Col Pnrr migliorano i dati sull'edilizia scolastica. Al governo chiediamo: rendiamo stabili le risorse - Il Fatto Quotidiano
di Antonella Galetta
La scuola italiana continua a fare progressi, ma troppo lentamente. È quanto emerge dal nuovo rapporto Ecosistema Scuola di Legambiente, che fotografa lo stato dell’edilizia e dei servizi scolastici nel 2025 e fa il punto sui primi risultati degli interventi finanziati dal Pnrr. Il dato più preoccupante riguarda la sicurezza degli edifici: il 31,7% delle scuole necessita ancora di lavori urgenti. Una percentuale che cresce sensibilmente nel Mezzogiorno, raggiungendo il 45,2% al Sud e il 54,2% nelle Isole, mentre nel Centro-Nord resta sotto il 27%. Anche sul fronte della sicurezza sismica la situazione è critica: il 57,2% degli edifici non è ancora stato sottoposto alla verifica di vulnerabilità sismica.
Qualche miglioramento, però, si registra. Gli edifici dotati di certificato di agibilità sono passati dal 47,2% del 2024 al 53,5% nel 2025. Crescono anche gli interventi di efficientamento energetico, che hanno interessato il 19,4% delle scuole, rispetto al 15,9% della precedente rilevazione. Negli ultimi cinque anni, inoltre, oltre la metà degli edifici ha beneficiato di interventi di manutenzione straordinaria. A pesare sono soprattutto le forti differenze territoriali negli investimenti. Per la manutenzione straordinaria vengono stanziati in media 48.054 euro per edificio a livello nazionale. Il Nord supera i 64 mila euro e il Centro i 68 mila, mentre il Sud si ferma a 5.557 euro e le Isole a 10.247. Un divario che evidenzia quanto la qualità dei servizi scolastici continui a essere legata al territorio di appartenenza.
Anche la mobilità sostenibile resta indietro. Le cosiddette zone 30 sono presenti in poco più del 35% degli edifici monitorati, mentre le strade scolastiche, dove il traffico viene limitato negli orari di ingresso e uscita degli studenti, riguardano appena il 7,8% delle scuole. Il servizio di scuolabus è disponibile in meno di una scuola su quattro e pedibus e bicibus interessano meno del 7% degli edifici.
Il rapporto dedica particolare attenzione anche al Pnrr, che dal 2021 ha destinato 11,65 miliardi di euro a oltre 9.500 interventi per l’edilizia scolastica. I risultati sono però ancora disomogenei. Positivo l’avanzamento dei progetti di messa in sicurezza e riqualificazione, con il 42,9% degli interventi conclusi, e delle infrastrutture sportive, con il 36,3% dei progetti terminati. Più problematico il capitolo delle nuove scuole e degli asili nido. Dei 206 progetti per nuove scuole, finanziati con 1,15 miliardi di euro, solo quattro risultano conclusi, mentre il 58,7% è ancora in esecuzione. Per gli asili nido, su 3.841 progetti finanziati con 4,37 miliardi, il 45,5% è ancora in fase di realizzazione.
Il PNRR ha comunque prodotto alcuni segnali positivi. Tra il 2021 e il 2025 sono aumentate le certificazioni di sicurezza, con il collaudo statico passato dal 46,3% al 55,5%, l’agibilità dal 51,5% al 59% e la prevenzione incendi dal 45,7% al 53,9%. Cresce anche la presenza di energie rinnovabili, mentre gli interventi di adeguamento sismico restano ancora marginali. Per Legambiente, la sfida ora è evitare che i progressi si fermino con la conclusione dei fondi straordinari del Pnrr.
Noi di Legambiente chiediamo al governo risorse nazionali stabili, una maggiore trasparenza sui dati degli edifici, una regia permanente sull’edilizia scolastica e interventi più decisi per sicurezza, efficienza energetica e mobilità sostenibile. L’obiettivo, non è soltanto costruire o ristrutturare edifici, ma garantire a tutti gli studenti, indipendentemente dal luogo in cui vivono, scuole sicure, moderne e capaci di diventare veri punti di riferimento per le comunità.
Qui trovate la petizione lanciata da il Fatto Quotidiano a favore della scuola pubblica e degli insegnanti italiani. Titolo: Vogliamo gli stipendi dei professori adeguati alle medie europee: il futuro non si arma, si insegna.
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