Cmed Aesthetics da Pisa a Miami. La dermatologia estetica vale oltre 20 milioni
LA COMUNE PASSIONE per il basket e una salda amicizia – nata e cresciuta nelle aule studio dell’Università di Pisa – che, partendo da zero, ha dato vita ad un’avventura imprenditoriale di successo. Cmed Aesthetics Spa, gruppo italiano attivo nella dermatologia estetica avanzata, fondato a Pisa nel 2017 dallo spezzino Andrea Malventi (ceo) e dal livornese Carlo Michelini (presidente), imprenditori di prima generazione e chimici farmaceutici, ha centrato l’obiettivo di dar vita a un progetto industriale solido e strutturato nei settori della medicina estetica e della dermatologia, di cui è oggi punto di riferimento a livello mondiale per peeling medicali contenenti acido tricolacetico.
Con il cuore in Toscana, all’ombra della Torre Pendente, e una sede operativa locale a Miami, in pochi anni ha saputo strutturarsi e crescere in modo imponente, arrivando a chiudere l’ultimo esercizio con un fatturato di circa 20 milioni. Conta attualmente un capitale umano di 100 persone, tra dipendenti e collaboratori, e opera in più di 85 Paesi, a conferma di una vocazione internazionale costruita attraverso affidabilità operativa, qualità dei prodotti e capacità di adattarsi a contesti regolatori differenti.
Michelini, come avete fatto? "Nel 2017 siamo stati il primo brevetto tecnologico nel mercato di riferimento. Era dal 2007 che non si presentavano brevetti in medicina estetica. E fino al 2017 il mercato è stato portato avanti da copie di copie che si facevano la guerra sul prezzo e nessuno che facesse qualcosa di innovativo. Noi ci siamo riusciti. Ora siamo leader nel peeling bifasico, con trattamenti medici biorivitalizzanti e dermatologici completi, e nelle formulazioni mesoterapiche a base di acido ialuronico per trattamenti coadiuvanti contro l’invecchiamento, sviluppati per ottenere benefici profondi e a lungo termine su tutto il corpo. Siamo partiti con 200 scatole iniziali di prodotto in un segmento della medicina estetica abbastanza “povero“, ma che ci ha permesso, senza alcun tipo di finanziamento di entrare ed operare. E dalle famose 200 scatole iniziali, siamo passati a tremila a settimana di oggi. Ma non ci dimentichiamo da dove siamo partiti. Nel nostro ufficio c’è un canestro a ricordarcelo. E due tiri li facciamo sempre".
Dove siete arrivati? "Oggi Cmed Aesthetics ha un fatturato di circa 20 milioni, opera in oltre 80 Paesi conta oltre 50 dipendenti, di cui oltre il 90% laureati con un’età media intorno ai 30 anni, una presenza femminile superiore al 50% e circa un quarto del team con precedenti esperienze in multinazionali o all’estero. Operiamo in più di 80 Paesi, gli Stati Uniti sono il 40% del nostro mercato. E le grandi aziende farmaceutiche ci riconoscono affidabilità operativa, qualità dei prodotti e capacità di adattarsi a contesti regolatori differenti".
Il 2023 segna un passaggio importante nel vostro percorso industriale. "Sì, con l’ingresso nel capitale di CMed da parte di IPO Club, fondo promosso da Electa Ventures in joint con Azimut, che ha riconosciuto il nostro potenziale di crescita, rappresentando un passaggio chiave nel rafforzamento patrimoniale e di governance dell’azienda. Sempre nel 2023 abbiamo dato vita alla controllata Dermo Advance Srl, focalizzata sul private label nei settori dei dispositivi medici, cosmeceutici e prodotti per la cura della pelle con le più grandi aziende farmaceutiche e cosmetiche del panorama italiano".
Avete difficoltà nel reperire personale qualificato? "Collaboriamo con l’Università di Pisa, abbiamo dei dottorati in corso, uno si è concluso da poco con l’assunzione della dottorata. Ci appoggiamo all’Unjversità perché ci garantisce profili con formazione altamente qualificata e con l’approccio motivazionale giusto che serve nel nostro segmento. Ora vogliamo espandere la parte legale, finora curata da uffici esterni, e per questo siamo in contatto con la Scuola Superiore Sant’Anna, istituto universitario pubblico a statuto speciale, rinomato a livello internazionale per l’eccellenza nella formazione e nella ricerca scientifica. Il sistema universitario pisano è un’eccellenza mondiale e noi siamo contenti di questa rete di collaborazione che intendiamo continuare a sviluppare".