Concerto ad Avellino, Stash dei The Kolors: «Qui i ricordi con mio nonno, ora tutti a ballare in piazza»

«È bellissimo per me fare un concerto di piazza ad Avellino. Io adoro fare i concerti in piazza che sono qualcosa di diverso rispetto ai concerti che facciamo in cartellone dove ti rivolgi ad un pubblico che ha pagato e ti ha scelto. In piazza devi coinvolgere, devi conquistarti le persone e, come si dice dalle mie parti “devi far sentire ‘a carne int’ ‘e sasicce”, devi mostrare che hai un repertorio in grado di coinvolgere ed emozionare, che c’è sostanza». Stash con i The Kolors sarà il protagonista con BigMama del concertone di piazza Libertà del post Ferragosto. Da campano (è originario di Cardito, in provincia di Napoli) è un ritorno alle radici. Radici che ha sempre più riscoperto nel suo percorso artistico transitando negli anni, con i suoi successi, da canzoni “Britpop” e rockeggianti anche in lingua inglese ai tormentoni che da “Italodisco” in poi fanno scatenare il pubblico.

Non è la prima volta che si esibisce con i The Kolors ad Avellino, ma stavolta lo fa nell’evento più atteso in città. Che legame c’è con questa terra?

«Ad Avellino provo sempre delle sensazioni fortissime.Ci sono stato qualche anno fa, era il 2022, un anno in cui la band era in una fase di transizione. Per intenderci era il pre Italodisco. Ma ricordo questo abbraccio collettivo da parte del pubblico unico. Ci sono posti speciali dove esibirsi e Avellino è uno di quelli dove la mente si aggrappa a ricordi felici e si crea una speciale simbiosi».

Ad esempio?

«Penso a mio nonno che era un amante di tutto ciò che riguarda l’arte antica e mi portò da bambino a visitare il Duomo di Avellino. È difficile da spiegare, soprattutto per chi non fa il nostro lavoro, ma a volte capita di avvertire delle energie particolari che emanano alcuni posti».

Cosa deve aspettarsi chi verrà in piazza?

«Proveremo a dare ancora qualcosa in più rispetto a ciò che abbiamo dato nel 2022. Abbiamo disegnato una scaletta per far divertire le persone che verranno. Di sicuro ci saranno tutti gli ultimi successi».

Tutti a ballare quindi?

«È quello che proveremo a fare. In fondo la nostra musica vuole semplicemente portare un messaggio di gioia, leggerezza, positività in un momento in cui ce n’è bisogno e penso che queste feste siano organizzate anche per questo».

Il 16 sul palco ci sarà anche l’irpina BigMama. Avete previsto anche una performance insieme?

«Sono felicissimo di condividere il palco con lei. Fino ad oggi non ci siamo mai esibiti insieme, non so se ce ne sarà l’occasione. Di sicuro sarà bellissimo ritrovarci nella nostra terra».

Magari, dopo il concerto, BigMama potrà portarla un po’ in giro e magari le farà assaggiare qualche prelibatezza irpina?

«Lo spero, lei da irpina potrebbe essere un ottimo cicerone per farci godere non solo delle bellezze paesaggistiche di questa terra, ma pure gastronomiche. Poi c’è un legame particolare tra me e l’Irpinia».

Vale a dire?

«Essendo cresciuto a Cardito credo ci sia una sorta di gemellaggio con Ariano Irpino perché nel comune avellinese c’è una località che si chiama proprio Cardito. Mi sono sempre ripromesso di andarci, magari con un po’ di tempo a disposizione ce ne sarà l’occasione».

Progetti per il futuro? Un ritorno a Sanremo è possibile?

«Sanremo negli ultimi anni è diventato la Champions League della musica pop, lo considero il palco più importante per il genere che facciamo. Per il prossimo anno ci faremo guidare dalla canzone: se verrà quella giusta che piacerà innanzitutto a noi e poi al direttore artistico del Festival è un’idea che non escludo. Sarà la canzone a decidere cosa faremo».

Torna per un concerto in Campania, la sua terra. Negli anni ha riscoperto sempre più le radici con la “madre terra” anche con feat struggenti come la “Napule è” con Gigi D’Alessio?

«Ci vuole maturità per capire da dove si viene e dove si vuole andare. Magari da ragazzi si cerca di allontanarsi dalla propria terra e considerare un obiettivo andare fuori, a Londra per esempio. Poi la voce della terra ti richiama e scopri che, in fondo, la nostra cultura e la nostra identità hanno un’energia unica che vibra. Quanto a “Napule è” è stata un’emozione indescrivibile cantarla, così come ricordo una delle performance a cui sono più legato cantando “Quanno chiove” con Fiorella Mannoia. Sempre nel segno di Pino».

Il 16 però ci prepariamo per ballare con “Rolling Stones” in vetta alle classifiche per così tante settimane?

«Certo, non vedo l’ora».