Come si svolgono i voli sanitari e perché viaggiano a bassa quota

Introduzione

Proprio in queste ore l’aereo con a bordo Alessandro Di Battista è in viaggio verso l’Italia. Il volo sanitario è decollato nel pomeriggio di venerdì da L’Avana, a Cuba, dove l’ex deputato 5 Stelle era ricoverato da circa due settimane in seguito a un malore. Di Battista, 48 anni, si trovava sull’isola per lavorare a un reportage. Il suo rientro, inizialmente programmato per il 4 settembre, è stato posticipato a causa di un peggioramento delle sue condizioni, che aveva portato i medici cubani a intervenire direttamente a L'Avana.
Secondo le informazioni trapelate, il volo sanitario con cui Di Battista sta rientrando si svolgerà a tappe e a bassa quota, una procedura adottata spesso per il trasporto di passeggeri in delicate condizioni di salute. Ecco perché.

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Quello che devi sapere

Cos'è un volo sanitario

Un volo sanitario è un trasporto aereo che permette il trasferimento di un paziente in condizioni delicate da un posto a un altro. Il velivolo è attrezzato come un'unità di terapia intensiva per garantire cure mediche continue durante il viaggio. Viene utilizzato per portare i pazienti da un ospedale a un altro oppure, come nel caso di Di Battista, per consentire il rimpatrio sanitario di un concittadino che è stato male mentre si trovava all'estero.

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Come vengono effettuati

I voli sanitari possono essere predisposti con le aeroambulanze private (elicotteri o jet privati con a bordo personale medico specializzato), con voli di linea (sempre con personale medico a bordo) quando il paziente è più stabile oppure con voli di Stato (l'Aeronautica militare italiana ha a disposizione diversi velivoli configurati per le emergenze).

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Il certificato "fit to fly"

Una condizione necessaria per poter rientrare con un volo sanitario è l'aver ottenuto l'autorizzazione a volare, ovvero il cosiddetto certificato "fit to fly". Significa che i medici, dopo aver fatto tutte le valutazioni sulle condizioni del paziente, ne autorizzano il trasferimento a bordo di un aereo. A quel punto il paziente è "in grado di volare".

Il volo a una quota più bassa

Spesso gli aerei sanitari volano a una quota più bassa rispetto ai normali voli di linea. Lo scopo è quello di mantenere in cabina una pressione atmosferica più vicina a quella terrestre ed evitare rischi al paziente. Quando si sale in quota, infatti, la pressione dell’aria diminuisce provocando l’aumento del volume dei gas e peggiorando le condizioni di pazienti con traumi cranici, problemi respiratori o cardiochirurgici.

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La quota di crociera nei voli di linea

Nei normali voli di linea l'aereo raggiunge invece circa 10-12mila metri di altezza (la cosiddetta quota di crociera). Per permettere ai passeggeri di respirare, la cabina viene quindi pressurizzata artificialmente a una "quota cabina" che simula un'altitudine di circa 2mila metri sul livello del mare. Una persona in normali condizioni di salute non avverte grossi problemi, ma per un paziente in condizioni critiche non è così. 

I pazienti con problemi neurochirurgici

Come spiega Luca Carenzo, anestesista rianimatore all’Irccs Humanitas di Rozzano e medico di London’s Air Ambulance, intervistato da Repubblica, "dopo un intervento all’encefalo può restare uno pneumocefalo anche solo come residuo della chirurgia: una cosa normalissima. Ma salendo in quota si dilata e può andare a comprimere le strutture del cervello”. Inoltre, come si spiega nell'intervista, a questo si somma la lieve ipossia di cabina, ovvero una riduzione dell’ossigeno, che un cervello appena operato tollera male.

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I vantaggi e i "costi" del volo al livello del mare

Quando si decide di fare un volo sanitario a bassa quota, riducendo l'altitudine dell'aereo, i medici riescono quindi a mantenere la pressione in cabina a valori normali, garantendo la massima sicurezza per il trasporto di pazienti critici. Questo comporta tuttavia dei costi maggiori, a partire dal consumo di carburante. "I motori a turbina rendono molto meglio in quota", spiega sempre il dott. Carenzo a Repubblica. Di conseguenza, soprattutto nel caso di viaggi lunghi, si rende necessario anche predisporre delle tappe a terra per il rifornimento. Allungando quindi la durata del volo sanitario.

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