Concessioni e bandi: “Vantaggi agli hotel, diventerà una guerra e siamo pronti ai ricorsi”
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Ieri l’incontro a Roma tra i balneari e il ministero sul bando-tipo. Contestato il punteggio aggiuntivo per i confinanti e frontisti Vanni: “Sbagliato anche consentire rilanci sul canone demaniale”

Dall'incontro a Roma: "Diventerà una guerra, siamo pronti ai ricorsi"

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Rimini, 14 luglio 2026 – “Così non va. Se passa il bando-tipo nella parte relativa alle attività confinanti premiate nel punteggio, faremo ricorso”. Mauro Vanni, presidente di Confartigianato imprese balneari non fa melina e va dritto al punto, anche perché i tempi stringono. I Comuni si stanno muovendo mentre da Roma non arrivano decisioni definitive. Dopo l’incontro tra associazioni dei balneari e il ministero avvenuto ieri pomeriggio, ancora non si sa quando verrà emanato il bando-tipo per i rinnovi delle concessioni. Sul banco degli imputati i bagnini hanno messo una parte del documento nel quale vengono citati gli alberghi frontisti e titolari di una concessione demanaile e gli imprenditori che già gestiscono una concessione limitrofa o confinante. Se partecipassero al rinnovo di uno stabilimento potrebbero avere fino a 8 punti aggiuntivi per la propria offerta. Una bella mano, lamentano i bagnini “che finirebbe per scatenare una guerra di tutti contro tutti. A nostro avviso violerebbe anche il principio della concorrenza. Perché alcuni hotel si e tutti gli altri no? Perché un confinante dovrebbe avere più punti rispetto ad altri?”.
Vista la particolarità della spiaggia nella provincia di Rimini, tra i confinanti che gestiscono beni in concessione dal Demanio, rientrano anche i chioschisti. “Con questo punteggio aggiuntivo si scatena una battaglia - ribatte Vanni -. Chioschisti che già gestiscono i ristoranti contro i bagnini, ma anche i mosconai contro chisochisti e bagnini, tutti contro tutti, in nome di punteggi aggiuntivi che non comprendiamo. Dove sarebbe la concorrenza libera se i vicini partono con una simile dose di punti?”. I bagnini sperano che il ministero riveda le proprie convinzioni anche se bisogna considerare che il documento non è calato sulla dimensione riminese, ma pone possibilità che in alcune circostanze possono essere più vicine ad altre realtà sulle coste italiane.

Mauro Vanni (Confartigianato imprese)
“Il canone demaniale non è parte dell’offerta economica”
C’è un altro punto sul quale gli operatori di spiaggia cominciano a sudare freddo: il canone demaniale. In principio sembrava che questo dovesse rimanere fisso, e dunque veniva tolto dalla possibilità di rilanci in sede di offerta economica. Ed invece “vediamo come anche il canone diventa parte dell’offerta economica, e chi partecipa al rinnovo di una concessione può rilanciare con cifre maggiori oltre alla cifra stabilita per legge. Lo riteniamo un errore”. Il timore è che il più forte economicamente possa far pesare il portafogli, rimandando a casa le piccole imprese.
Resta al momento indefinito il numero massimo di lotti a cui partecipare, genericamente si parla di un numero limitato. Inoltre il bando del ministero offre un punteggio aggiuntivo a quei concessionari subentranti che fanno accordi con chi ha perso la concessione per avere le attrezzature e mantenere l’immediata e piena operatività dello stabilimento.
Il confronto tra operatori e ministero è in atto, ma il tempo passa e nel frattempo i Comuni stanno procedendo con i bandi, pronti per l’autunno. Le associazioni dei balneari hanno anche chiesto al ministero di dare una veste giuridica più forte al bando-tipo, per evitare che gli enti pubblici abbiamo margini troppo ampi nel decidere quali aspetti applicare e quali no. Va ricordato infatti che il documento del ministero non è un decreto legge. Anzi, segue le indicazioni contenute nella legge 118 del 2022, e i Comuni possono rifarsi a questa, senza l’obbligo di copiare cosa è scritto nel bando-tipo.
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