Cliniche, la mossa di Fico: 27 milioni in più ai privati e cambiano i tetti di spesa
«Il criterio rimane la tenuta dei conti. A tutela di tutti, strutture comprese». Con il via libera ai nuovi tetti di spesa per le strutture private accreditate, la dialisi e le protesi su misura, il governatore Fico stabilisce come la rotta sia la tenuta dei conti del comparto sanità. Dopo, lo ribadisce, l’uscita dal piano di rientro: «E bisogna rimanerne fuori». Anche per questo motivo è stato previsto un meccanismo per disincentivare le cure fuori regione. È il via libera, con quattro diverse delibere di giunta, che arriva ieri pomeriggio e che ha subito un effetto: le case di cura private revocano la sospensione ricoveri (anche se lamentano ancora alcune criticità). Mentre resta ancora sospesa la vicenda dei tetti di spesa della medicina specialistica accreditata che si è vista sbloccati appena 7 milioni di euro.
LE MISURE
In particolare, viene definita la programmazione per il 2026 per le prestazioni ospedaliere erogate dalle strutture private accreditate, stabilendo i limiti di spesa per ciascuna casa di cura. Per l’anno in corso quest’ultime sono state finanziate per 27 milioni di euro in più rispetto al 2025 e questo nuovo livello di finanziamento sarà anche la base di partenza per la programmazione del 2027, «che potrà poi essere ulteriormente incrementata», fanno sapere sempre da palazzo Santa Lucia. Mentre saranno valutati, anche qui, incentivi legati alla mobilità sanitaria tra le regioni e «forme di riconoscimento per le strutture che svolgono un ruolo di riferimento nelle reti regionali per le patologie che richiedono interventi tempestivi». Per quanto riguarda la riabilitazione ospedaliera e la lungodegenza, la Regione ha, sempre ieri, recepito ufficialmente le nuove tariffe nazionali previste per l’assistenza ai pazienti nella fase successiva a quella acuta di una malattia o di un problema ortopedico. La giunta ha anche aumentato il limite di spesa previsto per il 2026 per la dialisi ambulatoriale garantendo così un volume totale di circa 750mila prestazioni. Aggiornate infine le tariffe per l’assistenza protesica su misura, con adeguamento del sistema regionale alle nuove disposizioni nazionali e viene previsto un meccanismo, a partire da gennaio, con cui la Regione conta di «disincentivare la mobilità e favorire l’attrattività del sistema sanitario campano perseguendo il riequilibrio dei flussi con le altre regioni».
IL GOVERNATORE
«Questi provvedimenti sono adottati all’esito di un confronto che abbiamo avuto in queste settimane con le rappresentanze del comparto. La Regione ha mantenuto aperto il dialogo e lo manterrà anche nel tempo a venire, assumendo poi le proprie determinazioni con responsabilità e autonomia», chiarisce il governatore che ha anche incontrato i sindacati del comparto sanitario di Cisl e Uil e si rivedranno il prossimo 6 ottobre. Poi Roberto Fico conferma come l’obiettivo è «dare una sistemazione all’esercizio 2026 e, insieme, una prospettiva al 2027 e agli anni successivi, perché la programmazione sia effettivamente tale: dal prossimo anno i criteri di determinazione dei tetti saranno definiti all’inizio dell’esercizio. Le risorse sono destinate nel perimetro fissato dalla legge statale sulla spesa per l'acquisto di prestazioni dai privati accreditati, che resta un vincolo pieno». Infine l’avvertimento: «La tenuta dei conti ha consentito alla Regione di uscire dal piano di rientro ed è la condizione per restarne fuori, a tutela di tutti, strutture comprese».
La giunta, sempre ieri, approva una nuova misura da 40 milioni di euro (con i fondi Ue) per garantire la ricerca pubblica in settori come l’oncologia e le biotecnologie e favorire lo sviluppo di nuove soluzioni per la diagnosi e la cura, anche in previsione del termine dei numerosi e importanti investimenti realizzati grazie al Pnrr in tutta Italia.
L’intervento, finanziato con risorse del PR Campania FESR 2021-2027, è rivolto a Enti Pubblici di Ricerca (EPR), università e atenei pubblici e IRCCS pubblici. I progetti, rivolti a università ed enti pubblici di ricerca, potranno essere finanziati fino al 100 per cento delle spese ammissibili.