Colloqui Usa-Iran a margine assemblea Onu: Teheran ha trasmesso condizioni per un accordo

LiveAggiornato circa un'ora fa

Colloqui Usa-Iran a margine assemblea Onu: Teheran ha trasmesso condizioni per un accordo

L’Iran ha trasmesso agli Stati uniti, attraverso il Qatar a New York, le proprie condizioni per un’intesa, chiedendo tra l’altro la fine della guerra “su tutti i fronti”, lo stop alle azioni militari statunitensi e al blocco navale e la liberazione degli asset iraniani. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei

Sintesi per punti

  • Iran: trasmesse a Usa via Qatar condizioni per un accordo
  • Concluso round negoziale Usa-Iran a margine Assemblea Onu
  • Iran, Trump: «Colloqui in corso, accordo o lo annienterò». Teheran: «Pronti a risposta devastante»

circa un'ora fa

Gli Houthi premono su Gibuti: effetto cascata sull’Etiopia

Alberto Magnanidal nostro corrispondente Alberto Magnani

Un murale che simbolizza il blocco dello stretto di  Bab el-Mandeb. Immagine scattata a Sana’a  APN

NAIROBI - Da privilegio geografico a minaccia politica, economica e militare. Con insidie su una regione già inquietata da fibrillazioni interne ed esterne, il Corno d’Africa. Gibuti, poco più di un milione di abitanti su una superficie simile a quella della Slovenia, si ritrova a fronteggiare un allarme scandito da quella che è, o era, la sua principale risorsa: l’affaccio su Bab el-Mandeb, lo stretto che separa Corno d’Africa e Penisola arabica e filtra i flussi energetici e commerciali fra Mar Rosso, Golfo di Aden e Oceano Indiano.

Gibuti deve al suo porto stime di 76% del Pil, veicola quasi il 97% del commercio indirizzato all’Etiopia di Abiy Ahmed e ospita cinque basi militari permanenti di Stati Uniti, Francia, Cina, Giappone e Italia, in aggiunta a truppe di altri Paesi e alla base della missione Ue Aspides. Le incursioni di marzo e aprile degli Houthi, i ribelli filoiraniani dello Yemen, avevano già scatenato i timori sulla tenuta del suo modello. Lo scenario si sta replicando ora, con proporzioni aggravate. Gli Houthi hanno conquistato Perim, un’isola al cuore della strozzatura che permette di minacciare o bloccare del tutto i transiti.

09:1323 settembre 2026

Macron: pronti a partecipare a operazione Hormuz con mandato chiaro

La Francia è pronta a partecipare a un’operazione internazionale nello Stretto di Hormuz, purché abbia un mandato chiaro e carattere esclusivamente difensivo, ma non intende entrare in uno scontro con l’Iran. Lo ha affermato il presidente francese Emmanuel Macron in un’intervista ad Abc News a New York.

“Siamo pronti a far parte di un’operazione internazionale con un quadro chiaro e puramente difensivo. Non voglio impegnarmi in un confronto con alcun Paese, ma siamo pronti a essere maggiormente coinvolti per proteggere alcune capacità e rendere possibile il transito”, ha dichiarato Macron.

Secondo il presidente francese, la gravità della situazione nello Stretto di Hormuz è stata probabilmente sottovalutata e il problema deve ora essere affrontato.

08:5323 settembre 2026

Operazione a Sana’a contro rete Houthi: uccisi quattro esperti iraniani

Un’operazione di sicurezza e militare condotta all’alba di venerdì scorso nel cuore di Sana’a avrebbe colpito una rete segreta di comunicazioni legata al sistema di comando e controllo degli Houthi, con l’obiettivo di sventare un attacco contro l’Arabia Saudita pianificato dai Guardiani della Rivoluzione iraniani dal territorio yemenita. Lo riferisce Al Arabiya, citando un rapporto di Sheba Intelligence, ma senza precisare a quale forza siano riconducibili i droni e il team impiegati nell’operazione. Secondo il rapporto, l’operazione, denominata ’Nel cuore del nemico’, ha combinato un’azione aerea e una terrestre. I droni avrebbero individuato e seguito i nodi di una rete di comunicazioni in fibra ottica, consentendo a un team a terra di colpire una sala principale delle comunicazioni collegata alla rete all’interno della capitale yemenita. Secondo Al Arabiya, nell’operazione sarebbero stati inoltre uccisi quattro esperti iraniani coinvolti nella rete.