Cocaina, dosi raddoppiate e purezza alle stelle: Venezia e Mestre concentrano metà dei sequestri. Crack puro fino al 100%, allarme minorenni
Ce n'è di più, è più pura, finisce sempre più spesso in mano ai ragazzini e le sue conseguenze sono sempre più gravi, quando non letali. La si fuma, più che sniffarla, ed è tagliata con sostanze diverse, meno neutre - alla bisogna fa gioco persino la caffeina, che se pur poco finisce comunque per potenziarne gli effetti. La maggiore diffusione della cocaina, i cambiamenti nei meccanismi di spaccio e nelle abitudini di consumo, l'impatto sanitario e sociale della droga: se il nord-est - snodo logistico di mezza Europa - si conferma spia delle tendenze di tutta Italia, il Veneziano, da solo, pesa quanto tutte le altre provincie venete.
Dosi raddoppiate, Venezia e Mestre pesano per la metà
A raccontarlo lo studio pubblicato su Forensic science international dai tossicologi dell'Ulss 3 Luca Zamengo, Lorenzo Marcato e Giampietro Frison, assieme al professore dell'università di Padova Denis Badocco, all'operatore sociale del Comune di Venezia Giuseppe Di Pino, ai professionisti del Serd dell'azienda sanitaria veneziana Linda Cibinel e Novella Ghezzo.
Prendendo in esame oltre dieci anni di sequestri in sei diversi circondari giudiziari, ben 6.301 campioni passati attraverso i microscopi del laboratorio di tossicologia, la squadra di Frison ha fotografato l'evoluzione del mercato di spaccio ed evidenziato le sue ripercussioni, ad ogni livello. Confrontando il triennio 2015-2017 con quello 2023 - 2025 si è passati da 300mila a 600mila dosi sequestrate, la metà recuperate dalle divise tra i pusher di Venezia e Mestre; l'altro 50 per cento è comunque riconducibile in gran parte al Veneziano - Chioggia, Jesolo, Caorle e Bibione, in particolare - quindi alle province di Treviso, Rovigo e Belluno, che anticipano di poco le altre venete.
Cocaina sempre più pura: le dosi oltre l'80% aumentate di oltre mille per cento
La purezza media della cocaina in circolazione è salita dal 50 per cento al 75 per cento, negli ultimi cinque anni sono quasi scomparsi i prodotti a bassa concentrazione (meno del 50 per cento) in favore di quelli che superano l'80 per cento, che infatti hanno visto un aumento della disponibilità su piazza oltre il mille per cento: da 17mila dosi si è passati a circa 300mila. In passato come sostanza "da taglio", per aumentare il volume del prodotto prima della vendita su strada, si usava soprattutto il Levamisolo (intossicante e, di fatto, un tracciante che permetteva di ricostruire il percorso della droga, dalla produzione alla rotta di arrivo, fino allo scambio in strada), oggi si preferiscono procaina e caffeina, sostanze farmacologicamente attive.
Crack, i pazienti del Serd veneziano sono triplicati
Le conseguenze sono esemplificate dai numeri del Serd veneziano, passato dall'assistere 259 persone con grave dipendenza da cocaina nel 2015 alle 389 nel 2025; e se dieci anni fa aveva in carico solo 15 casi di pazienti che abusavano di crack, oggi ne sta trattando 45: «Una modalità di assunzione che ne amplifica gli effetti - spiega Frison - Il rischio overdose risulta ancora più alto».
Overdose e danni permanenti: i rischi per la salute
La conferma è anche a livello nazionale: il crack sequestrato tocca picchi di purezza fino al cento per cento, e mediamente resta sopra l'80; la cocaina è dietro a un ricovero ospedaliero per droga ogni tre e a una morte per overdose ogni tre, il 28 per cento degli utenti dei Serd risulta in carico per uso primario di cocaina, e il 3,9 per cento specificatamente per crack. Il recente rapporto annuale dell'Interno sugli stupefacenti ha analizzato 242 decessi per intossicazione acuta e la cocaina è indicata come causa di morte nel 46 per cento dei casi (27 per cento come unica sostanza). L'eroina, dopo il boom della "gialla" ricavata dalla morfina dell'Afghanistan, otto anni fa, ha ceduto il passo, anche nelle strade di Mestre. Chi non perde la vita, rischia comunque moltissimo, ad esempio di perdere il palato: la Chirurgia maxillofacciale dell'ospedale mestrino dell'Angelo vede almeno un caso del genere all'anno. «La ricostruzione chirurgica del palato è possibile attraverso l'utilizzo di lembi - racconta il primario maxillofacciale Michele Franzinelli - ma se il paziente non risolve la dipendenza da cocaina, l'operazione non può essere eseguita, si rischia la necrosi, l'unica soluzione è un otturatore, una protesi mobile».
L'allarme minorenni: 318 denunciati per cocaina nel 2025
Il minor costo finisce per attirare anche i minori, che però sempre più spesso finiscono nei fascicoli delle procure anche come spacciatori, oltre che come consumatori. A livello nazionale le denunce per traffico, detenzione e per associazione finalizzata al traffico illecito di cocaina e crack sono quasi raddoppiate rispetto al 2000, passando da circa 8.500 a oltre 14.700, e il 2 per cento hanno riguardato minorenni; anche qui c'è un dato in aumento: nel 2025 i minori denunciati per cocaina sono stati 318, quasi un terzo del totale di quelli finiti nei guai per reati di droga. Una quota significativamente più elevata rispetto ai primi anni 2000, quando non superava il 10 per cento.
«Uno studio simile conferma quanto il monitoraggio tossicologico, clinico e forense sia uno strumento indispensabile non solo per esigenze giudiziarie o amministrative ma anche come allerta precoce per la sanità pubblica - ribadisce il direttore generale dell'Ulss 3, Massimo Zuin - Ci permette di anticipare l'evoluzione dei rischi legati al consumo di sostanze e di orientare le politiche di prevenzione, soprattutto verso le fasce più giovani della popolazione».