ClioMakeUp: «Tengo le mie figlie lontane dai social, non è un mondo innocuo. Esco senza trucco per proteggere la loro autostima»
Originaria del Veneto, presto approdata in Germania per seguire l’attività di famiglia in gelateria, quel mondo di colori e formule Clio Zammatteo, nota come ClioMakeUp, se l’è portato dentro, declinandolo nella sua più grande passione: il trucco. E allora, dopo il diploma e un corso di video design a Milano, parte per New York dove frequenta la scuola professionale per truccatori Make Up Designory. Un corso da diecimila euro, «che non tutti possono permettersi» e che accende in lei l’idea di condividere online quanto ha imparato. Inizia così l’avventura di Clio, che nel 2008 apre il canale YouTube (un milione di iscritti), cui fa seguito dieci anni dopo il lancio dell’omonimo brand di cosmetici.
Clio, si può dire che sia iniziato tutto da un gesto di generosità verso i propri potenziali follower?
«Da una parte c’era il desiderio, quasi il senso di responsabilità, di condividere quanto avevo imparato, dall’altra il desiderio di sentirmi meno sola. Ricordo che ero partita per New York con il mio ex marito senza sapere l’inglese e registrare i video mi permetteva di entrare in contatto con tante persone che commentavano e con cui poi mi sono incontrata dal vivo».
La parte migliore dei social, che sembra essersi persa negli ultimi anni.
«Per certi versi è vero, anche se io sono stata una delle prime a scontrarsi con il mondo degli hater e a scoprire come certe persone, in primis del mio settore, non contente che io raccontassi online tutto quello che imparavo, cercassero in tutti i modi di abbattermi».
Com'è cambiata in 20 anni la comunicazione della bellezza?
«È cambiato tutto. Non solo perché ai tempi ci chiamavano guru sul web – adesso si parla di influencer –, ma anche perché il pubblico è sempre più preparato ed esigente. Conosce già i nuovi trend e le formulazioni, e ha a disposizione un numero potenzialmente infinito di prodotti da tutto il mondo. Quando io ho iniziato a truccarmi, si usavano le mani, ora le ragazzine di 13 anni hanno il set da 500 pennelli professionali, uno per ogni specifico utilizzo».
Come mamma, cosa pensa delle bambine che si truccano e fanno skincare davanti a una telecamera, imitando i gesti degli adulti?
«Se fino a quattro anni fa le mie figlie facevano parte della mia narrazione video, adesso le tengo il più possibile lontane e anzi quando registro le faccio uscire dalla stanza perché non voglio che mi guardino e idealizzino un mondo che a loro sembra innocuo, ma che non lo è. Addirittura, per non abbassare la loro autostima, esco spesso senza trucco perché imparino che non è il rossetto a renderci persone migliori».
Che consigli dare ai genitori?
«Non lasciate in mano ai bambini qualsiasi cosa. Nello specifico, evitate prodotti con troppi principi attivi come tinte labbra, sieri ciglia e maschere, e leggete sempre provenienza e formulazioni».
Cosa non manca mai nella trousse di ClioMakeUp?
«Il mascara waterproof, il burrocacao, il correttore, il blush e, naturalmente, la crema solare».
Ultimo aggiornamento: lunedì 21 settembre 2026, 08:37
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