Comunali a Milano, il Pd accelera: intesa Schlein-Majorino, ora il partito nazionale scende in campo
Milano, 15 settembre 2026 – Un abbraccio nel retropalco del comizio della Festa dell’Unità a Reggio Emilia e la promessa reciproca di sentirsi nei prossimi giorni per parlare del caso Milano in vista delle elezioni comunali del 2027. La segretaria del Pd Elly Schlein e il dirigente dem nonché aspirante candidato sindaco del centrosinistra a Milano Pierfrancesco Majorino domenica sera si sono incrociati, in mezzo a tante persone che assediavano la numero uno del partito, che ha chiuso con un comizio-fiume la kermesse democratica.
Le mosse di Schlein
Incontro breve, quello tra Schlein e Majorino, che è il responsabile Politiche migratorie e Diritto alla Casa nella segreteria Pd, ma significativo, assicurano i fedelissimi del capogruppo dem in Regione Lombardia. Come anticipato dal Giorno lo scorso 29 agosto, Schlein è pronta a mandare a Milano il suo braccio destro, il responsabile Organizzazione del partito Igor Taruffi per delineare una strategia con i vertici milanesi e lombardi dem, Alessandro Capelli e Silvia Roggiani. Non c’è ancora una data per l’arrivo di Taruffi, ma potrebbe essere già questa settimana.
Freddezza su Calabresi
Le indiscrezioni provenienti da Reggio Emilia, intanto, raccontano di un partito ancora freddo sulla discesa in campo di Mario Calabresi, l’ex direttore di Repubblica e Stampa che sabato sera ha rotto il ghiaccio con la platea dem, dopo il passo indietro in Chora Media e il passo avanti verso la candidatura a sindaco, cenando alla Festa dell’Unità all’Arci Corvetto, stringendo mani e confrontandosi con don Luigi Ciotti sul tema degli invisibili.
Il messaggio dell’ex direttore
Il messaggio politico lanciato da Calabresi dal palco è stato distensivo nei confronti del Pd e del centrosinistra milanese che governa la città dal 2011: “Io mi sento di appartenere a questa parte del campo, la mia storia e i miei valori sono nel centrosinistra. Sono 15 anni che il centrosinistra governa Milano e in questi anni le politiche di welfare e assistenza sono stati un esempio in questo Paese”.

Pd, Abbraccio Schlein-Majorino
A questo punto il giornalista, a scanso di equivoci, ha fatto capire che con lui non ci sarebbero strappi o corse verso il centro: “Mi sembra giusto che in questa città si ringrazino i sindaci passati e presenti, Giuliano Pisapia e Beppe Sala, e gli assessori, ne vedo alcuni in sala, Pierfrancesco Majorino, Lamberto Bertolè, Anna Scavuzzo. Noi dobbiamo cambiare, innovare, ma tenerci stretto quello che ha funzionato nella città”.
Le possibili primarie
La citazione di Majorino e della vicesindaco Scavuzzo, naturalmente, è una mano tesa agli esponenti del Pd con cui il giornalista potrebbe confrontarsi in eventuali primarie del centrosinistra, primarie che però ancora non si sa se ci saranno o meno. Le prime parole che escono agli esponenti anche di vertice del centrosinistra, come il portavoce di Avs Nicola Fratoianni, è che il primo obiettivo è trovare un candidato condiviso. Se non si riuscirà al tavolo della coalizione, si ricorrerà alle primarie, le quali, però, non sono il Piano A.
Tornando su Calabresi, le dichiarazioni di Azione, pronta a candidare il giornalista senza primarie, non stanno aiutando l’aspirante candidato sindaco della società civile. Già sabato, prima, durante e dopo il suo intervento alla Festa dell’Unità, qualcuno preannunciava una sua dichiarazione per smarcarsi dall’abbraccio (mortale?) di Calenda, ma così non è stato. Ma non è detto che, nelle prossime uscite pubbliche legate alla presentazione del libro Le voci degli altri, Calabresi non faccia capire che non si sente il candidato di Azione.