Condizionatori in Italia, in che regioni sono più diffusi

Introduzione

Con le ondate di caldo di quest'estate 2026, rinfrescare gli ambienti domestici è diventata una priorità di gran parte degli italiani. E la scelta, specialmente per le abitazioni, ricade sempre più sui condizionatori: una macchina che fino a pochi anni fa era nelle case di pochi privilegiati ma che ora occupa le stanze di sempre più italiani. 

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Quello che devi sapere

Una famiglia su due ha un condizionatore

Secondo il report Istat “Multiscopo sulle famiglie: aspetti della vita quotidiana”, fino a cinque anni fa solo una famiglia su tre aveva un condizionatore in casa. Poi, dal 2021 al 2024, si è registrato un aumento significativo, dal 32,6% al 40,4%. Secondo i dati aggiornati a gennaio 2026, più di un nucleo familiare su due, per la precisione il 55,1%, ha installato nella sua abitazione un impianto di condizionamento. 

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I tempi di utilizzo

L’utilizzo degli impianti di aria condizionata varia da città a città e dipende anche dalla composizione del nucleo familiare. Nei mesi più caldi, i condizionatori rimangono accesi in media 6 ore e 17 minuti al giorno: circa tre ore nel pomeriggio, poco più di due ore la notte e circa un'ora la mattina. Quelli centralizzati o autonomi restano in funzione più a lungo (7 ore e 11 minuti) rispetto agli apparecchi singoli di solo raffreddamento (6 ore e 7 minuti) o di caldo/freddo (6 ore e 1 minuto). Tempi che diminuiscono quando in casa si trovano anziani, bambini o persone fragili che potrebbero risentire dell’uso prolungato dei condizionatori. 

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Le regioni con più condizionatori

I condizionatori sono più diffusi in alcune regioni e meno in altre. A fare la differenza non è la collocazione geografica: le regioni con più impianti sono infatti quelle non solo più calde ma anche più umide. La Sicilia, ad esempio, è quella con maggior numero di macchinari, il Veneto si trova al terzo posto, seguito molte posizioni dopo dalla Campania. Le regioni dove il clima è maggiormente secco o che godono del favore dell’altitudine, sono invece quelle con minor numero di condizionatori installati, ad esempio le province autonome di Trento, Bolzano e la Valle d’Aosta. 

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La classifica delle regioni

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Il caso sardo

In Sardegna, secondo i dati più aggiornati dell'Ufficio studi dell'organizzazione artigiana, ci sono 350mila impianti installati. Nell'Isola il 59,9% degli immobili utilizza il sistema di condizionamento caldo/freddo (ovvero la climatizzazione unica per estate e inverno), a fronte di una media italiana del 48,8%. All'interno di questa percentuale, l'82,9% sono pompe di calore fisse o portatili, il 13,2% sono condizionatori utilizzati solo per raffreddamento e il 3,9% è costituito da impianti centralizzati. "Oggi il climatizzatore non è più soltanto un apparecchio per combattere il caldo, ma un vero e proprio impianto per il comfort domestico", osserva Giuseppe Tatti, presidente provinciale degli impiantisti di Confartigianato Nuoro Ogliastra. "Sceglierlo e utilizzarlo correttamente significa migliorare il benessere della famiglia, contenere i consumi e guardare con maggiore consapevolezza al futuro energetico delle nostre abitazioni".

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I costi

L’aumento dei condizionatori, però, comporta anche un maggiore consumo elettrico che, a sua volta, implica un incremento delle spese in bolletta. Il ventilatore, da un punto di vista economico, è la soluzione più vantaggiosa: con un assorbimento medio di circa 40 watt, richiede appena un centesimo di euro per ogni ora di utilizzo, quindi circa 9 centesimi in otto ore. Dall’altra parte, però, il ventilatore si limita a muovere l’aria e a dare sensazione di refrigerio senza ridurre la temperatura dell’ambiente. Il condizionatore fisso è quello più efficace per rendere la casa fresca e vivibile ma è anche il più costoso: con una potenza indicativa di 1.500 watt, richiede circa 42 centesimi per ogni ora di funzionamento, pari a circa 3,36 euro dopo otto ore.

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