Condizionatori dell'Agenzia delle Entrate rumorosi e sempre accesi, i residenti in rivolta: «Non riusciamo più a dormire»

VITTORIO VENETO Il caldo è asfissiante, ma il rumore è anche peggio. Soprattutto se a provocarlo è un ufficio pubblico. E' quanto accade in via Franceschi, e adesso i vicini sono in rivolta, punto da essersi già rivolti anche alla Polizia locale.

Al centro della vicenda è l'ufficio delle Entrate, che dal 2023 è arrivato in via Franceschi da Conegliano, con tanto di polemiche furiose da parte di quella amministrazione comunale che parlò di "scippo".

In realtà da tempo il Ministero lamentava l'inadeguatezza della sede coneglianese, in termini di spazio e funzionalità. Non si riuscì però negli anni a trovare un'alternativa valida. Il Comune di Vittorio Veneto si fece così avanti, offrendo le scuole elementari di San Pietro e Paolo, da poco dismesse a seguito del crollo delle nascite e della conseguente popolazione scolastica.

Il trasferimento

Le vecchie elementari sembravano la soluzione ideale, e infatti il Ministero approvò il trasferimento. Il Comune eseguì i lavori di adeguamento, compresi quelli antisismici, e nell'autunno di tre anni fa tutto fu pronto. Compreso l'impianto di condizionamento. Una cosa non da poco, date le dimensioni dell'edificio e le grandi superfici vetrate che certo non aiutano a mantenere freschi.

Il problema però è nato dal suo utilizzo. Le unità esterne di raffreddamento (le grandi ventole che di solito vengono piazzate all'esterno delle abitazioni, in terrazze e balconi) sono state infatti collocate sul retro della vecchia scuola.

In questo modo sono di fatto nascoste alla vista di chi arriva, ma sono però molto vicine alle abitazioni delle vie contermini. Non solo, secondo i vicini l'impianto viene fatto funzionare giorno e notte, per sette giorni alla settimana. Il rumore delle ventole è così continuo. Ma se di giorno in qualche modo è comprensibile e accettabile, diverso è il caso della notte, quando i vicini residenti aprono le finestre per poter avere un po' di refrigerio. Solo che accanto al fresco devono sorbirsi anche il rumore delle ventole. Un disagio non da poco, senza contare i costi.

Sempre funzionanti

I condizionatori, infatti, non vengono spenti praticamente mai, funzionando anche il sabato e domenica. Sempre.

Qualche vicino ha protestato, si è presentato all'ufficio delle Entrate facendo presente il disagio, ma è stato invitato a rivolgersi al Comune, proprietario dell'immobile. Così è andato in piazza del Popolo, dove però hanno fatto presente che in realtà la gestione dell'impianto non tocca a loro.

«Insomma non se ne viene fuori - spiega uno dei vicini facendosi portavoce di un disagio "collettivo" -. Come al solito nessuno è responsabile. E così siamo costretti a dormire con questo rumore continuo. Senza contare lo spreco di energia, che deve essere enorme». I residenti non sembrano intenzionati a mollare la presa, tanto che si parla anche di una petizione da presentare in Comune e alla direzione dell'Ufficio delle Entrate. Sempre che, prima, non arrivi l'autunno.