Comunali Milano, Salvini attacca Burgio: “Il generale ha paura della stazione Centrale”. La replica: “Non sono Rambo, ma il coraggio non mi manca”

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Il vice-premier critica il candidato sindaco di Futuro Nazionale e il leader Vannacci: “Fuori luogo parlare di rastrellamenti”. La risposta: “Devo ragionare da cittadino medio, secondo il quale la città non è sicura”

Matteo Salvini e Carmelo Burgio: è botta e risposta

Matteo Salvini e Carmelo Burgio: è botta e risposta

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Milano, 13 agosto 2026 – La scelta di Carmelo Burgio come candidato per Futuro Nazionale alle prossime elezioni Comunali di Milano continua a tenere banco e a suscitare polemiche sia tra gli oppositori politici, che nel resto del centrodestra.

E oggi è arrivata la stoccata del vice-premier e leader della Lega Matteo Salvini: “Burgio non so quanto conosca Milano, onestamente. Un generale che vuole mettere ordine nella nostra città e ha paura a passeggiare in stazione Centrale. Vabbè, il centrodestra farà la sua scelta col massimo rispetto. Ecco, parlare di rastrellamenti in una città come Milano magari è fuori luogo". 

Salvini: “Ecco perché vinceremo a Milano”

Salvini, il cui rapporto con il leader di Futuro Nazionale Roberto Vannacci è come noto usurato da tempo, ha poi continuato: "Milano è una città che accoglie tutti, quindi non è necessario essere nato e cresciuto in Bovisa, Niguarda o al Monte Stella. Però rispettare Milano sì. Io sono convinto che il centrodestra vincerà non per gli errori degli altri, ma perché stiamo lavorando a una candidatura, una squadra e un progetto serio con ordine, legalità, telecamere e taser senza rastrellamenti".

Il vice-premier ha replicato anche a gli chiedeva se ha letto il programma elettorale di Futuro Nazionale e di Vannacci: "No, me lo sono perso. Ero in ufficio fino a ieri sera e non ho tempo per leggere programmi altrui onestamente". 

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Carmelo Burgio con il suo leader Roberto Vannacci

La replica

La replica di Burgio non si è fatta però attendere: “Come capita tante volte, le parole di Salvini forse sono state mal interpretate, come forse lo sono state le mie. Da candidato sindaco, visto che non sono un Rambo, devo ragionare come il cittadino medio, ne ho sentiti tanti che di girare di notte per certe zone di Milano, come di Roma, un po’ di paura ce l’hanno e me lo dicono. Quindi io è chiaro che alla domanda se ritengo Milano una città sicura, da cittadino medio rispondo di no”.

L’ex generale poi ha concluso, provando a smorzare le polemiche: “Il signor ministro, al quale va il mio assoluto e massimo rispetto, lo stesso rispetto che ho dato a tutti i ministri e a tutti i parlamentari della Repubblica in cinquant'anni di onorato servizio militare, spero che conoscendomi un po' meglio, cercando se avrà mai tempo di guardare chi è stato il sottoscritto, cosa ha fatto nella vita e dove abbia operato, spero che cambi idea sul mio coraggio. Fermo restando che il coraggio è la capacità di vincere la paura”.

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