorso lo avete fatto voi, lo abbiamo fatto insieme", ha sottolineato Conte, parlando di “piazze di dialogo e democrazia”. Dalle proposte raccolte emergerebbe soprattutto la volontà degli aderenti di incidere sulle decisioni del partito: "Volete decidere e volete finalmente trasformare questo Paese".

La scelta di concludere il percorso a Milano e in Lombardia, ha spiegato ancora il leader del M5s, ha un preciso valore politico ed economico. "Questa è la capitale economica d’Italia. In questo momento abbiamo crescita zero e intere filiere in difficoltà". Da qui, ha concluso Conte, il Movimento vuole ripartire per dimostrare di essere "una comunità forte" e costruire la propria proposta per l’alleanza di centrosinistra. Un'alleanza che, al momento una leadership chiara, né una sintesi programmatica. A partire dallo spinoso tema dell'aggressione russa all'Ucraina, una guerra che va avanti da oltre quattro anni.