Consenso informato, prosegue lo scontro sulla scuola. Gerosa: "Caos
TRENTO. "Quando la strumentalizzazione non ha limiti si sente di tutto. E soprattutto apprendo dalla stampa che avrei fermato i corsi alla sessualità organizzati nelle scuole da Asuit. Ritengo serva un po’ di chiarezza".
Dopo essersi fatta sentire attraverso i canali istituzionali (qui l'articolo), l'assessora all'istruzione Francesca Gerosa alza i toni dello scontro politico affidandosi ai propri canali social: il tema scottante è sempre quello del consenso informato nelle scuole che ormai da giorni monopolizza il dibattito politico e sociale trentino.
Dopo le accuse di Paola Demagri (consigliera provinciale di Casa Autonomia) che aveva espresso "profondo sdegno" per l’operato dell'assessorato e per le sue "scelte retrograde", con tanto di invito a "toglierle le deleghe", Gerosa ha voluto puntualizzare su alcune questioni ritenute tutt'altro che secondarie: "Ai fini della comparazione e della valutazione dei titoli posseduti e della comprovata esperienza professionale, scientifica o accademica nelle materie oggetto dell'intervento, come previsto dalla nuova legge nazionale, abbiamo definito in circolare che Asuit rientra tra i soggetti di riferimento. Questo significa che la professionalità e la rilevanza scientifica dei progetti proposti da Asuit non sono mai state messe in discussione, e questi mai bloccati, come invece qualcuno tendenziosamente vorrebbe fare credere".
"Ecco pertanto cosa è realmente successo: 'una persona' all’interno di Asuit, a titolo del tutto personale, dopo averci chiesto di disapplicare la legge, senza alcuna condivisione e in piena libertà ha deciso di comunicare alle scuole l’interruzione dei progetti, generando il caos di cui stiamo leggendo sui giornali in questi giorni. L’Azienda nella giornata di ieri ha già fatto ufficialmente chiarezza sulle reali posizioni con apposito comunicato (qui l'articolo, ndr), visti i confronti che già erano stati avviati nei mesi estivi con il Dipartimento Istruzione. Ho comunque chiesto conto di quello che ritengo essere stato un atteggiamento inaccettabile oltre che a dir poco irresponsabile".
"A chi si focalizza invece sulle tempistiche - prosegue Gerosa - ricordo che il decreto, diventato legge a giugno, era stato approvato dal Consiglio dei Ministri più di un anno fa, e che già allora ne avevo dichiarato pubblicamente il sostegno, quindi con ampio preavviso. La legge poi è risultata direttamente applicabile nell’ambito del sistema educativo provinciale, proprio in virtù dell’interpretazione del quadro normativo provinciale e statale. Per quanto riguarda le indicazioni operative di una posizione nota da tempo, sono arrivate alle istituzioni scolastiche a scuola avviata perché non potevano essere date prima dell'approvazione della legge e dei dovuti approfondimenti, compresa l'analisi della circolare del Ministro emanata il 23 settembre. Non si può parlare di un fulmine a ciel sereno".
"Suggerisco quindi a tutti - conclude l'assessora - di andare alla fonte prima di creare inutili allarmismi, perché questi sì danneggiano gli studenti. A chi nella sinistra chiede mi siano tolte le deleghe all’istruzione dico che questa richiesta è diventata talmente ordinaria che ormai non fa quasi più notizia. A scanso di equivoci ribadisco che restano ferme, perché politicamente condivise, tutte le disposizioni previste dalla norma, e le famiglie potranno visionare i materiali didattici e conoscere contenuti, obiettivi e modalità delle attività".