Come si proteggevano dal Sole gli uomini preistorici? La risposta sorprende

Ogni anno spendiamo miliardi di euro in creme protettive, filtri UV, occhiali da sole e trattamenti dermatologici per difenderci dai raggi del Sole. Ma migliaia di anni fa, quando non esistevano laboratori, farmacie né campagne di prevenzione, come facevano i nostri antenati a sopravvivere sotto il sole cocente?

Per quanto in apparenza la prima risposta che può venire in mente a questa domanda sia negativa (c'è qualcuno che crede ancora che essendo molto più scuri di noi i nostri antenati non si proteggevano dai raggi del Sole, una idea sciocca e in qualche modo razzista), gli esseri umani preistorici avevano già sviluppato strategie molto sofisticate per proteggersi dalla radiazione solare.

Le nuove ricerche dimostrano infatti che i nostri antenati sperimentavano e trovavano soluzioni ingegnose per difendersi dalle insolazioni, molto prima della nascita della medicina moderna.

Come si proteggevano dal Sole i nostri antenati

Uno dei sistema di difesa più usati era l'ocra, un pigmento naturale che si ricavava dall'argilla, ricco di ossidi di ferro e capace di modificare la penetrazione delle radiazioni ultraviolette e di difendere la pelle.

I nostri antenati in pratica si proteggevano spalmandosi questa sostanza sul corpo, in particolare sulle braccia e sul volto.

In alcune popolazioni africane ancora oggi l'ocra viene utilizzata come protezione della pelle, spesso mescolata con grassi animali o altri elementi naturali per creare una sostanza più aderente e resistente.

Una tradizione antichissima che potrebbe essere l'eco di conoscenze sviluppate migliaia di anni fa.

L'evento di Laschamp e l'aumento dell'uso dell'ocra

Il dato più affascinante arriva però da un periodo particolarmente drammatico della storia terrestre.

Circa 40.000 anni fa si registra un forte aumento nell'uso dell'ocra da parte delle popolazioni umane.

Una coincidenza temporale interessante con il cosiddetto evento di Laschamp, una fase in cui il campo magnetico terrestre si indebolì notevolmente, riducendo temporaneamente la capacità del pianeta di schermare una parte delle radiazioni cosmiche e ultraviolette.

Homo sapiens, Neanderthal e adattamento ambientale

Per alcuni studiosi gli esseri umani moderni riuscirono inoltre ad affrontare questa sfida ambientale inventando vesti più leggeri e comodi, in grado di filtrare i raggi UV e di garantire ampie capacità di movimento.

Durante questo periodo, tra l'altro, avvenne la tragica scomparsa dei Neanderthal.

Secondo alcune interpretazioni, sviluppando nuove tipologie di vestiti, Homo sapiens avrebbe avuto un vantaggio tecnologico e sociale rispetto al cugino europeo, soprattutto dopo la comparsa di strumenti come aghi e punteruoli ossei, utili per realizzare abiti più aderenti e funzionali, capaci di difendere meglio la pelle dai mortali raggi solari.

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