Comuni sciolti, Gennaro Sangiuliano: «È una questione nazionale, per questo saremo in piazza»
Parla dei Comuni sciolti come di «pezzi di un puzzle inquietante» e chiede che la questione morale in Campania diventi un problema nazionale, perché «è una rete capillare che condiziona la vita di centinaia di migliaia di cittadini onesti». Gennaro Sangiuliano, capo dell’opposizione alla Regione, guida Fratelli d’Italia nella crociata per la legalità. Questa sera piazza Municipio a Castellammare di Stabia ospiterà la manifestazione organizzata da Fratelli d’Italia sul tema delle infiltrazioni criminali nelle amministrazioni locali.
Onorevole Sangiuliano, perché avete scelto proprio Castellammare per questa iniziativa?
«Perché Castellammare è diventata, direi suo malgrado, il simbolo di un problema che riguarda l’intera Campania. Lo scioglimento recente delle amministrazioni di Castellammare, Torre Annunziata, Sarno e Pagani per infiltrazioni camorristiche, la vicenda del comune di Ercolano dove un segretario cittadino del Pd e una consigliera hanno partecipato a una festa con un personaggio legato al narcotraffico, lo scioglimento del comune di Caserta: sono tutti pezzi di un puzzle inquietante. Mostrano l’esistenza di un sistema permeato dai poteri criminali, con il Pd spesso protagonista negativo. Dinanzi a questioni del genere non si può più sminuire: parliamo di una rete capillare che condiziona la vita di centinaia di migliaia di cittadini onesti, superiore al numero degli abitanti di Bologna. Questo scenario penalizza lo sviluppo e la convivenza civile in ampi territori della Campania, oltre a inquinare il valore stesso dell’espressione democratica del voto».
Lei ha parlato di “sistema sinistra”. Non è un’accusa troppo generalizzante?
«Ma non è un’accusa, è una domanda che pongo con rispetto istituzionale, e attiene alla responsabilità che ogni forza politica dovrebbe sentire come propria. Non si può predicare la legalità al centro e poi arruolare chiunque in periferia in nome del potere. L’ex sindaco di Castellammare, Luigi Vicinanza, ha detto cose gravi, ha affermato che le liste sarebbero state definite dai vertici del Pd. Su questo servirebbe una risposta chiara. Poi a me non sfugge che tutti i partiti, nessuno escluso, dovrebbero essere un presidio di legalità, inoltre andrebbe arginato con più decisione il fenomeno delle liste civiche che spesso diventano un varco per ingressi indesiderati».
Alla manifestazione parteciperanno esponenti di primo piano di Fratelli d’Italia, come Donzelli, Bignami e Malan. Scendere in piazza può davvero trasformare questa vicenda in una questione nazionale?
«Credo di sì. Le piazze restano lo strumento più diretto per riportare l’attenzione dei cittadini su temi che rischiano di essere derubricati a cronaca locale, quando invece riguardano la tenuta democratica di interi territori. La presenza di figure nazionali del partito conferma che la questione campana non è più soltanto regionale ma è ormai osservata da Roma con crescente attenzione. Ed è giusto che sia così. Credo che i partiti, in particolare quelli di sinistra, dovrebbero avere il coraggio di riorganizzarsi e di rispondere nel merito, invece di derubricare tutto a polemica politica. Qui è in gioco una battaglia di civiltà che riguarda il futuro di questa terra».