Coltelli e casco «comprati con la carta dei miei», la confessione del 13enne che ha accoltellato la prof: «Perché la odiavo»: l'ombra della sfida nata in chat

Il ragazzo è stato ricoverto in osservazione al Policlinico Umbero I, dove si trova da ieri con la madre. Le analisi sui telefoni del 13enne: cosa cercano gli inquirenti

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Il sospetto è che ci sia stato qualcuno a spingere il 13enne ad aggredire la professoressa Isabella Marsilio. I carabinieri hanno eseguito una perquisizione informatica sul telefono del 13enne e su quello della madre, dove erano scaricate le carte di credito usate per comprare i coltelli, e ne hanno fatto una copia forense. Serve a ricostruire i contatti avuti dal minorenne prima dell’azione. Sarà analizzato anche il profilo social che il ragazzo aveva aperto, seguito da quanto trapela dalle indagini da quattro o cinque contatti, sul quale ha avviato una diretta poco prima di colpire. Di loro si conosce solo il nickname, forse c’è anche qualche maggiorenne, e sono ricercati. Secondo gli inquirenti, dietro il gesto potrebbe esserci un’istigazione portata avanti per mesi, sfruttando la rabbia del ragazzo per i brutti voti.

Sentito dai carabinieri della compagnia Casilina, il 13enne ha faticato a spiegare il movente. In caserma, tra le lacrime, secondo il Corriere ha ammesso: «La odiavo, volevo punirla perché sono arrivato in terza media con due debiti in italiano e storia». Dietro potrebbe esserci altro, e che il ragazzo considerava quei voti una punizione troppo dura. Per chi indaga a farlo scattare sarebbero stati anche la verifica a scuola e l’arrivo di una seconda prova fissata per lunedì.

Come ha comprato i coltelli

Il ragazzo ha detto di aver fatto tutto online: «Pugnali, casco e occhiali li ho acquistati su Internet con la carta di credito dei miei». Il Corriere segnala che su questo punto sono in corso accertamenti. L’ANSA conferma che le carte usate erano scaricate sul cellulare della madre, finito anch’esso sotto perquisizione.

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Tra le ipotesi degli investigatori, non si esclude che la dinamica sia stata appresa su Internet o su qualche videogioco. Sul profilo TikTok, poi chiuso, comparivano riferimenti ad Adam Peter Lanza, autore nel 2012 della strage alla scuola elementare Sandy Hook, in Connecticut. Con tanto di foto, c’era anche il russo Timofey Kulyamov, arrestato a dicembre 2025 per l’omicidio di uno studente e il ferimento di altri nella scuola di Uspenskaya, vicino Mosca. Nella notte prima dell’aggressione, su quella pagina era stato pubblicato l’inizio di un conto alla rovescia, da lui o da chi per lui. Il minore è un appassionato dei video della True Crime Community.

L’agguato: come ha agito in classe

L’allarme è scattato all’inizio della terza ora, quando l’urlo di una bidella ha richiamato prof e assistenti nell’aula di terza media della scuola Giovanni Verga di Centocelle. A terra c’era l’insegnante d’italiano, 66 anni, prossima alla pensione. Il Corriere ricostruisce che il ragazzo si era cambiato in bagno e indossava un casco da softair con lo smartphone incastrato sulla visiera e occhiali da tiro trasparenti, oltre a un coltello e a uno spray al peperoncino. Ha spruzzato lo spray in faccia alla docente, l’ha afferrata alle spalle con il braccio sinistro e con il destro ha sferrato tre coltellate, tutte sotto un’ascella e non in profondità. A fermarlo è stato un compagno di classe, un giovane congolese che vive in una casa famiglia, che gli ha strappato di mano il pugnale da sub con la lama da 20 centimetri. Il 13enne ne aveva un altro infilato nella cintura. Era pallido e non diceva una parola. La professoressa è stata dimessa dall’ospedale Vannini con sette giorni di prognosi.

Chi è il 13enne e cosa dicono di lui

Le ex compagne di scuola, un anno più grandi, alla «Verga» di Centocelle lo descrivono come «un bravo ragazzo». Raccontano: «Il suo problema è che faceva un po’ di casino a scuola, soprattutto con i maschi. Prendeva un sacco di note». È figlio unico di un dipendente comunale e di un’insegnante. Non sembra fosse seguito da uno specialista, anche se ai genitori era stato prospettato che qualcosa non stesse andando per il verso giusto. La preside puntualizza: «Non è mai stato problematico» e «non ha mai destato preoccupazione, né qui né in famiglia». La docente ferita aggiunge: «L’anno scorso aveva dato segnali di malessere interiore. È figlio unico, i genitori vivono per lui. C’erano alcuni comportamenti che lasciavano pensare. In tante occasioni manifestava un senso di rabbia, fastidio, superiorità, anche nei confronti dei compagni. Era molto inquieto».

Cosa è successo a scuola dopo l’aggressione

Dopo il ferimento, tutti gli alunni sono stati tenuti in classe fino al consueto orario di uscita, con l’istituto presidiato dai carabinieri. Tantissimi genitori, allertati via chat, sono accorsi ai cancelli e sono stati informati di quanto accaduto. Mentre un pool di investigatori esaminava l’aula, altri hanno preso in consegna il 13enne, portato in caserma con i genitori, entrambi sconvolti. Il telefonino è stato sequestrato. Il ragazzo non è imputabile, ma sarà interrogato presto dai pm minorili.

Dove si trova ora il ragazzo e cosa rischia

Il 13enne è ricoverato in osservazione al Policlinico Umberto I, dove si trova con la madre da ieri mattina. Il Corriere parla di osservazione pediatrica e di un ragazzo sotto choc. Non è piantonato perché non è imputabile, ma i carabinieri seguono la situazione. Una prima informativa è già arrivata alla Procura presso il Tribunale dei Minori: i pm apriranno formalmente un fascicolo, presumibilmente per lesioni, e partirà la procedura per l’accesso alle misure rieducative, che vanno dall’affido ai servizi al collocamento in una comunità.

Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha chiamato la professoressa e ha ribadito che «occorre impedire ai minori di 15 anni l’accesso ai social». Solidarietà e vicinanza alla docente sono arrivate da tutti i politici di maggioranza e opposizione. La segretaria dem Elly Schlein ha commentato: «Siamo scossi, è un fatto drammatico, gravissimo». I profili social dell’insegnante, che nel tempo ha condiviso messaggi con foto del fondatore del Msi Giorgio Almirante e si è espressa a favore della remigrazione, sono stati invece bersagliati di insulti.