Consiglio, sì al mutuo da 2 milioni con i voti di Forza Italia, Pd: "C'è nuova maggioranza"

Un mutuo da 2 milioni 255 mila euro come collante di una maggioranza che, numeri alla mano, è più larga di quella che si è presentata alle urne. Il Consiglio comunale di Siracusa ha approvato l’assestamento di bilancio con 19 voti favorevoli, 3 contrari e 5 astenuti, ma dietro la cifra tecnica si consuma un passaggio politico che pesa più del provvedimento in sé.

Il perimetro della maggioranza

Il nuovo prestito ventennale, reso possibile dall’estinzione di altri mutui in scadenza, ha finanziato la gran parte dei 28 emendamenti approvati in aula. E a sottoscriverli, oltre ai partiti che sostengono la giunta Italia – le liste del sindaco, quella di Edy Bandiera e l’Mpa – compaiono anche Forza Italia e la lista Insieme, che fa riferimento all’ex deputato leghista Giovanni Cafeo. Un perimetro di voto che va ben oltre la maggioranza formale, e che qualcuno in Consiglio, come il Pd, non ha esitato a leggere come l’ennesima prova di un consociativismo che a Siracusa è ormai prassi più che eccezione.

L’emendamento che compatta tutti

Il caso più chiaro è l’emendamento da 240 mila euro per l’illuminazione di via Luigi Monti e la riqualificazione di piazza San Francesco. Porta le firme di Leandro Marino – di Forza Italia, ma con una posizione ormai defilata dentro il partito – del presidente del Consiglio Alessandro Di Mauro, espressione dell’Mpa, e di Rabbito, in quota Insieme. Un asse trasversale che si è poi tradotto in un voto compatto: l’intero gruppo di Forza Italia e quello di Insieme hanno sottoscritto la proposta, di fatto certificando in aula una convergenza che va oltre la firma dei tre proponenti.

La linea di Forza Italia

Non è un dettaglio da poco. Nei giorni scorsi Forza Italia ha ricomposto le proprie fratture interne, riportando sotto un’unica linea i due tronconi in cui il gruppo si era diviso nei mesi scorsi. Una ricompattazione che arriva in un momento tutt’altro che casuale: all’orizzonte c’è un rimpasto di giunta, e mostrare compattezza, oltre che disponibilità a votare insieme alla maggioranza sugli emendamenti a effetto immediato sui territori, assomiglia a un segnale mandato al sindaco Francesco Italia più che a un atto di ordinaria amministrazione consiliare.

Pd: “Italia ha gettato la maschera”

In questo scenario, l’unico voto contrario compatto è arrivato dal Partito Democratico. Massimo Milazzo, Sara Zappulla e Angelo Greco hanno votato no all’intera manovra di assestamento, rivendicando in un comunicato una scelta di campo netta. Nel testo diffuso dal gruppo, Milazzo scrive che il sindaco Italia “ha definitivamente gettato la maschera” confermandosi “un uomo di destra”, forte dell’appoggio di Forza Italia, della lista Insieme legata a Cafeo e, come si legge nel comunicato, “del consigliere di Fratelli d’Italia rimasto in aula”.

La nuova maggioranza ed il manuale Cencelli

Il Partito Democratico punta il dito soprattutto sul metodo. “E’ un fatto che i gruppi di maggioranza e quelli di ex opposizione o di vera e propria nuova maggioranza hanno concertato di costruire tutti i loro emendamenti alla proposta di variazione del bilancio accendendo un nuovo mutuo di circa due milioni e trecentomila euro che graverà sulle spalle dei siracusani per i prossimi venti anni”

Nel comunicato si parla apertamente di “manuale Cencelli” per descrivere la spartizione dei proventi del mutuo tra i gruppi consiliari, con la sola eccezione dei dem, e si accusa la maggioranza allargata di ricorrere a “una politica di prebende e di corto raggio” in vista delle prossime scadenze elettorali. Una lettura che lega esplicitamente il voto di ieri al clima da campagna elettorale che si respira attorno al rimpasto.

C’è poi il merito delle scelte di spesa, che il PD contesta con altrettanta durezza. Per i consiglieri dem, distribuire a pioggia le risorse del mutuo su alberi, verde pubblico, parchi giochi e illuminazione, senza uno studio complessivo delle esigenze della città, rischia di produrre interventi scoordinati. Il riferimento è esplicito al caso di piazza Adda, dove un precedente intervento di piantumazione sarebbe stato compromesso da errori nella scelta del luogo e della specie arborea.

Resta il nodo politico di fondo: un mutuo che, nella tesi dem, tiene insieme un fronte che comprende la maggioranza di giunta e due forze – Forza Italia e Insieme – che formalmente non ne fanno parte.