Como, il pontile di Sant’Agostino spostato: i titolari dei taxi boat fanno ricorso al Tar
La categoria denuncia come la scelta metta a rischio la sicurezza dei turisti per via delle onde e del vento prsenti nella nuova zona

Il pontile di Sant'Agostino prima e dopo

Ricevi le notizie de Il Giorno su Google
Como, 2 settembre 2026 – Da ieri mattina il pontile di Sant’Agostino è sparito, lasciando possibilità di attracco alle sole imbarcazioni della Guardia di finanza. Cambia una “cartolina” della città. La Csu - Como Servizi Urbani – ha infatti inviato di buon’ora gli addetti incaricati della rimozione della struttura tradizionalmente utilizzata dai taxi boat, dopo il completamento delle operazioni di sgombero, che si sono svolte con il presidio di Polizia di Stato, Polizia, Locale, Guardia di finanza e Guardia Costiera.
La protesta e il ricorso
Il punto di riferimento per la partenza dei boat tour, da ieri si è quindi spostato sul nuovo pontile di fronte a Villa Margherita e Villa Geno, qualche centinaio di metri più avanti, non senza pesanti criticità sollevate da qualche settimana dagli stessi operatori. Di fatto la categoria degli Ncc, i noleggi con conducente, si è già rivolta al Tar per opporsi alla decisione del Comune di Como, con udienza fissata il 21 settembre.
Nel frattempo, le attività di numerosi operatori, stanno subendo una battuta d’arresto, che ancora non si sa come e quando si risolverà. Anche perchè, già nei mesi scorsi, una perizia commissionata dagli operatori sul pontile di viale Geno, gestito da Csu, sottolineava una serie di problemi e criticità, tra cui le onde causate dal passaggio dei battelli di linea che potrebbero avere concrete ricadute sulla sicurezza degli utenti e degli stessi addetti ai lavori.
Le criticità
Lo studio, al termine di un sopralluogo specifico, stabiliva infatti che “per quanto la zona appaia tranquilla dal punto di vista meteoclimatico, poiché il pontile non è protetto da alcuna barriera, i venti e le onde che si formano, prevalentemente nel pomeriggio o in occasione del passaggio di unità veloci e/o di grandi dimensioni, lo sottopongono a movimenti ondulatori continui e spesso molto accentuati”. Aggiungendo che “l’accesso alle persone che dovessero utilizzarlo per l’imbarco/sbarco su natanti, risulterebbe alquanto precario e pericoloso, specialmente per i soggetti anziani o a mobilità ridotta”. Inoltre, altro aspetto fortemente critico per gli operatori, per ogni accesso si dovranno pagare 10 euro e ci si dovrà registrare sul portale di Csu.
© Riproduzione riservata